Itinerario re d’Aragona

L’Aragona è una meta unica, ricca di bellezze che non lasciano mai indifferenti; un’esperienza irripetibile in un luogo senza paragoni. Potrai scoprirla percorrendo l’itinerario “Re d’Aragona”, che attraversa il territorio aragonese da nord a sud, ripercorrendo le fasi storiche della formazione di questa regione.

Dal mitico Passo del Somport, ingresso storico del Regno nato nel 1035 nelle valli dei Pirenei con il primo re, Ramiro I, si estende un itinerario appassionante che si dipana tra spettacolari paesaggi di montagna, alte cime piraniche, valli, campi coltivati, campagne e vasti vigneti, animate città e alcuni dei borghi più belli di Spagna.

Il secondo re, Sancho Ramírez, fondò Jaca, la prima città dell’Aragona, in cui potrai ammirare incredibili bellezze romaniche. Il regno si espanse verso sud, come potrai scoprire durante il viaggio: Pietro I incluse Huesca, Alfonso I le città di Saragozza e Daroca e Alfonso II, primo re della Corona di Aragona (figlio della regina Petronilla e del principe Ramón Berenguer IV), incluse Teruel, città dell’amore, del modernismo e del mudéjar.

In Aragona la storia viva di cristiani, ebrei e musulmani crea un’atmosfera di ospitalità e armonia. Fuggire dalla routine e visitare l’Aragona è come entrare in un mondo di sensazioni mai provate, perché ogni angolo cela una storia diversa in cui tradizione, avventura e modernità sono le protagoniste.

Dati interessanti

  • Distanza:
    440 km

    Tempo stimato senza fermate:7 h 24 min

    Tappe consigliate: 5-6

Tappe consigliate

    1. Somport – Jaca
    2. Jaca – Ayerbe
    3. Ayerbe – Zaragoza
    4. Zaragoza – Daroca
    5. Daroca – Teruel – Sarrión
    1. Sarrión – Teruel – Daroca
    2. Daroza – Zaragoza
    3. Zaragoza – Ayerbe
    4. Ayerbe – Jaca
    5. Jaca – Somport

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Itinerario re d’Aragona".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!
INIZIO

Comincia l’itinerario in questo punto situato a 102 km dal capoluogo di Huesca, lungo la E-7 // N-330-a, alla frontiera tra Spagna Francia. Si parte dal famoso Passo del Somport.

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Comincia l’itinerario in questo punto situato a 102 km dal capoluogo di Huesca, lungo la E-7 // N-330-a, alla frontiera tra Spagna Francia. Si parte dal famoso Passo del Somport.

Passo del Somport local_hotelrestaurant

Lo storico Passo del Somport, il Summus Portus dei romani, si trova a quasi 1700 metri di altitudine ed è stato per secoli il valico principale dei Pirenei centrali. Terra protagonista di leggende ed eventi storici, il Somport è il punto di partenza del tratto aragonese del Cammino di Santiago francese e del Grande Itinerario del Regno di Aragona.

Qui potremo ammirare paesaggi spettacolari con grandi cime dalle nevi perenni, boschi di pini neri, faggete, boschi di bossi, burroni e stretti fiumiciattoli che sfociano nel fiume Aragón. Ai piedi del passo si scorgono le rovine dell’antico Hospital de Santa Cristina, che accoglieva i pellegrini e diventò il terzo più importante al mondo dopo quelli di Gerusalemme e di Mont-Joux, sulle Alpi.

Punto 1

Salendo dal Passo del Somport in direzione sud verso Jaca troverai a 6,9 km la fortezza di Coll de Ladrones. Per raggiungerla percorri la E-7 // N-330-a. In questo tratto segui la sponda sinistra e destra del fiume Aragón.

near_me Punto 1

Salendo dal Passo del Somport in direzione sud verso Jaca troverai a 6,9 km la fortezza di Coll de Ladrones. Per raggiungerla percorri la E-7 // N-330-a. In questo tratto segui la sponda sinistra e destra del fiume Aragón.

Coll de Ladrones

A metà del XIX secolo il governo spagnolo temeva per la difesa della Valle de Canfranc. Per questo motivo, nel 1888 venne approvato il progetto definitivo per la costruzione del nuovo forte, detto di Coll de Ladrones, i cui lavori terminarono nel novembre del 1900.

Si tratta di una fortezza con robuste mura, un fosso e un ponte levatoio dal quale si domina tutta la Valle de Canfranc, dal momento che è il punto più strategico di tutta la zona. Da notare due edifici rivestititi in pietra locale: quello più in ombra, con due corpi e due piani, fu usato come caserma per le truppe; il più soleggiato invece era riservato agli ufficiali, agli uffici e all’infermeria, e presenta una scala signorile. La fortezza aveva lo scopo di controllare il contrabbando e costituisce l’esempio perfetto di architettura militare moderna adattata al terreno montuoso, dato che qui la roccia fa parte del sistema difensivo tanto quanto o persino più delle mura in mattoni. Il forte conserva anche resti dell’edificio precedente del XVIII secolo.

Punto 2

Per raggiungere la Stazione Internazionale di Canfranc è sufficiente proseguire in direzione sud lungo la E-7 // N-330-a. Il percorso è di 1,6 km e costeggia ancora il fiume prima di arrivare a destinazione.

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Per raggiungere la Stazione Internazionale di Canfranc è sufficiente proseguire in direzione sud lungo la E-7 // N-330-a. Il percorso è di 1,6 km e costeggia ancora il fiume prima di arrivare a destinazione.

Stazione di Canfranc local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La splendida Stazione Internazionale di Canfranc è una delle opere più importanti del modernismo spagnolo. Oggi, contemplando questo magnifico edificio, si possono ancora ammirare i resti del suo antico splendore. Questa stazione, che ricorda un palazzo nobiliare, venne costruita tra la fine del XIX secolo e il primo quarto del XX. All’epoca era la più grande di Spagna e la seconda d’Europa.

Al suo interno ospitava un hotel di lusso, un casinò, un’agenzia delle dogane, un ufficio del Banco de España, una taverna e un’infermeria. L’enorme stazione, lunga 240 metri, presenta 75 porte su ciascun lato e tre altezze. Otto anni dopo la sua inaugurazione venne chiusa a causa della Guerra Civile; nel 1940 venne riaperta e fu testimone del passaggio dei treni svizzeri in cui i tedeschi trasportavano l’oro degli ebrei verso Madrid o Lisbona durante la II Guerra Mondiale. La linea internazionale venne chiusa al traffico nel 1970, quando deragliò un piccolo treno merci francese: le comunicazioni vennero interrotte e mai più ripristinate. Oggi la stazione è stata dichiarata Monumento Storico-Artistico e vi si organizzano visite guidate. Si trova in stato di recupero e in Aquitania e Aragona si svolgono diverse iniziative per ottenere la sua riapertura come Stazione Internazionale.

Punto 3

Dopo la fermata a Canfranc Estación, prosegui verso la Torre de los Fusileros, edificio storico situato lungo la strada. Per raggiungerlo riprendi la E-7 // N-330 e prosegui per 1,9 km in direzione di Jaca, verso sud.

near_me Punto 3

Dopo la fermata a Canfranc Estación, prosegui verso la Torre de los Fusileros, edificio storico situato lungo la strada. Per raggiungerlo riprendi la E-7 // N-330 e prosegui per 1,9 km in direzione di Jaca, verso sud.

Torre de los Fusileros

Dopo aver attraversato una galleria all’uscita dalla Stazione di Canfranc, è possibile ammirare la Torre di Filippo II, conosciuta anche con i nomi di Torre de los Fusileros (Torre dei fucilieri), Torre Espelunca e più popolarmente come la Torreta. Era una fortificazione di appoggio al Coll de Ladrones.

