Itinerario insolito nei Prepirenei

Questo percorso ci porterà ad attraversare soprattutto le regioni di Sobrarbe e Ribagorza, dove potremo stupirci scoprendo le cime più alte dei Pirenei, sulle quali si conservano le ultime propaggini glaciali, dominate dall’Aneto (la cima più alta della catena montuosa). È un territorio privilegiato, nel quale convergono paesaggi imponenti, circondati da una natura selvaggia, valli strette e gole profonde. Lungo questo itinerario potremo anche visitare un ricco e variegato patrimonio culturale e monumentale: due borghi medievali, una muraglia cinese, un tempio buddista, un sentiero scavato nella roccia, un paese rinascimentale o un castello templare sono le meraviglie in cui potrete imbattervi seguendo questo esotico ed eccezionale percorso sui Prepirenei aragonesi.

Dati interessanti

  • Distanza:
    192,9 km

    Tempo stimato senza fermate:4h 30min

    Tappe consigliate: 4

Tappe consigliate

    1. Aínsa-Graus
    2. Graus – Montañana Medieval – Viacamp/Pasarelas de Mont-Falcó
    3. Pasarelas de Montfalcó
    4. Pasarelas Montfalcó – Muralla de Finestras – Monzón
    1. Monzón – Muralla de Finestras – Pasarelas Montfalcó
    2. Pasarelas de Mont-Falcó
    3. Viacamp/Pasarelas de Mont-Falcó – Montañana Medieval – Graus
    4. Graus – Aínsa

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Itinerario insolito nei Prepirenei".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!

Punti del percorso "Itinerario insolito nei Prepirenei"

INIZIO

La città di Aínsa, capoluogo del comune di Aínsa-Sobrarbe, è un villaggio nella provincia di Huesca, nella regione di Sobrarbe, nella Comunità Autonoma di Aragona.

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La città di Aínsa, capoluogo del comune di Aínsa-Sobrarbe, è un villaggio nella provincia di Huesca, nella regione di Sobrarbe, nella Comunità Autonoma di Aragona.

Aínsa local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Aínsa è uno dei più bei paesi, non solo dell’Aragona, ma di tutta la Spagna. Si tratta di un complesso architettonico di grande valore, dichiarato Complesso Storico nel 1965. Oggi il centro storico, il castello e la collegiata hanno ottenuto lo stato di Bene di Interesse Culturale.

Il centro storico del paese è una visita obbligatoria. Visitando il castello (XI-XVI secolo), la piazza Mayor, porticata e con una forte impronta medievale, la chiesa romanica di Santa Maria (XII secolo), con il suo bel chiostro e le strade acciottolate, si possono percepire i secoli di storia di questa città medievale. Le case della città (XVI-XVII secolo) sono eccellenti esempi di architettura tradizionale, come Casa Arnal, Casa Bielsa o Casa Latorre.

Passeggiando per il centro storico di Aínsa, grazie all’Itinerario Urbano del Geoparco Mondiale Sobrarbe-Pirineos dell’UNESCO, scopriremo che questo bellissimo complesso architettonico nasconde anche un interessante patrimonio geologico, con il quale è strettamente connesso. È il punto di partenza per percorrere il Geoparco Mondiale Sobrarbe-Pirenei dell’UNESCO, cominciando dallo Spazio del Geoparco, che si trova in una delle torri del castello.

A 1,5 km dal paese si erge il Tempio della Cruz Cubierta, all’interno del quale si trova una colonna sulla quale sono raffigurati l’albero e la croce di Sobrarbe, i simboli della regione che compaiono nello stemma del regno di Aragona.

Punto 1

Lasciare Aínsa passando per Avenida Sudiera/N-260 e poi prendere la deviazione per Monzón. Dopo 16,7 km siamo arrivati.

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Lasciare Aínsa passando per Avenida Sudiera/N-260 e poi prendere la deviazione per Monzón. Dopo 16,7 km siamo arrivati.

Tierrantona local_hotelrestaurant

Tierrantona si trova in una zona di bassa altitudine, il Llano de La Fueva (la più grande pianura di Sobrarbe).

