Percoso de foume Ebro, il pittore Goya e i ricordi della Guerra Civile spagnola

Questo itinerario parte da Campo de Belchite e prosegue da Quinto a Mequinenza, accompagnato dal fiume Ebro. La Ribera Baja del Ebro conserva siti romani e visigoti e un ricco patrimonio moresco. Il fiume che attraversa queste terre presenta anche diversi ponti. In passato, tuttavia, la comunicazione tra le sponde avveniva in barca. Oggi ne sopravvivono pochissime testimonianze, sotto forma di pontoni e alzaie. Sulle rive di questi comuni si possono trovare bacini che segnano la sezione del fiume, ruote d’acqua, fossati, ruote, acquedotti, mulini, centrali idroelettriche, dighe, frangiflutti, pontili… Lungo questo percorso seguiremo le orme di uno dei geni universali della pittura, Francisco de Goya, ed esamineremo da vicino la nostra storia recente a Belchite. Potremo anche ammirare il monumentale sito iberico di Azaila, il Monastero di Rueda, l’imponente bacino di Mequinenza, noto come il “Mare d’Aragona”, o la storica città di Caspe.

Dati interessanti

  • Distanza:
    212 km

    Tempo stimato senza fermate:3h 37 min

    Tappe consigliate: 3

Tappe consigliate

    1. Fuendetodos-Quinto
    2. Quinto-Monasterio de Rueda-Caspe
    3. Caspe-Mequinenza
    1. Mequinenza – Caspe
    2. Caspe – Monasterio de Rueda – Quinto
    3. Quinto – Fuendetodos

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Percoso de foume Ebro, il pittore Goya e i ricordi della Guerra Civile spagnola".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!

Punti del percorso "Percoso de foume Ebro, il pittore Goya e i ricordi della Guerra Civile spagnola"

INIZIO

Fuendetodos è una città spagnola nella provincia di Saragozza in Aragona. Il villaggio è conosciuto perché è il luogo di nascita del pittore spagnolo Francisco de Goya y Lucientes. Nato nel 1746.

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Fuendetodos è una città spagnola nella provincia di Saragozza in Aragona. Il villaggio è conosciuto perché è il luogo di nascita del pittore spagnolo Francisco de Goya y Lucientes. Nato nel 1746.

Fuendetodos local_hotelrestaurant

Il villaggio si trova nella valle dell’Ebro, a 44 km da Saragozza, alla confluenza dei fiumi Aguasvivas e Huerva. Francisco de Goya, il genio della pittura, nacque in questa località il 30 marzo 1746 e vi trascorse i primi sei anni della sua infanzia. Purtroppo, la Guerra Civile spagnola distrusse le due testimonianze più preziose lasciate da Goya a Fuendetodos: i dipinti realizzati nel reliquiario della chiesa parrocchiale e nella sua casa natale, parzialmente distrutta e saccheggiata nel 1946 e restaurata anni dopo. L’edificio, costruito agli inizi del XVIII secolo, ha tutte le caratteristiche di una casa colonica. Al suo interno ricrea l’aspetto delle abitazioni rurali dell’epoca in cui visse l’artista, ed è arredato con mobili e suppellettili d’epoca, dipinti e documentazione grafica.

A pochi metri si trova il Museo del Grabado, il Museo delle Incisioni, che espone una selezione delle sue opere grafiche. Gli ospiti possono anche visitare la sala espositiva Zuloaga.

Interessanti sono anche le “neveras“, edifici del XVIII secolo in cui la neve veniva immagazzinata e trasformata in ghiaccio per rifornire Saragozza. Fuendetodos ha anche una rete di più di 100 chilometri di sentieri e il Centro Naturalistico Fuendeverde, cove si può scoprire il suo ambiente naturale.

Punto 1

Da Fuendetodos, prendere la A-2101 dal Paseo de Vista Alegre, poi prendere la A-220 fino a Belchite.

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Da Fuendetodos, prendere la A-2101 dal Paseo de Vista Alegre, poi prendere la A-220 fino a Belchite.