Questo grande edificio in pietra e ardesia sorge all’inizio di una gola che domina la parte alta della valle. Venne eretta nel 1879 per difendere la frontiera, insieme a un’altra torre che si trovava accanto alla galleria del Somport. È disegnata con gusto, ma senza trascurare la funzione militare, che appare evidente osservando le feritoie, il fosso e le sue solide mura. È una splendida costruzione a pianta ellittica che ricorda le torri medievali. Composta da quattro piani, all’esterno presenta tre gallerie con feritoie, di cui quella centrale incorniciata da una notevole serie di archi, il tutto costruito in pregevole pietra squadrata.

Punto 4

Prosegui per 2,3 km in direzione sud lungo la E-7 // N-330 fino all’uscita per entrare nel paese di Canfranc.

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Prosegui per 2,3 km in direzione sud lungo la E-7 // N-330 fino all’uscita per entrare nel paese di Canfranc.

Borgo di Canfranc local_hotelrestaurant

A 2 km dalla Stazione di Canfranc si erge il borgo storico di Canfranc, fondato in epoca medievale come stazione di controllo di frontiera. Grazie alla sua posizione eccezionale, incastonato tra le alte montagne dei Pirenei, costituisce un nucleo originale rispetto agli altri borghi della Jacetania.

La prima di queste caratteristiche è la conformazione urbana, la cui struttura si organizza intorno a un’unica via. Conserva il tracciato tipico dei villaggi lungo il Cammino di Santiago, disposti longitudinalmente su entrambi i lati della sirga peregrinal (la via dei pellegrini). In questo modo, l’unica strada centrale coincide con il Cammino stesso. Gli abitanti avevano il compito di mantenere il percorso libero dagli ostacoli per i viaggiatori e i pellegrini, il che spiega il nome di “Campo Franco”. Nel 1617 Canfranc venne distrutta da un incendio, dal quale si salvarono solo la Iglesia de la Asunción, due case, il mulino e il castello. Dopo un altro incendio devastante avvenuto nel 1944, rimane solo qualche traccia del suo prospero passato. Oggi sta recuperando lentamente la sua popolazione, mentre sulle case distrutte si costruiscono abitazioni nuove.

Punto 5

Riprendi la E-7 // N-330 e prosegui per 4,5 km in direzione sud fino ad arrivare al borgo di Villanúa. Superata Villanúa potrai prendere l’itinerario “Origini del Regno” all’incrocio di Aratorés, oppure proseguire lungo l’itinerario “Re d’Aragona”.

near_me Punto 5

Riprendi la E-7 // N-330 e prosegui per 4,5 km in direzione sud fino ad arrivare al borgo di Villanúa. Superata Villanúa potrai prendere l’itinerario “Origini del Regno” all’incrocio di Aratorés, oppure proseguire lungo l’itinerario “Re d’Aragona”.

Villanúa local_hotellocal_gas_stationrestaurant

Villanúa conserva, prima di entrare in paese, un tratto dell’antica strada romana che porta al ponte medievale di accesso al centro storico e che coincide con il Cammino di Santiago francese. In questo bel borgo pirenaico è interessante visitare il centro storico, composto da una rete di stradine che ricordano epoche passate, la fontana con quattro cannelli, l’Ayuntamiento viejo (il Municipio vecchio) con il portale e le finestre gotiche, un gran numero di case e palazzi fortificati su cui compaiono gli scudi nobiliari, i vicoli e le case che permettono di scoprire in parte il passato medievale del borgo.

La Iglesia de San Esteban è un edificio dell’XI secolo che ha subito varie modifiche. L’elemento più notevole è un magnifica scultura lignea romanica della Madonna con il Bambino della fine del X secolo o inizi dell’XI secolo, nota come Nuestra Señora de los Ángeles. Questa scultura lignea è considerata dagli esperti di arte romanica come una delle opere migliori di questo periodo per la policromia e l’espressività della figura. In questa zona è da non perdere una magica visita alla grotta Cueva de las Güixas.

Punto 6

Per arrivare al centro della cittadina di Jaca prosegui per 13,6 km lungo la E-7 // N-330 in direzione di Jaca. Una volta a Jaca, lasciati sulla sinistra il Forte del Rapitán.

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Per arrivare al centro della cittadina di Jaca prosegui per 13,6 km lungo la E-7 // N-330 in direzione di Jaca. Una volta a Jaca, lasciati sulla sinistra il Forte del Rapitán.

Jaca local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Jaca è il capoluogo dei Pirenei aragonesi. La sua storia (fu la prima città dell’Aragona), la sua posizione e la sua importanza per numero di abitanti la rendono un importante centro servizi e un capoluogo turistico di prim’ordine. La sua Cattedrale è uno dei monumenti più importanti del romanico peninsulare, sia per la sua antichità che per le novità stilistiche che vennero esportate da qui al resto del romanico spagnolo. Il suo museo diocesano è uno dei più prestigiosi al mondo per quanto riguarda la pittura medievale.

La Ciudadela, una magnifica fortificazione militare a pianta pentagonale, è l’edificio più caratteristico di Jaca. L’arteria principale della cittadina è la Calle Mayor, che ospita alcuni degli edifici principali, come il bellissimo Municipio. Lungo questa via sono state costruite numerose case borghesi all’inizio del XX secolo. Altri edifici significativi, come il monastero delle Benedettine, il Fuerte de Rapitán o la Torre del Reloj (Torre dell’orologio), dimostrano la confluenza di stili in questa zona. Ma Jaca è molto di più: passeggiare tra le sue strade animate dai negozi, premiarsi con la squisita pasticceria locale o degustare le sue specialità gastronomiche nei numerosi bar e ristoranti è un’autentica delizia.

Punto 7

Da Jaca esci in direzione sud per raggiungere il monte Peña Oroel. Dalla Avenida Regimiento de Galicia entra nella rotonda, prendi la seconda uscita in direzione Bernués e San Juan de la Peña sulla A-1205 e prosegui lungo la A-1205. Il tragitto totale è di 10,1 km e dovrai prendere una stradina molto suggestiva per raggiungere il Parador di Oroel.

near_me Punto 7

Da Jaca esci in direzione sud per raggiungere il monte Peña Oroel. Dalla Avenida Regimiento de Galicia entra nella rotonda, prendi la seconda uscita in direzione Bernués e San Juan de la Peña sulla A-1205 e prosegui lungo la A-1205. Il tragitto totale è di 10,1 km e dovrai prendere una stradina molto suggestiva per raggiungere il Parador di Oroel.

Passo e parador di Oroel restaurant

Il monte Oroel, con i suoi 1.770 metri di altitudine, è uno degli elementi caratteristici di Jaca ed è visibile da qualsiasi punto della cittadina. L’accesso da Jaca, a soli 9 chilometri, si effettua attraverso la A-1205. Prima di arrivare a Bernués si gira a sinistra in direzione del Parador (albergo) di Oroel. Una bella strada stretta conduce, attraverso un fitto bosco, al Parador. È uno splendido edificio in pietra circondato da un prato con un bar-ristorante da cui si gode una splendida vista su Jaca e su buona parte dei Pirenei aragonesi. Da lì si comincia la salita alla Cruz de Oroel. È un percorso facile, sebbene con alcuni tratti in forte pendenza. Il sentiero è perfettamente segnalato.

Punto 8

Per raggiungere il borgo di Bernués dal Parador di Oroel, riprendi la A-1205. Il tragitto è di 13, km. Dal Parador torna da dove sei venuto e riprendi la A-1205 in direzione sud.

near_me Punto 8

Per raggiungere il borgo di Bernués dal Parador di Oroel, riprendi la A-1205. Il tragitto è di 13, km. Dal Parador torna da dove sei venuto e riprendi la A-1205 in direzione sud.