Il tracciato urbano, a differenza di altri vecchi nuclei di La Fueva, non mostra un carattere difensivo, bensì un progetto costruttivo più recente. Tierrantona è il capoluogo del comune di La Fueva, creato negli anni Sessanta in seguito alla fusione di diversi comuni, e al quale negli anni Settanta si sono aggiunti anche Samitani e Mediano.

Un edificio che possiamo risaltare è la Casa del Médico, del XVI-XVII secolo, che possiede una porta costruita con conci e smusso, e feritoie alle pareti. La facciata è decorata con campate gotiche ad archi inflessi. La chiesa è dedicata all’Assunta e presenta uno stile romanico del XII secolo. Ha una navata rettangolare e un’abside a forma di tamburo. La porta che si apre sulla piazza principale risale al XVI secolo, poiché quella originale ad arco a tutto sesto si trova sul lato sud. La torre ha tre corpi ed è coronata da un fregio di archi ciechi di stile moderno e da un tetto a quattro falde con doppia inclinazione, aggiunti nel XIX secolo.

Punto 2

Da Tierrantona prendere la HU-V-6442 e poi la HU-V-6441 fino a Formigales.

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Da Tierrantona prendere la HU-V-6442 e poi la HU-V-6441 fino a Formigales.

Formigales local_hotel

Il centro urbano è limitato a due strade e una piazza, dove un tempo abitavano 200 persone. Alcune case sono leggermente separate dal centro e a sud troviamo una casa fortificata e la chiesa parrocchiale. L’edificio, risalente al XVI secolo, era un palazzo fortificato. Sulla facciata, il portale ha un arco ribassato, completato dallo stemma e da due finestre a piattabanda con profilo gotico.

La chiesa parrocchiale risale allo stesso secolo del palazzo fortificato, essendo stata costruita in stile gotico aragonese nel XVI secolo. È dedicata a Santa Eulalia ed ha una navata coperta con volta a stella e abside poligonale. La facciata termina sulla navata centrale con una galleria di archi rettangolari. La porta si apre ad ovest, con pilastri scanalati, capitelli e un frontone di rifinitura. La torre si erge a nord e possiede tre corpi.

Punto 3

Lasciare Formigales sulla HU-V-6441 fino a raggiungere il 5,9 km tra noi e Troncedo.

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Lasciare Formigales sulla HU-V-6441 fino a raggiungere il 5,9 km tra noi e Troncedo.

Troncedo

Troncedo si trova in cima a una collina, sul versante della Sierra de Turón. Del castello rimangono solo la torre principale, di forma pentagonale, e il ceppo di una torre rettangolare. La torre ha finestre semicircolari su ogni lato del piano superiore ed è realizzata in pietra naturale, forse dell’XI secolo.

Il paese è costituito da due borghi sparpagliati. Uno di questi, forse il più antico, era disposto attorno al castello e alla chiesa parrocchiale ed è costituito da un’unica via, lungo la quale si trovano una ventina di case. In questo borgo gli edifici hanno sfruttato l’irregolarità del terreno del crinale sul quale sono ubicati. Il secondo, un po’ più discosto, si trova sotto il borgo principale, sul pendio che conduce alla Gola di Salinar. Questa frazione è composta da diverse case che fiancheggiano una chiesa, oggi dedicata a San Victorián

La chiesa parrocchiale si trova sulla sommità di una rupe ed è un edificio romanico del XII secolo, dedicato a San Esteban.

Punto 4

Uscire a Troncedo in direzione HU-V-6441 per raggiungere i 9,3 km che ci separano da Pano.

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Uscire a Troncedo in direzione HU-V-6441 per raggiungere i 9,3 km che ci separano da Pano.

Pano

Pano si trova a 13 km da Graus, in direzione della valle della Fueva. Fu abbandonato negli anni ’60, in seguito alla costruzione della diga di El Grado e attualmente è in fase di ricostruzione. Esiste un complesso religioso-militare, oggi in rovina, che, insieme a quelli di Troncedo, Clamosa e Abizanda, faceva parte dell’avamposto cristiano contro le piazze musulmane di Graus, Barbastro e Monzón. Fu costruito verso il 1055-1060 dai cavatori locali, che riprodussero lo stile dei maestri lombardi. La torre doveva avere tre piani più un baluardo di legno. È un luogo strategico che domina la valle della Fueva, ad est, e la grande area del fiume Cinca, ad ovest, ed è visivamente collegato al castello di Samitier.