Belchite local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La visita a Belchite implica la scoperta di due paesi: il vecchio, immagine statica di una delle battaglie della Guerra Civile spagnola, ora abbandonato, e il nuovo, costruito nel 1954 a pochi metri dal primo. Gli oliveti circondano l’intero comune e riempiono i dintorni di toni verde-brunastri. La steppa è un’altra risorsa di Belchite e vi si trova la Riserva della Fauna Selvatica di La Lomaza e la Riserva Ornitologica di Planerón.

Belchite fu uno dei comuni più importanti dell’Aragona nell’Età Moderna. Numerosi palazzi e case nobiliari accompagnavano i resti monumentali più importanti del Belchite Viejo, l’antica Belchite, conservati fino ad oggi (le chiese di San Martín, San Agustín e San Juan, la torre dell’orologio, il convento di San Rafael, il seminario, l’eremo della Virgen del Pueyo o le porte che cingevano la cittadina, consentendo di accedervi).

L’evento bellico più importante e di maggior ripercussione per il paese fu la Guerra Civile spagnola, nel giugno del 1937, che segnò l’inizio della fine di molti secoli di storia. La cittadina storica di Belchite si è gradualmente spopolata e i suoi edifici, colpiti dai danni della guerra, dall’abbandono, dalle intemperie e dal passare del tempo, testimoniano ancora un passato importante e di vasta portata.

Punto 2

A Belchite, prendete la Calle de Ntra. Sra. de los Desamparados per prendere la A-1307 per i 24,5 km fino ad Azaila.

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A Belchite, prendete la Calle de Ntra. Sra. de los Desamparados per prendere la A-1307 per i 24,5 km fino ad Azaila.

Azaila restaurantlocal_gas_station

La località si trova sulla riva destra del fiume Aguasviva e domina una profonda gola. Il paese è costituito da spazi con edifici omogenei, alcuni dei quali di notevoli dimensioni, con un cortile, due piani e una facciata imbiancata a calce. La chiesa del Rosario è un’opera barocca del XVII secolo in mattoni e muratura a secco.

Azaila è conosciuta soprattutto per il suo monumentale sito iberico. Situato vicino al paese, Cabezo de Alcalá è uno dei più importanti, se non il più importante, siti iberici dell’Aragona ed è classificato come Bene di Interesse Culturale. El Cabezo ci mostra la sovrapposizione di tre città in tre diverse fasi: una prima di origine mitteleuropea (VII secolo a.C. – 218 a.C.), una successiva corrispondente alla iberizzazione e poi alla romanizzazione, che si estende dal 218 al 72 a.C., e un ultimo insediamento sui resti precedenti. La sua distruzione risale all’anno 76-72 a.C., durante le guerre di Sertorio, anche se altri studi datano la distruzione all’anno 49 a.C., in seguito alla Battaglia di Ilerda.

La visita al sito ibero-romano inizia dal Centro di Interpretazione, che si trova nella località e dove è possibile avere una visione globale non solo del sito archeologico, ma anche della regione in cui è inserito. In settembre, Azaila festeggia la fiera iberica Sedeisken.

Punto 3

Ad Azaila, prendere la N-232 per percorrere i 16 km fino a Quinto.

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Ad Azaila, prendere la N-232 per percorrere i 16 km fino a Quinto.

Quinto local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Proprio al confine tra la lussureggiante valle e la steppa circostante troviamo il villaggio di Quinto. Le sue origini e il suo nome risalgono ai tempi dell’occupazione romana, giacché fa riferimento alla quinta (in spagnolo: Quinto) o pietra miliare della via romana che collegava “Lepida Celsa” con “Caesaraugusta“. Nell’VIII secolo i Mori stabilirono una fortezza sul colle di Cabezo del Piquete, vicino all’odierna chiesa della Asunción (“El Piquete”). Questo edificio monumentale, che domina l’intero centro abitato, fu costruito nel XV secolo e ha subito molte modifiche nel corso dei secoli. Durante la Guerra Civile, l’edificio fungeva da bastione difensivo e fu completamente distrutto. Inserito nella lista del Mudéjar Aragonés (e dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 2011), dopo tre decenni di ristrutturazione, fu riaperto nel 2017 dall’amministrazione comunale a fini sociali e culturali. Al suo interno si trova il Museo delle Mummie di Quinto, il primo museo spagnolo del suo genere. Si tratta di un’esposizione permanente di quindici corpi mummificati del XVIII e XIX secolo, oggetti funerari e rituali religiosi, rinvenuti nell’edificio stesso.