Bernués

Bernués sorge su una collina lungo l’antica strada reale da Saragozza a Jaca, a sud della Peña Oroel e della Sierra de San Juan de la Peña.

Tipico esempio di borgo sviluppato lungo una strada, il suo centro storico conserva notevoli esempi di architettura civile popolare, come Casa Bisús, casa nobiliare del XVII secolo, o Casa Gairín, del XVIII secolo. La Iglesia parroquial de San Martín de Tours è un edificio barocco a pianta ottagonale con pareti rivestite internamente da stucchi policromi che coprono gli umili mattoni. Altri elementi notevoli sono le pale d’altare delle cappelle, e in particolar modo la pala dell’altare maggiore, dedicato all’Assunta. Sopra il portale d’ingresso si scorgono i resti di un crisma romanico di origine ignota.

Punto 9

Esci da Bernués per riprendere la strada Jaca-Santa María de la Peña, la A-1205. Percorrila per 13,5 km. Durante il tragitto ti lascerai sulla sinistra il Barranco (dirupo) di Bernués. Una volta ad Anzánigo, attraversa il fiume Gállego. A pochi km da Anzánigo potrai prendere a sinistra l’itinerario “Segreti dei Prepirenei” in direzione di Rasal o proseguire lungo l’itinerario principale “Re d’Aragona”.

near_me Punto 9

Esci da Bernués per riprendere la strada Jaca-Santa María de la Peña, la A-1205. Percorrila per 13,5 km. Durante il tragitto ti lascerai sulla sinistra il Barranco (dirupo) di Bernués. Una volta ad Anzánigo, attraversa il fiume Gállego. A pochi km da Anzánigo potrai prendere a sinistra l’itinerario “Segreti dei Prepirenei” in direzione di Rasal o proseguire lungo l’itinerario principale “Re d’Aragona”.

Anzánigo

Situato a 594 metri di altitudine, a sud del Paisaje Protegido de San Juan de la Peña y Monte Oroel, Anzánigo è il borgo più occidentale de la comarca dell’Alto Gállego. Le costruzioni più notevoli sono il ponte medievale e la chiesa.

Il ponte è lungo 102 metri e presenta cinque archi a tutto sesto. La Iglesia de Santa Águeda è una costruzione del XVII secolo a una sola navata coperta da una cupola con lunette. L’altare maggiore è presieduto da una pala barocca e dalla scultura lignea della Madonna di Izarbe, proveniente da un eremo romanico che si trova fuori dall’abitato. Con la costruzione delle gallerie di Monrepós e l’adeguamento del passo di Santa Bárbara, Anzánigo ha perso molti abitanti. Oggi è una località splendida per chi vuole fuggire dalle mete turistiche più note e ama praticare trekking, passeggiate, bicicletta, rafting, torrentismo o pesca.

Punto 10

In questo tratto continua a percorrere la A-1205 per 9,1 km fino al paese di Triste. Costeggerai il sinuoso letto del fiume Gállego, lasciandotelo ancora una volta a sinistra.

near_me Punto 10

In questo tratto continua a percorrere la A-1205 per 9,1 km fino al paese di Triste. Costeggerai il sinuoso letto del fiume Gállego, lasciandotelo ancora una volta a sinistra.

Triste

Appartenente al comune di Las Peñas de Riglos, Triste sorge all’estremità settentrionale della palude di La Peña, sulla sponda destra del fiume Gállego. Caldamente consigliata per gli amanti del romanico è la chiesa parrocchiale di Santa María del XII secolo, che presenta uno splendido campanile accanto all’abside in stile lombardo. Inoltre, il laboratorio con telai in legno, dedicato alla tessitura artigianale, rappresenta una visita di grande interesse etnografico.

Punto 11

Il bacino di La Peña è contiguo al paese di Triste, in direzione sud. In sostanza questo tragitto costeggia il bacino. Per raggiungerlo prendi la A-1205, passando di nuovo per Santa María y la Peña. Imbocca la A-132 in direzione sud e attraversa il fiume Gállego tramite un antico ponte in ferro. La strada è parallela alla ferrovia, che attraversa anch’essa il fiume. Il percorso totale è di 5,4 km fino alla Presa (diga) di La Peña.

near_me Punto 11

Il bacino di La Peña è contiguo al paese di Triste, in direzione sud. In sostanza questo tragitto costeggia il bacino. Per raggiungerlo prendi la A-1205, passando di nuovo per Santa María y la Peña. Imbocca la A-132 in direzione sud e attraversa il fiume Gállego tramite un antico ponte in ferro. La strada è parallela alla ferrovia, che attraversa anch’essa il fiume. Il percorso totale è di 5,4 km fino alla Presa (diga) di La Peña.

Bacino di La Peña restaurant

Situato tra i borghi di Santa María de la Peña e La Peña, il bacino di La Peña è una delle dighe più antiche di Spagna. Il bacino deve il suo nome alla rupe su cui sorge la diga. Attraverso questa diga, tramite diversi tunnel scavati nella roccia, vengono fatte defluire le acque del fiume Gállego. Il bacino è stato costruito tra il 1904 e il 1913 con la funzione di regolare il fiume appena prima dell’ingresso nella gola che si estende nei pressi dei Mallos de Riglos. È notevole il ponte che attraversa il bacino, costruito da Severino Bello secondo i canoni dell’architettura ferroviaria dell’epoca. Pochi chilometri più avanti, il ponte di La Peña Estación permette alla ferrovia, detta ‘Canfranero’, di attraversare l’alveo da o verso Riglos.

Punto 12

Dopo aver attraversato la Presa (diga) di La Peña, prendi a sinistra la A-132 in direzione sud, costeggiando di nuovo il fiume Gállego. Questo tragitto è lungo 9,9 km fino al paese di Murillo de Gállego. Qui potrai ammirare gli spettacolari Mallos de Riglos.

near_me Punto 12

Dopo aver attraversato la Presa (diga) di La Peña, prendi a sinistra la A-132 in direzione sud, costeggiando di nuovo il fiume Gállego. Questo tragitto è lungo 9,9 km fino al paese di Murillo de Gállego. Qui potrai ammirare gli spettacolari Mallos de Riglos.

Murillo de Gállego local_hotelrestaurant

La località di Murillo de Gállego è incorniciata da un ambiente spettacolare, con gli imponenti Mallos de Riglos come sfondo, Peña Rueba alle spalle e il selvaggio fiume Gállego ai suoi piedi.

Murillo presenta un incantevole centro storico formato da una rete di strade irregolari che hanno saputo adattarsi perfettamente alla morfologia del terreno. Le case sono principalmente in pietra e muri a secco, secondo l’architettura tipica della zona. La monumentale Iglesia de El Salvador si erge maestosa dominando il borgo. Dichiarata Monumento Nazionale, è uno dei simboli dell’arte romanica aragonese che predominava della zona nei secoli XI e XII. All’interno spicca la cripta del Santo Cristo, che presenta tre navate. L’importanza di questa cripta risiede nel fatto che è una delle otto di questo tipo nella penisola. Murillo offre possibilità di turismo diverse e in armonia con la natura: sport d’avventura, escursioni, angoli nascosti in cui riposare…

Punto 13

Per raggiungere il borgo di Ayerbe prosegui per 10,1 km in direzione sudest lungo la strada che hai percorso finora, la A-132, fino ad arrivare a destinazione. A metà percorso attraverserai il Ponte Río Gállego. Dopo Ayerbe potrai proseguire con l’itinerario principale “Re d’Aragona” in direzione di Bolea e del Castello di Loarre lungo la A-1206, con l’itinerario principale “Re d’Aragona” in direzione di Puendeluna sulla A-125, oppure potrai prendere l’itinerario dei Castelli in direzione di Santa Eulalia de Gállego lungo la A-1202.

near_me Punto 13

Per raggiungere il borgo di Ayerbe prosegui per 10,1 km in direzione sudest lungo la strada che hai percorso finora, la A-132, fino ad arrivare a destinazione. A metà percorso attraverserai il Ponte Río Gállego. Dopo Ayerbe potrai proseguire con l’itinerario principale “Re d’Aragona” in direzione di Bolea e del Castello di Loarre lungo la A-1206, con l’itinerario principale “Re d’Aragona” in direzione di Puendeluna sulla A-125, oppure potrai prendere l’itinerario dei Castelli in direzione di Santa Eulalia de Gállego lungo la A-1202.