Pano conserva un gioiello dell’XI secolo, l’eremo di San Antón, dichiarato Bene di Interesse Culturale e ultimo retaggio del monastero di San Juan de Pano. Il suo stile è romanico lombardo, fu costruito con conci poco lavorati e questa rozzezza è uno degli elementi che ne risaltano la bellezza.

Punto 5

Da Pano prendere la strada HU-V-6441 fino a Panillo dopo 4,1 km.

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Da Pano prendere la strada HU-V-6441 fino a Panillo dopo 4,1 km.

Panillo

Panillo è molto vicino a Pano, dall’altra parte del colle. Vi troviamo una chiesa del XVI secolo (Santa Engracia) e un bar con un vecchio frantoio lungo circa 7 metri. La comunità di Panillo arrivò nel 1984 ed è legata ai lignaggi Dagpo e Shangpa Kagyü del buddismo Vajrayana, la cui tutela è a carico dell’attuale Yangtsi Kalu Rinpoche. Un anno dopo, nel 1985, fu istituito come centro per lo studio e la pratica del Buddhismo. Il Centro Dag Shang Kagyu offre numerose attività. La comunità ha restaurato l’ostello e costruito un bellissimo tempio in stile tradizionale, uno stupa alto 17 metri, uno stupa di Kalachakra, 108 piccoli stupa, un grande mulino di preghiera e uno Shedra (scuola). Tra le celebrazioni, una particolamente speciale è quella del capodanno tibetano, il Losar. Questo nuovo anno si celebra il primo giorno del primo mese del calendario lunare tibetano, che di solito cade nel mese di febbraio. La festività si svolge tra musica, danze e preghiere. Il visitatore può accedere gratuitamente a questo luogo.

Punto 6

Lasciare Panillo via HU-V-6441 fino a prendere la deviazione A-139 in direzione Graus. Dopo 8,7 km siamo arrivati.

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Lasciare Panillo via HU-V-6441 fino a prendere la deviazione A-139 in direzione Graus. Dopo 8,7 km siamo arrivati.

Graus local_hotellocal_gas_station

Graus si trova alla confluenza dei fiumi Ésera e Isábena ed è la capitale amministrativa della regione. Dichiarato Complesso Storico, a tutt’oggi sono visibili parti della cinta muraria e si conservano tre delle sue porte. Nella parte bassa della città, l’atmosfera medievale sopravvive nelle viuzze e nelle piazzette, dove si trovano alcuni palazzi signorili. La caratteristica principale di Graus è la piazza principale, dove gli edifici si ergono sopra bellissimi portici, formando un insieme armonioso, nel quale si incontrano stili architettonici molto diversi tra loro. In questa piazza si trova il Municipio, con i suoi archi mudéjar, che rappresentano il più puro stile rinascimentale aragonese; gli edifici della Casa Heredia e della Casa del Barón hanno belle facciate, decorate con pitture allegoriche. Altri edifici di rilievo sono il medievale Puente de Abajo e il Monumento a Joaquín Costa. Anche la chiesa parrocchiale di San Miguel è di origine romanica, sebbene sia stata continuamente ricostruita fino al XVIII secolo. La Basilica della Virgen de la Peña, di origine romanica, dal sapore gotico e con una cronologia fondalmentalmente rinascimentale, è una robusta chiesa a navata unica con volte a stella a costoloni, in cui risplendono il suo bel chiostro e l’antico ospedale, nei cui annessi si trova un interessante museo di icone.