Ayerbe local_hotellocal_gas_stationrestaurant

La cittadina di Ayerbe è il centro nevralgico del notevole ambiente naturale e complesso culturale del Reino de los Mallos. È un luogo storico e monumentale annidato in prossimità del fiume Gallego, ai piedi del monte San Miguel e di fronte alla Sierra de Loarre. Passeggiando tra le sue vie si possono ammirare magnifiche ville e palazzi. Nel suo centro storico spicca la torre di San Pedro, del XII secolo. Le due piazze del paese si organizzano intorno al palazzo dei Marchesi di Ayerbe, in stile gotico-rinascimentale.

La Iglesia de San Pedro possiede un interessante museo religioso e un organo della metà del XIX secolo. Qui passò la maggior parte della sua infanzia e giovinezza il più importante scienziato spagnolo e premio Nobel per la medicina, Santiago Ramón y Cajal. Oggi la sua casa è ufficio del turismo e centro studi della sua vita e opera.

Ad Ayerbe troviamo storia, arte e ricchezza paesaggistica, ma anche tradizioni, frequenti attività culturali, gastronomia, (non si può non assaggiare la famosa pasticceria di Ayerbe) e la flora e la fauna così speciali del Reino de los Mallos. Inoltre la zona è adatta per fare trekking e sport d’avventura.

Punto 14

Per arrivare a Bolea e ammirare la sua Collegiata, prosegui attraversando il paese di Ayerbe. Esci dalla A-132 e percorri 13,8 km fino a un incrocio appena prima del paese di Esquedas. Qui gira a sinistra sulla A-1206. Il tratto della A-1206 è di 5,3 km fino a Bolea.

near_me Punto 14

Per arrivare a Bolea e ammirare la sua Collegiata, prosegui attraversando il paese di Ayerbe. Esci dalla A-132 e percorri 13,8 km fino a un incrocio appena prima del paese di Esquedas. Qui gira a sinistra sulla A-1206. Il tratto della A-1206 è di 5,3 km fino a Bolea.

Collegiata di Bolea local_hotelrestaurant

A 12 chilometri dal castello di Loarre, Bolea sorge su un promontorio che domina le pianure di La Hoya de Huesca/Plana de Uesca. Passeggiando per l’abitato si osservano numerose costruzioni di interesse, tra cui varie case nobiliari che presentano gli storici stemmi.

Nel punto più alto, la collegiata di Santa María appare come un capolavoro del Rinascimento aragonese. L’edificio del XVI secolo è stato costruito su un’antica chiesa romanica della quale si conservano la cripta e il campanile. Il gioiello più prezioso della chiesa è la pala dell’altare maggiore, un capolavoro della pittura spagnola del Rinascimento. È composta da una splendida composizione di 20 tavole dipinte a tempera e 57 sculture in legno policromo. L’aspetto davvero eccezionale di questa pala d’altare sono i meravigliosi dipinti realizzati dal “maestro di Bolea”, pittore anonimo che utilizza alcuni tratti stilistici tipici delle correnti fiamminga e italiana, in cui spiccano l’espressività, il dominio dello spazio e della prospettiva, l’illuminazione e le ombreggiature.

Punto 15

La destinazione è in direzione nord. Dalla Collegiata prendi Calle Medio e Calle Carretera per uscire dal paese e arrivare alla rotonda dalla quale sei entrato, sulla A-1206. Gira a destra per imboccare la A-1206 in direzione nord, verso Loarre. Una volta in paese, segui il percorso indicato per arrivare al castello, che si trova a circa 3 km. Il tragitto totale è di 12,3 km.

near_me Punto 15

La destinazione è in direzione nord. Dalla Collegiata prendi Calle Medio e Calle Carretera per uscire dal paese e arrivare alla rotonda dalla quale sei entrato, sulla A-1206. Gira a destra per imboccare la A-1206 in direzione nord, verso Loarre. Una volta in paese, segui il percorso indicato per arrivare al castello, che si trova a circa 3 km. Il tragitto totale è di 12,3 km.

Castello di Loarre local_hotelrestaurant

Questa significativa fortezza, costruita tra i secoli XI e XII, sorge nelle vicinanze di Ayerbe. Loarre è il castello più grandioso e spettacolare dell’Aragona ed è considerato il castello romanico meglio conservato d’Europa. La fortezza, che difendeva la frontiera del regno di Aragona, divenne in seguito palazzo reale e poi monastero.

Dal punto de vista architettonico è uno degli esempi più compiuti di arte romanica in Spagna ed Europa. Occupa una posizione spettacolare su un elevato sperone roccioso ed è circondato, a sud, da mura del XIII secolo, mentre la roccia protegge gli altri lati. Una passeggiata al suo interno, a oltre mille metri di altezza, rappresenta un vero e proprio viaggio nel Medioevo. Percorrere i corridoi, i torrioni e le segrete ci farà sognare leggende di cavalieri medievali, regine affacciate ai balconi ed epoche di vita dura e austera in un luogo d’impressionante bellezza. Dal belvedere della regina (Mirador de la Reina) si può ammirare un meraviglioso panorama della Hoya de Huesca.

Punto 16

Questo tratto è lungo 24,1 km. Esci da Loarre da sud per Calle Carlos Garulo Ena, tornando verso Ayerbe. Gira a destra per imboccare la A-1206 in direzione sud. Attraversa di nuovo Ayerbe e da qui, seguendo la stessa direzione, imbocca la A-125 in direzione Ejea, Ardisa, Biscarrues. Attraversa di nuovo il fiume Gállego all’altezza di Ardisa. Prosegui fino a poter girare a sinistra verso Puendeluna sulla CV 811.

near_me Punto 16

Questo tratto è lungo 24,1 km. Esci da Loarre da sud per Calle Carlos Garulo Ena, tornando verso Ayerbe. Gira a destra per imboccare la A-1206 in direzione sud. Attraversa di nuovo Ayerbe e da qui, seguendo la stessa direzione, imbocca la A-125 in direzione Ejea, Ardisa, Biscarrues. Attraversa di nuovo il fiume Gállego all’altezza di Ardisa. Prosegui fino a poter girare a sinistra verso Puendeluna sulla CV 811.

Puendeluna

Sulla sponda destra del fiume Gállego, Puendeluna deve il suo nome a un ponte già esistente in epoca romana per attraversare le acque di questo fiume. Tra il patrimonio artistico più importante della località spicca la Iglesia parroquial de San Nicolás,  totalmente ricostruita all’inizio del XX secolo. Al suo interno si possono ammirare due gioielli: le pale d’altare gotiche di San Nicola di Bari e di San Bartolomeo della seconda metà del XV secolo, in stile ispano-fiammingo.

Vicino a Puendeluna, nel comune di Ardisa, sorge il Castillo de la Ballesta. Questo castello ha la peculiarità di essere, insieme a quello di Obano, l’unico di epoca romanica in Aragona costruito in pianura e non a una quota elevata. La costruzione è in stile tardogotico, anche se la snella torre che emerge al centro del palazzo è della fine dell’XI secolo. L’edificio è a pianta quadrata, come la torre. Si possono osservare diverse feritoie, sia sulle mura che sulla torre. Conserva ancora le merlature e resti delle mura ribassate che lo circondavano.

Punto 17

A Puendeluna, esci dal comune per imboccare la strada da cui sei venuto e continua verso sud, superando Piedratajada e Marracos. Dopo una fila di cipressi arriverai a un incrocio vicino a Gurrea de Gállego; lì gira a destra sulla A-1209. Dopo circa un km gira a sinistra verso La Paúl,  attraversa il paese, gira a destra allo stop e prosegui fino all’incrocio per la Ermita de Nuestra Señora del Salz. Il tragitto è di 26,9 km in totale.

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A Puendeluna, esci dal comune per imboccare la strada da cui sei venuto e continua verso sud, superando Piedratajada e Marracos. Dopo una fila di cipressi arriverai a un incrocio vicino a Gurrea de Gállego; lì gira a destra sulla A-1209. Dopo circa un km gira a sinistra verso La Paúl,  attraversa il paese, gira a destra allo stop e prosegui fino all’incrocio per la Ermita de Nuestra Señora del Salz. Il tragitto è di 26,9 km in totale.

Nuestra Señora del Salz

Il santuario de Nuestra Señora del Salz si trova nella zona più elevata di un dirupo gessoso, circa quaranta metri sopra la strada che unisce la cittadina di Zuera con il borgo di La Paúl. Secondo la leggenda, qui la Madonna apparve a un cavaliere templare.

Da questa posizione privilegiata si gode di un magnifico panorama: le pianure del Somontano e le montagne che si susseguono fino ai Pirenei, l’ampio letto del Gállego, i vasti campi dei Monegros, le torri di Saragozza e gli orti dell’Ebro. Nel punto in cui oggi si trova l’eremo sorgeva il castello arabo di Salcey. Il santuario è stato sottoposto a molti cambiamenti e trasformazioni nel corso dei secoli. L’attuale eremo, a cui si accede da una lunga scalinata, è un edificio a una sola navata in cinque tratti coperta da una volta a botte. All’interno, il centro della pala d’altare è occupato dall’immagine della Madonna del Salz, una scultura lignea romanica policroma.

Punto 18

Uscendo dall’eremo imbocca la A-124. All’altezza di Zuera prosegui lungo la A-124 attraversando il paese fino alla N-330-a. Prosegui lungo la N-330-a fino a Saragozza, passando per il paese di Villanueva de Gállego, che dovrai attraversare. Cerca il centro della città e troverai i principali tesori del capoluogo aragonese. Il tragitto è di 38,7 km in totale. Da qui potrai proseguire con l’itinerario “Re d’Aragona” o raggiungere Borja a 65 km e cominciare l’itinerario “Cuore del Moncayo”.

near_me Punto 18

Uscendo dall’eremo imbocca la A-124. All’altezza di Zuera prosegui lungo la A-124 attraversando il paese fino alla N-330-a. Prosegui lungo la N-330-a fino a Saragozza, passando per il paese di Villanueva de Gállego, che dovrai attraversare. Cerca il centro della città e troverai i principali tesori del capoluogo aragonese. Il tragitto è di 38,7 km in totale. Da qui potrai proseguire con l’itinerario “Re d’Aragona” o raggiungere Borja a 65 km e cominciare l’itinerario “Cuore del Moncayo”.

Saragozza local_hotellocal_gas_stationrestaurant

Con i suoi oltre duemila anni di storia, Saragozza è un grande crogiolo di culture. Accanto alle robuste mura, la statua dell’imperatore Augusto contempla la città che ha fondato. Vicino alla Plaza de las Catedrales si trovano il Museo del Foro e il museo di quello che fu il Porto Fluviale romano. Nel centro storico si può visitare il Museo delle Terme Pubbliche e quello del Teatro, uno degli edifici per rappresentazioni teatrali più grandi dell’antica Hispania.

Se Saragozza fiorì in epoca romana, lo stesso avvenne durante la dominazione araba, come si può notare passeggiando per i cortili del palazzo della Aljafería, un capolavoro dell’arte ispano-araba. Il profilo della città rivela una serie di torri mudéjar dichiarate Patrimonio Mondiale dell’umanità dall’UNESCO. La prosperità della città durante il Rinascimento, conosciuta all’epoca come la Firenze della Penisola Iberica, è evidente negli splendidi edifici, distribuiti in tutto il centro storico, come la Lonja (mercato o borsa), un caso unico di edificio con queste caratteristiche in una città interna, il che rende l’idea della sua importanza commerciale. Sulle sponde del fiume Ebro si erge la Basílica del Pilar, la chiesa barocca più grande di Spagna e simbolo per eccellenza di Saragozza. A pochi metri di distanza, la splendida Cattedrale di San Salvador è un eclettico insieme di stili artistici, centro politico e religioso della Corona di Aragona, dove si istituivano i Fueros (statuti) e si incoronavano i re. Sono impressionanti anche le tracce moderniste e storiciste. Saragozza è una città moderna, dinamica e ricca di attività economiche e sociali; inoltre è una prestigiosa sede di congressi, rinnovata e abbellita dopo l’Esposizione Internazionale del 2008. Senza dubbio, la città di Saragozza è un centro turistico di prim’ordine, grazie ai suoi monumenti, ai musei (Museo di Saragozza, Pablo Gargallo, Origami, Goya-Ibercaja, Pablo Serrano, Alma Mater Museum,…), ai parchi, agli spazi naturali, alla sua offerta culturale, alla sua gastronomia e, in definitiva, al suo potenziale di città media europea, che richiede una visita attenta.

Punto 19

Uscendo dal centro di Saragozza prosegui in direzione sud verso Teruel. Uscendo da Plaza Aragón, prendi la Gran vía, Fernando el Católico, Isabel la Católica, Vía Ibérica e arriverai alla N-330. Prosegui lungo la strada fino alla rotonda e prendi la seconda uscita in direzione di Santa Fe, dove si trova il monastero omonimo. Il tragitto è di 11,5 km.

near_me Punto 19

Uscendo dal centro di Saragozza prosegui in direzione sud verso Teruel. Uscendo da Plaza Aragón, prendi la Gran vía, Fernando el Católico, Isabel la Católica, Vía Ibérica e arriverai alla N-330. Prosegui lungo la strada fino alla rotonda e prendi la seconda uscita in direzione di Santa Fe, dove si trova il monastero omonimo. Il tragitto è di 11,5 km.

Monastero di Santa Fe restaurant

A sud di Saragozza, tra i borghi di Cuarte de Huerva e Cadrete, sorge il monastero di Santa Fe. Venne costruito nel 1341 in seguito al trasferimento dei monaci del Monastero di Fonclara, fondato da Giacomo I nel 1223, e fu poi ricostruito nel XVIII secolo in stile barocco. Nel 1808 le guerre napoleoniche ebbero gravi conseguenze sul Monastero, durante il Primo assedio di Saragozza. L’ordine di abbandono definitivo arrivò ai religiosi nel 1835, con la desamortización de Mendizábal. A partire da allora le terre e le proprietà del monastero passarono di mano in mano, e la manutenzione venne trascurata. La chiesa ha la pianta di una basilica a tre navate, coperte da volte ora crollate. La crociera è coperta da una grande cupola su un tamburo ottagonale. Il campanile che parte da terra è diviso in tre ordini di mattoni che terminano in una cupola su un tamburo.

Punto 20

Per arrivare a Muel esci da Santa Fe tornando sulla N-330 in direzione di Teruel. Prosegui lungo la N-330 fino a Muel. Il tragitto è di 18,9 km.

near_me Punto 20

Per arrivare a Muel esci da Santa Fe tornando sulla N-330 in direzione di Teruel. Prosegui lungo la N-330 fino a Muel. Il tragitto è di 18,9 km.