Punto 7

Lascia Graus lungo la strada Valle de Arán/A-1605, poi percorri i 12 km che ci separano da Laguarres

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Lascia Graus lungo la strada Valle de Arán/A-1605, poi percorri i 12 km che ci separano da Laguarres

Laguarres local_hotel

Questa piccola frazione appartiene al comune di Capella. Al centro si trova la chiesa parrocchiale dell’Ascensione, in stile gotico aragonese e completata nel 1586. L’eremo di Nuestra Señora del Llano, costruito alla fine del XII secolo, è in stile romanico e si trova dall’altra parte della strada. Nel XIX secolo fu trasferito qui il cimitero, che si trovava accanto alla chiesa parrocchiale. Nell’eremo di San Sebastián, il 20 gennaio si celebra il giorno del santo patrono, che si festeggia con una messa alla quale segue la ripartizione di dolci e vino.

Il castello di Laguarres è un rudere sito in cima alla sierra, sulla strada per Benabarre. Appena si risale il passo, arrivati al km 7, sulla sinistra c’è un sentiero lungo un chilometro, che porta in cima all’imponente roccia alta 1150 metri. Tutto ciò che rimane del castello è la base di una torre cilindrica, di circa nove metri di diametro; non si conosce l’altezza originale della torre, ma si pensa che fosse alta circa 20 metri e ricordasse le torri di Fantova, Viacamp o Luzás.

Punto 8

Lasciare Laguarres sulla A-1606 e percorrere i 14,8 km che ci separano da Benabarre.

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Lasciare Laguarres sulla A-1606 e percorrere i 14,8 km che ci separano da Benabarre.

Benabarre local_hotellocal_gas_station

Benabarre è la capitale storico-culturale della regione e l’antica capitale della contea di Ribagorza. L’edificio restaurato del Municipio è il nostro punto di riferimento nella piazza principale. Nella piazza della chiesa si erge la parrocchia del XIX secolo, dedicata a Nostra Signora di Valdeflores e a San Michele Arcangelo.

Il castello è un imponente edificio di origine musulmana, che conobbe il suo massimo splendore tra il 1577 e il 1589, quando Benabarre fu capitale della contea di Ribagorza. In quegli stessi anni si svolsero le sanguinose battaglie tra il conte Don Martín e suo figlio, Don Fernando de Aragón. Dopo molti assedi, nel 1596 il castello fu demolito dal re Filippo II.

Benabarre ci offre un itinerario molto interessante per scoprire alcuni dei mestieri perduti e salvati dall’oblio: dalla riparazione dell’orologio più delicato, al lavaggio dei vestiti di tutti i giorni, dimostrano la capacità di molte persone che da generazioni lavorano con le mani per trasformare il cacao in cioccolato, le spighe di grano in pane, il latte in formaggio e, in ultima analisi, le materie prime in arte.

Il percorso ci mostra luoghi di interesse, come il pozzo del ghiaccio, il frantoio e il mulino, la cisterna e i lavatoi, il museo dell’orologio, il museo del cioccolato e il caseificio per la produzione di formaggio di capra.

Punto 9

Da Benabarre via Carretera de Viella/N-230 e poi via HU-941 fino a Villa Medieval de Montañana.

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Da Benabarre via Carretera de Viella/N-230 e poi via HU-941 fino a Villa Medieval de Montañana.

Montañana

Il centro medievale di Montañana è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale e Complesso Storico. Nella parte superiore del crinale, formato dalle gole di San Miguel e San Juan, fu costruita la fortezza che faceva parte della linea di confine, la quale si snodava lungo i Pirenei per favorire la reconquista (riconquista cristiana dai Mori). Nell’insieme domina il carattere medievale, dato dalle due chiese romaniche, dai resti di diverse torri di difesa che si ergono sulla cima, da resti di muraglie, dalle rampe che attraversano portali dalla struttura robusta, evocando le varie fasi che ne giustificano l’esistenza storica, e persino da un promontorio a strapiombo, sul quale si ergono i resti del castello originale e la fabbrica della chiesa di Nuestra Señora de Baldós.

Punto 10

Lasciare il villaggio medievale attraverso la HU-941 in direzione della N-230. Dopo 12,7 km abbiamo raggiunto la nostra destinazione.

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Lasciare il villaggio medievale attraverso la HU-941 in direzione della N-230. Dopo 12,7 km abbiamo raggiunto la nostra destinazione.