Muel local_hotelrestaurantlocal_gas_station

A 40 chilometri a sud di Saragozza, Muel è nota per la suo scuola-laboratorio di ceramica, dove si creano vere e proprie opere d’arte che proseguono la tradizione dei vasai del borgo, che risale all’XI secolo. Questa scuola-laboratorio possiede, inoltre, una sala per le esposizioni in cui vengono esibite opere d’arte di diversi autori nel corso dell’anno.

Vale la pena passeggiare per Muel per ammirare l’eredità lasciata da diverse culture. Il centro storico, con strade strette e sinuose, è un ottimo esempio del suo passato arabo. Vi si trovano diverse case-palazzo in stile rinascimentale e la Iglesia parroquial de San Cristóbal, in stile barocco tardivo e arricchito con elementi mudéjar. Nella Ermita de la Virgen de la Fuente, costruita sopra una diga romana, si possono ammirare i pennacchi della cupola dipinti dal giovane Goya. Il geniale pittore vi rappresentò magnificamente i quattro Padri della Chiesa. Ai piedi dell’eremo si estende uno splendido parco pubblico con uno stagno.

Punto 21

Lascia Muel, famosa per la sua ceramica, riprendendo la N-330. Esci su Avenida García Giménez e imbocca la strada fino a Longares. Il tragitto è di 10,6 km.

near_me Punto 21

Lascia Muel, famosa per la sua ceramica, riprendendo la N-330. Esci su Avenida García Giménez e imbocca la strada fino a Longares. Il tragitto è di 10,6 km.

Longares local_hotelrestaurant

Longares si trova nella comarca del Campo de Cariñena, in una pianura presidiata dalla Sierra de Algairén. Delle originali mura medievali si conservano due porte d’accesso costruite nel XVI secolo. Percorrendo le sue strade scopriamo diverse case nobiliari interessanti, tra cui spicca la Posada de Santa Teresa del XVIII secolo. La Iglesia de Nuestra Señora de la Asunción è una splendida chiesa rinascimentale che da fuori non lascia intravedere la maestosità dell’interno. Costruita su un edificio romanico, è una delle chiese più belle realizzate in Aragona nel XVI secolo. Si tratta di un elegante edificio molto simile alla Lonja e alla Catedral de La Seo di Saragozza. La pianta è quella di una tipica chiesa a sala. All’esterno spicca il campanile mudéjar a pianta quadrata che ne annuncia la bellezza e si vede perfettamente in lontananza.

Punto 22

A Longares esci da Calle Felipe V per imboccare la N-330 in direzione sud. Percorri 9,2 km per arrivare a Cariñena.

near_me Punto 22

A Longares esci da Calle Felipe V per imboccare la N-330 in direzione sud. Percorri 9,2 km per arrivare a Cariñena.

Cariñena local_hotelrestaurant

Vaste pianure coltivate a vigneti caratterizzano il paesaggio di questa comarca. A Cariñena la terra e il paesaggio diventano vino. È una delle zone vitivinicole con più tradizione in Spagna e i suoi vini possiedono una delle quattro Denominazioni di Origine del vino in Aragona: la Denominación de Origen Protegida de Cariñena www.rutadelvinocampodecarinena.org La Iglesia parroquial de la Asunción, collegiata dell’epoca di Alfonso I, ha assistito al passaggio di cristiani, musulmani ed ebrei, che anche a Cariñena ebbero il loro quartiere e forse la loro sinagoga, nell’attuale chiesa di Santiago. Tutto il borgo era cinto da mura, delle quali resta il torreón de las Monjas (torre delle monache). Tra le costruzioni civili spicca il Municipio, tipico edificio aragonese del XVI secolo. La facciata presenta il piano terra con una loggia di archi a tutto sesto su cui si alza un secondo piano nobile. La fontana della Mora, che si trova davanti al municipio, fu realizzata nel XIX secolo. Generalmente vi scorre l’acqua, ma durante la festa della vendemmia è il vino ad uscire dai suoi cannelli, una tradizione che risale ai tempi di Filippo II.

Punto 23

Esci da Cariñena per Calle Mayor e gira a sinistra in Calle Arrabal Alto. Continua sulla N-330 in direzione sud per 6,8 km fino a Paniza. Il belvedere del balcón di Paniza è in curva, nel punto in cui dalla N-330 si può svoltare sulla CV-669, poco dopo aver superato Paniza.

near_me Punto 23

Esci da Cariñena per Calle Mayor e gira a sinistra in Calle Arrabal Alto. Continua sulla N-330 in direzione sud per 6,8 km fino a Paniza. Il belvedere del balcón di Paniza è in curva, nel punto in cui dalla N-330 si può svoltare sulla CV-669, poco dopo aver superato Paniza.

Belvedere del Balcón de Encinacorba (Passo di Paniza) local_hotel

A circa 60 km da Saragozza, uscendo dalla strada per  Teruel e Valencia, è possibile visitare uno dei belvedere più spettacolari della zona, percorrendo la vecchia strada. Superata Cariñena, incontriamo il borgo di Paniza; poi si comincia a salire per l’omonimo passo, e la strada va subito in pendenza. Circa un chilometro prima della cima, vale la pena fare tappa nel punto conosciuto come el balcón (il balcone) da cui si possono ammirare il borgo di Encinacorba e il paesaggio circostante. Superato il passo, a circa 200 metri a sinistra, si svolta verso la Ermita de Nuestra Señora del Águila attraverso una strada incastonata tra pini e querce giovani. È un belvedere ideale per ammirare a tutto tondo lo splendido e panoramico paesaggio. Per chi ama camminare, dall’eremo partono diversi sentieri che conducono ad Aladren, Vistabella e Cerveruela, vicino al fiume Huerva.

Punto 24

Continua sulla N-330 in direzione di Mainar per 16,1 km, attraversando il passo di Paniza. Se vuoi fare una deviazione a Cerveruela, paesino pittoresco immerso nella natura, gira all’incrocio per la CV 668 a metà strada.

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Continua sulla N-330 in direzione di Mainar per 16,1 km, attraversando il passo di Paniza. Se vuoi fare una deviazione a Cerveruela, paesino pittoresco immerso nella natura, gira all’incrocio per la CV 668 a metà strada.

Mainar local_hotelrestaurant

Il borgo di Mainar si trova nella piana del fiume Huerva, vicino alla strada N-330. La Iglesia de Santa Ana è considerata il miglior esempio di architettura religiosa mudéjar tardiva del XVI secolo in Aragona, e conserva tutti gli elementi che la rendono unica. La chiesa è un edificio costruito interamente in mattoni, con abside poligonale a cinque lati, navata unica e contrafforti. All’esterno spicca il magnifico e monumentale campanile mudéjar che si erge addossato al lato sinistro, nel tratto più basso. Ha pianta ottagonale a sei ordini che si stringono verso l’alto ed è coperto da una cupola in tegole blu.

Prima di arrivare a Mainar si segnala una breve deviazione (3 km) verso il piccolo ma interessante borgo di Cerveruela. Questo bel paesino si trova nella zona più orientale del Sistema Iberico ed è bagnata dal fiume Huerva, perciò è un luogo ideale per praticare attività all’aria aperta. Il suo centro storico è costruito sopra una grande roccia, il che gli conferisce un aspetto molto pittoresco. Da lì partono diversi sentieri per il trekking; senz’altro una bella pausa lungo il percorso.

Punto 25

Prosegui nella stessa direzione lungo la N-330 fino ad arrivare quasi a Daroca, dove diventa la N-234. Il tragitto è di 14,8 km. A mezz’ora da Daroca, facendo una deviazione rispetto all’itinerario, troverai la Riserva Naturale della Laguna di Gallocanta, dov’è possibile ammirare lo spettacolare volo delle gru nei mesi invernali.

near_me Punto 25

Prosegui nella stessa direzione lungo la N-330 fino ad arrivare quasi a Daroca, dove diventa la N-234. Il tragitto è di 14,8 km. A mezz’ora da Daroca, facendo una deviazione rispetto all’itinerario, troverai la Riserva Naturale della Laguna di Gallocanta, dov’è possibile ammirare lo spettacolare volo delle gru nei mesi invernali.

Daroca local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Al riparo della sua impressionante cinta muraria, questa bella cittadina dichiarata Conjunto Histórico (Bene storico) possiede uno dei migliori complessi monumentali dell’Aragona, in cui è possibile ammirare tutta l’evoluzione dell’arte medievale. La disposizione a mezzaluna delle strade incastonate nella montagna, il castillo Mayor (castello Maggiore), la judería (quartiere ebraico), la morería (quartiere arabo), la fontana dai venti cannelli, le chiese, i palazzi e gli imponenti torrioni delle sue mura sono un riassunto dello splendente passato della città e della convivenza di tre culture: cristiana, ebraica e musulmana. La chiesa più importante è la Basílica de Santa María. In questa chiesa si conservano le reliquie dei Sagrados Corporales, protagonisti di una leggenda che per secoli ha reso Daroca un luogo di pellegrinaggio per i cristiani. Ma non bisogna dimenticare di visitare le altre chiese, come San Juan, Santo Domingo (con il suo bel campanile mudéjar) o San Miguel (che cela all’interno dell’abside alcune straordinarie pitture murarie gotiche). Un’altra testimonianza dell’importanza di Daroca si trova in alcuni edifici di notevole fattura, come la Casa de los Luna, la Casa del Diablo e le tante case nobiliari.

Punto 26

Da Daroca prosegui lungo la N-234 per 7,3 km.

near_me Punto 26

Da Daroca prosegui lungo la N-234 per 7,3 km.

San Martín del Río local_hotel

San Martín del Río sorge sulla sponda sinistra del fiume Jiloca e a 6 chilometri da Daroca. Nel suo centro storico spicca uno dei gioielli del patrimonio mudéjar aragonese: la Iglesia de San Martín de Tours, con il suo snello campanile a cinque ordini visibile da gran parte dei dintorni. Una passeggiata nell’abitato, lungo le stradine strette e ripide, permette di scoprire molti angoli suggestivi in cui si conservano moltissimi edifici tradizionali e varie case nobiliari blasonate. L’interessante Museo del vino ci riporta a un’epoca non molto lontana, quando la produzione vinicola era alla base dell’economia del paese. Tuttavia, attualmente, i vigneti non occupano più un posto di primo piano nel paesaggio, trasformato in distese di mandorli, ciliegi e cereali. È possibile inoltre visitare il museo Etnoenologico, che ospita una mostra sugli abiti tradizionali aragonesi.

Punto 27

Da San Martín del Río prosegui fino a Báguena sulla stessa strada. Il tragitto è di 4,4 km.

near_me Punto 27

Da San Martín del Río prosegui fino a Báguena sulla stessa strada. Il tragitto è di 4,4 km.

Báguena local_hotelrestaurant

Il centro storico di Báguena sorge intorno a due colline sulla sponda destra del fiume Jiloca. Vi sorgono palazzi aragonesi in stile rinascimentale, tra cui spiccano edifici come l’Ayuntamiento (municipio), la Casa Calvo, risalente al XVII secolo, o la Casa de los Lucías, dalla lunghissima e splendida facciata.

A fianco dell’antica Strada Nazionale da Valencia a Burgos sorge la Iglesia de la Asunción. La chiesa è un edificio barocco del XVII secolo costruita in pietra squadrata e mattoni. Il campanile, con la sua splendida decorazione, è uno dei campanili mudéjar più belli dell’Aragona. Interessante è anche il Convento de San Valentín, che unisce lo stile gotico e il barocco. All’esterno spicca la facciata manierista. Nei pressi del borgo, in uno splendido contesto naturale, si trova un bel ponte del XVIII secolo con tre archi a tutto sesto in pietra squadrata. Nel territorio comunale, il barranco (dirupo) del Arguilay è uno splendido ambiente in cui si può ammirare il fenomeno dell’aguallueve, come nel vicino borgo di Anento.

Punto 28

Per arrivare ad Anento, uno dei Paesi più belli di Spagna, devi uscire da Báguena prendendo Calle Rambla Arguilay in direzione nord fino ad Anento. Il tragitto è di 4,4 km da Báguena.

near_me Punto 28

Per arrivare ad Anento, uno dei Paesi più belli di Spagna, devi uscire da Báguena prendendo Calle Rambla Arguilay in direzione nord fino ad Anento. Il tragitto è di 4,4 km da Báguena.

Anento local_hotelrestaurant

Nei pressi di Báguena, questo piccolo borgo annidato ai piedi del castello compare nella lista dei paesi più belli di Spagna dal 2015. Vale la pena passeggiare per le sue strade di sassi di evidente origine medievale per ammirare le belle case con le facciate in pietra dipinte in color terra. La chiesa parrocchiale del XII secolo, oltre alle pitture murarie, conserva al suo interno la pala dell’altare maggiore di San Biagio e la Madonna del XV secolo, forse il retablo gotico più grande e meglio conservato dell’antica Corona d’Aragona. La natura completa il tutto con magnifiche grotte scavate in un terreno soffice e argilloso che si trovano sotto il castello.

Dalla piazza si può partire per l’itinerario “Scorci incantevoli” e per vedere il famoso Aguallueve. L’Aguallueve è una sorgente che sgorga incessante sotto forma di gocce d’acqua e nel tempo ha creato un effetto spettacolare con pareti in pietra e muschio e piccole grotte nascoste all’interno.

Punto 29

Per arrivare a Burbáguena torna da Anento a Báguena tramite la strada che hai preso all’andata e prosegui lungo la N-234 in direzione sudest per 3,5 km. Costeggerai il fiume Jiloca, lasciandotelo sulla destra.

near_me Punto 29

Per arrivare a Burbáguena torna da Anento a Báguena tramite la strada che hai preso all’andata e prosegui lungo la N-234 in direzione sudest per 3,5 km. Costeggerai il fiume Jiloca, lasciandotelo sulla destra.

Burbáguena local_hotelrestaurant

Burbáguena sorge sulle sponde del fiume Jiloca, nell’omonima valle. Il paesaggio circostante è dominato da piccoli orti, frutteti e frondosi pioppeti intorno al letto del fiume. Nel centro storico, che si raduna ai piedi dell’antico castello, si trovano edifici molto belli costruiti nel XVI e XVII secolo in stile rinascimentale aragonese (gallerie con archi, portali, sporti di gronda…). Il palazzo del Marchese di Montemuzo spicca per il suo ottimo stato di conservazione. La chiesa barocca del XVIII secolo presenta uno splendido campanile in mattoni a cinque ordini in stile barocco-mudéjar. Nei dintorni su trovano le Ermitas di San Pedro Mártir, San Bernabé e San Nicolás e i peirones (capitelli votivi) dedicati alla Madonna di Herrera e a Sant’Antonio.

Punto 30

Una volta uscito da Burbáguena prosegui in direzione sud fino a Luco de Jiloca percorrendo la N-234. Entra in paese tramite Calle Real e all’incrocio gira a destra su Calle Mayor, dove troverai il fiume Jiloca; gira a sinistra e costeggialo per 2,6 km fino al Ponte romano di Luco de Jiloca.

near_me Punto 30

Una volta uscito da Burbáguena prosegui in direzione sud fino a Luco de Jiloca percorrendo la N-234. Entra in paese tramite Calle Real e all’incrocio gira a destra su Calle Mayor, dove troverai il fiume Jiloca; gira a sinistra e costeggialo per 2,6 km fino al Ponte romano di Luco de Jiloca.