Viacamp e il passerelle di Mont-Falcó - passerelle local_hotelrestaurant

L’itinerario Percorso Naturalistico da Montfalcó alla Gola del Congosto de Mont-Rebei, e le sue famose passerelle, è uno dei più impressionanti e innovativi che si possono realizzare in Aragona e persino in tutta la Spagna: un percorso affascinante tra gole dalle alte pareti, punti panoramici con vedute impressionanti e bacini d’acqua verdastra, attraversati da ponti sospesi.

Dal piccolo villaggio di Viacamp, ci incamminiamo su una strada sterrata, adatta ad ogni tipo di veicolo, che dopo 15 km (circa 30 minuti), conduce all’ostello di Montfalcó, nel cui parcheggio si lascia la macchina. Qui inizia un sentiero che, in circa due ore, ci porta ad una serie di gradini e passerelle fissati nella roccia, i quali ci condurranno, lungo un affascinante percorso, fino alla Gola del Congosto de Mont-Rebei, che si trova già in territorio catalano.

Punto 11

Lasciare Viacamp attraverso la N-230 in direzione Purroy Solana e Estopiñán del Castillo. 1,5 km prima di Estopiñán e poco prima della deviazione della strada, sulla sinistra, c’è un sentiero che punta a Finestras, con un cartello in legno tipico dei sentieri escursionistici. Il percorso, lungo circa 12 km, è di solito in buone condizioni fino al ponte della Penavera, quando si attraversa un braccio d’acqua dal bacino delle Canelles. Da lì, alcuni tratti di strada sono fatti di pietre sciolte ed è meglio non guidare con veicoli bassi. Si raccomanda un veicolo fuoristrada o di altezza simile.

near_me Punto 11

Lasciare Viacamp attraverso la N-230 in direzione Purroy Solana e Estopiñán del Castillo. 1,5 km prima di Estopiñán e poco prima della deviazione della strada, sulla sinistra, c’è un sentiero che punta a Finestras, con un cartello in legno tipico dei sentieri escursionistici. Il percorso, lungo circa 12 km, è di solito in buone condizioni fino al ponte della Penavera, quando si attraversa un braccio d’acqua dal bacino delle Canelles. Da lì, alcuni tratti di strada sono fatti di pietre sciolte ed è meglio non guidare con veicoli bassi. Si raccomanda un veicolo fuoristrada o di altezza simile.

Estopiñán y “Muralla China de Finestras” local_hotelrestaurant

Il villaggio abbandonato di Finestras (noto anche come Finestres) ospita una delle meraviglie geologiche del Montsec del Estall: un’impressionante cresta di falesie calcaree verticali e parallele, comunemente note come “Muraglia Cinese”.

Questa grande barriera naturale, con il suo profilo a dente di sega, che oggi circonda il bacino delle Canelles, ospitava un tempo il castello di Finestras, del quale sopravvive solo l’eremo romanico di San Vicente, in un luogo di grande interesse paesaggistico, naturalistico e patrimoniale.

Dopo aver attraversato il paese percorrendo le sue strette vie, il visitatore può camminare per circa 20 minuti fino a San Marcos, da dove si può godere una prima e affascinante vista della ‘Muraglia’, che si erge meravigliosamente sulle acque del Noguera Ribagorzana. L’eremo, in buono stato di conservazione, offre un’incredibile vista panoramica sulla famosa muraglia naturale che domina il lago artificiale.

Punto 12

Lasciare il muro in direzione della N-230 e poi prendere la A-2216 fino a Peralta de Sal.

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Lasciare il muro in direzione della N-230 e poi prendere la A-2216 fino a Peralta de Sal.

Peralta de la Sal local_hotel

Questo grazioso villaggio si trova ai piedi delle gole di Calasanz e Gabasa, circondato da ulivi, mandorli, pini e lecci, sulle rive del fiume Sosa. Ha un centro storico ben conservato, che converge sulla piazza principale. Particolarmente degni di nota sono la chiesa parrocchiale e il santuario dei Padri Scolopi sito accanto alla chiesa. La chiesa parrocchiale di La Asunción (XVII secolo) è un tempio a tre navate con una bella facciata e un robusto campanile. All’interno si può ammirare il bellissimo intonaco mudéjar (parte del Mudejar de Aragón, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO). Si può anche vedere la fonte battesimale in cui fu battezzato San José de Calasanz, fondatore delle Scuole Pie.