Luco de Jiloca local_hotel

Luco de Jiloca sorge sul tratto medio del fiume Jiloca, in un ambiente caratterizzato da una fertile pianura. L’abitato di Luco si estende lungo un pendio sul margine destro della valle ed è organizzato intorno a una strada principale. La chiesa parrocchiale è l’edificio più significativo del paese e possiede un campanile a tre ordini con una decorazione di ispirazione mudéjar. La chiesa, costruita in mattoni, segue un modello gotico molto diffuso in Aragona nel XVI secolo.

Nella Plaza Mayor si trova un bel palazzo aragonese del XVII secolo, con sporto di gronda in legno e una loggia ad archi. Una passeggiata lungo il fiume conduce a uno dei luoghi più conosciuti del borgo: il ponte romano di Luco. Dichiarato Bene di interesse culturale, questo splendido ponte risalente al I secolo d.C. è uno dei meglio conservati dell’Aragona. È lungo 35 metri ed è costruito in pietra squadrata e mattoni, secondo il modello dei cosiddetti ponti a dorso d’asino. Ha tre archi ribassati, di cui il centrale di maggiori dimensioni.

Punto 31

Da Luco de Jiloca prosegui lungo la N-234 in direzione sud per 11,2 km fino a Calamocha.

near_me Punto 31

Da Luco de Jiloca prosegui lungo la N-234 in direzione sud per 11,2 km fino a Calamocha.

Calamocha local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Calamocha si trova sulle sponde del fiume Jiloca ed è il capoluogo e il centro nevralgico della comarca del Jiloca. L’abitato ha forma allungata ed è diviso in due dall’antica strada che attraversava il paese. Il centro storico sorge intorno alla chiesa del XVIII secolo dedicata a Santa María la Mayor. È un edificio di grandi dimensioni con una meravigliosa facciata barocca. Notevole è anche il robusto campanile a tre ordini. All’interno spiccano uno splendido baldacchino barocco, unico esempio a Teruel e ispirato a quello di San Pietro a Roma, e un meraviglioso organo, anch’esso barocco.

Calamocha possiede notevoli esemplari di case nobiliari con magnifici scudi araldici. Lungo il fiume si trovano alcune costruzioni di interesse, come il ponte romano a un solo arco con modifiche di epoca medievale. Calamocha è anche uno dei principali produttori del prosciutto Denominazione di Origine Teruel. Il Museo del Jamón y de la Cultura Popular (Museo del prosciutto e della cultura popolare) spiega, tra le altre cose, l’arte tradizionale della trasformazione del cibo.

Punto 32

Prosegui in direzione sud lungo la N-234. A metà del percorso supererai il paese di Caminreal. Il tragitto è di 17,2 km in totale. Dopo Monreal del Campo prosegui per 58 km lungo l’itinerario “Re d’Aragona” in direzione di Teruel in linea praticamente retta, oppure puoi fare una deviazione verso il castello di Peracense e lo splendido itinerario dei Montes Universales.

near_me Punto 32

Prosegui in direzione sud lungo la N-234. A metà del percorso supererai il paese di Caminreal. Il tragitto è di 17,2 km in totale. Dopo Monreal del Campo prosegui per 58 km lungo l’itinerario “Re d’Aragona” in direzione di Teruel in linea praticamente retta, oppure puoi fare una deviazione verso il castello di Peracense e lo splendido itinerario dei Montes Universales.

Monreal del Campo local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Monreal del Campo sorge all’incrocio tra due strade nazionali: la Sagunto-Burgos e la Madrid-Tarragona, e vicino alla autovía mudéjar che unisce Sagunto e Somport. Il borgo è sempre stato legato alla coltivazione dello zafferano. Questa tradizione, che si mantiene ancora oggi, si può conoscere visitando il museo monografico ospitato in una delle più importanti case nobiliari del paese.

La Iglesia de la Natividad è un edificio in mattoni a una sola navata con cappelle tra i contrafforti. Il campanile è separato e sorge sul vicino colle dove un tempo si ergeva il castello. A pochi chilometri da Monreal si trova uno degli ambienti naturali più interessanti: gli Ojos de Monreal (occhi di Monreal). Questi “occhi” sono le sorgenti del fiume Jiloca: il nome allude al modo in cui l’acqua sgorga dalla sorgente, creando spazi circolari di forma ovale che ricordano appunto gli occhi.

Punto 33

Questo tratto è di 58,3 km in totale. Esci da Monreal del Campo tramite la N-234, percorrila fino all’ingresso a Teruel e prosegui quando si prolunga nella N-420. Il tragitto è di 56,7 km.

near_me Punto 33

Questo tratto è di 58,3 km in totale. Esci da Monreal del Campo tramite la N-234, percorrila fino all’ingresso a Teruel e prosegui quando si prolunga nella N-420. Il tragitto è di 56,7 km.

Teruel local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Teruel stupisce per il suo fascino naturale e le sue ricchezze artistiche. In questa bella città i monumenti mudéjar sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale nel 1986 e nel 2001 la dichiarazione si è ampliata a tutta l’architettura mudéjar dell’Aragona. Una passeggiata nel centro storico ci permette di ammirare la bellezza di questo stile in tutto il suo splendore e di scoprire che Teruel è anche la città delle leggende d’amore e la capitale dei dinosauri. Chi visita Teruel rimarrà affascinato dalle splendide torri di San Martín e del Salvador, dalla chiesa e dal campanile di San Pedro (dove si trova il Mausoleo degli amanti) e dalla cattedrale, con il suo meraviglioso soffitto a cassettoni considerato da molti “La Cappella Sistina dell’arte mudéjar.

Ma non tutto è medievale a Teruel: l’Acquedotto degli archi è considerato una delle opere di ingegneria più rilevanti del Rinascimento e molti edifici del centro storico offrono un interessante itinerario nell’architettura modernista, anche se la vera sorpresa della visita è la splendida Scalinata neomudéjar del Paseo del Óvalo. Fuori città si trova Dinópolis, il parco paleontologico più grande d’Europa, che offre attività divertenti per tutte le età.

Fine itinerario

Se ti trovi in centro, prendi la Avenida Sagunto dalla N420-a fino e poi la N-234 fino a Sarrión. Il tragitto è di 44,6 km. A Sarrión, “capitale del tartufo nero”, finisce l’itinerario “Re d’Aragona”. Da qui puoi cominciare  l’itinerario “Passi del silenzio” da Mora de Rubielos o Rubielos de Mora.

near_me Fine itinerario

Se ti trovi in centro, prendi la Avenida Sagunto dalla N420-a fino e poi la N-234 fino a Sarrión. Il tragitto è di 44,6 km. A Sarrión, “capitale del tartufo nero”, finisce l’itinerario “Re d’Aragona”. Da qui puoi cominciare  l’itinerario “Passi del silenzio” da Mora de Rubielos o Rubielos de Mora.

Sarrión local_hotellocal_gas_station

Il borgo sorge in una pianura circondata da abbondanti sorgenti e boschi di querce e sabine in ottimo stato di conservazione. Delle sette porte della sua cinta muraria rimane la porta di Teruel (dichiarata Bene di Interesse Culturale). Nelle vicinanze si trova la Casa de los Monterde, un ottimo esempio delle numerose case-palazzo del XVII che sorgono nella zona.

La Antigua parroquia de la Sangre de Cristo è in stile gotico, con una splendida facciata romanica. La Iglesia de San Pedro y San Pablo possiede un interno splendidamente decorato. Sarrión sorge in una zona ricca di tartufi, considerata la più importante della Spagna: il suo terreno calcareo e il suo clima estremo l’hanno trasformata nella “capitale spagnola del tartufo nero“.

Più avanti si trova la stazione sciistica di Javalambre, dove è possibile praticare gli sport invernali. Vicino a Sarrión e a 4 chilometri dal borgo di Manzanera si trovano le terme El Paraíso, un’oasi di pace dove rilassarsi e godersi il piacere delle acque termali.