Il Santuario sorge sui resti di quella che fu la casa natale di San José de Calasanz. Il complesso religioso, oltre alla chiesa, ospita il Museo Calasancio, la Cappella dei Martiri, un chiostro, un ospizio, un ostello e una scuola alberghiera, il tutto gestito da una Comunità di Religiosi Scolopi.

Le saline di Peralta de la Sal, dichiarate Bene di Interesse Culturale, formano un imponente complesso paesaggistico nel canalone che forma la gola.

Punto 13

Da Peralta prendere la A-2215 fino alla A-133 e percorrere 16 km fino a Fonz.

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Da Peralta prendere la A-2215 fino alla A-133 e percorrere 16 km fino a Fonz.

Fonz local_hotelrestaurant

Fonz è uno dei villaggi più monumentali di Huesca ed è il borgo rinascimentale per eccellenza. L’imponente piazza principale è stata dichiarata Complesso Storico e ospita la fuente de los Caños, una delle fontane più monumentali dell’Aragona. Fonz possiede 10 palazzi e più di 80 residenze signorili, ed è proprio lungo il “Percorso dei Palazzi” che possiamo scoprire ed ammirare i suoi edifici principali.

Un buon esempio è il Municipio, un palazzo rinascimentale del XVI secolo, nel quale vissero i Templari. All’interno si trova il Centro di Interpretazione del Rinascimento.

Tra le residenze signorili si trova la casa natale di Pedro Cerbuna (fondatore dell’Università di Saragozza). Ma uno dei punti salienti è il Palazzo dei Baroni di Valdeolivos (XVII secolo). Nella sala dei ritratti spicca il terzo barone di Valdeolivos, Pedro María Ric, deputato delle Cortes de Cádiz, il parlamento che elaborò la Costituzione del 1812. Lui e sua moglie, la contessa di Bureta, giocarono un ruolo di primo piano durante gli assedi di Saragozza.

La chiesa parrocchiale è una delle più importanti chiese rinascimentali dell’Aragona. Di grande bellezza è il campanile, dal quale si può godere di una bella vista panoramica del luogo.

Fine itinerario

Da Fonz via Carretera Binéfar/A-133 e poi attraverso la A-1236 fino a Monzón. 14,9 Km.

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Da Fonz via Carretera Binéfar/A-133 e poi attraverso la A-1236 fino a Monzón. 14,9 Km.

Monzón local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Da un punto di vista storico, la città occupa una posizione privilegiata, gicché fu la capitale di un’importante dignità dell’Ordine del Tempio e, in numerose occasioni, sede delle Cortes de Aragón (Parlamento dell’Aragona) (XIII-XVII secolo). Il castello è una fortezza emblematica in tutta l’Aragona. Costruito su un’area elevata, prende origine da una fortezza musulmana, conquistata dall’Infante Pedro nel 1089 e che passò poi all’Ordine del Tempio e, successivamente, all’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

La Cattedrale di Santa María del Romeral si trova nel centro della località. Nel 1995, insieme alla Cattedrale di Barbastro-Monzón, divenne la sede della Cattedrale della Diocesi di Barbastro-Monzón. L’attuale chiesa fu costruita alla fine del XII secolo ed è di stile romanico, sebbene abbia subito importanti cambiamenti in epoca moderna. All’esterno spicca la torre in mattoni, in stile mudéjar.

Sia la cattedrale che il castello sono Monumenti Storici che hanno ospitato re e nobili. Il re bambino, Jaime I, dopo la morte del padre, Pedro II, trascorse parte della sua adolescenza nella fortezza, sotto l’egida dei Cavalieri Templari.

Qui è nato uno dei più importanti rappresentanti del rigenerazionismo, Joaquín Costa. La sua casa natale è ora un museo che commemora la sua vita e il suo lavoro.