Passeggiando per il paese possiamo trovare tre portali medievali: San Miguel, San Antón e San Roque, nonché graziosi elementi di architettura popolare, palazzi rinascimentali, e numerosi altri dettagli, come stemmi, cancellate…

Punto 4

Lasciare Quinto sull’A-221, poi prendere l’A-1105 e la CP-611 fino a Velilla de Ebro.

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Lasciare Quinto sull’A-221, poi prendere l’A-1105 e la CP-611 fino a Velilla de Ebro.

Velilla de Ebro

A Velilla, l’ampia pianura della Valle dell’Ebro inizia a restringersi gradualmente e costituisce la premessa dei meandri incastrati a valle.

Il comune risale al 44 a.C., quando Marco Emilio Lepido fondò la colonia romana “Victrix Iulia Lepida” (poi Celsa), consolidando il controllo dell’Ebro e della Via Augusta. Il sito archeologico “Lepida Celsa” spicca per l’interesse della sua rete urbana di strade lastricate, per i suoi bellissimi mosaici, come quello della casa dei delfini, per l’isolato dei negozi… La visita è completata dal museo, dove sono esposti i reperti più importanti degli scavi.

Prima di concludere la nostra visita alla cittadina, possiamo scoprire il mulino e la ruota a tazza restaurata, la chiesa mudéjar, nonché l’eremo e il punto panoramico di San Nicola da Bari, dove il visitatore si può immergere nella leggenda della campana di Velilla, che, secondo la leggenda, suonava da sola per annunciare le cattive notizie.

Tra le sue tradizioni, Velilla conserva anche una delle più antiche danze aragonesi, che si balla durante la festa di San Nicola e si rappresenta con paloteado (bastone di legno), spade o nacchere al suono della dulciana (tradizionale strumento a fiato spagnolo della famiglia degli oboe) o della zampogna aragonese.

Punto 5

Da Calle Abejar prendere la direzione VP-17. Più avanti, alla rotonda, prendere la terza uscita per raggiungere Alforque sulla VP-017A.

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Da Calle Abejar prendere la direzione VP-17. Più avanti, alla rotonda, prendere la terza uscita per raggiungere Alforque sulla VP-017A.

Alforque local_hotel

Quando l’Ebro raggiunge Alforque, cambia aspetto e comincia a incastonarsi tra le pareti verticali, formando un paesaggio insolito, conosciuto come i meandri incassati (vero paradiso della fauna, grazie alle sue isole o mejanas).

L’insediamento più antico di Alforque risale alla prima Età del Ferro (VI secolo a.C.) ed acquisì importanza in epoca romana, grazie all’Ebro e alle strade romane. L’occupazione araba lasciò una profonda traccia, presente nel nome della città e che durerà nei secoli. Alla fine del Medioevo fu messo in funzione il complesso sistema di irrigazione, basato su una diga, una ruota ad acqua e un successivo mulino per il grano. Sulle sue rive ci sono numerosi zafaraches, bacini d’acqua per l’allevamento e la pesca delle anguille, che furono molto abbondanti nel fiume fino alla metà del XX secolo.

La chiesa tardogotica di San Pedro si distingue per il suo campanile, una vera e propria torre di vedetta che domina la valle e forma un punto panoramico impressionante, il “Mirador de la Empalizada“. Possiamo soffermarci a scoprire le iscrizioni scolpite sulle sue pareti, oppure avvicinarci al fiume per visitare la casa del barcaiolo o la barca che consentiva di traghettare all’altra sponda.

Punto 6

Lasciare Alforque sulla VP-017A per raggiungere Alborge dopo 4,7 km.

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Lasciare Alforque sulla VP-017A per raggiungere Alborge dopo 4,7 km.

Alborge local_hotel

Il piccolo borgo di Alborge ospita una serie di interessanti edifici tradizionali, che testimoniano l’importanza di molti antichi mestieri oggi scomparsi: un frantoio, il mulino ad acqua con mulino per il grano, il pozzo ghiacciaia… Il suo nome indica la sua origine araba (al-burj; la torre), di cui rimangono solo le rovine del castello. Nel XII secolo Alfonso II cedette la città al governo ecclesiastico del monastero di Rueda.

Da non perdere una visita alla chiesa di San Lorenzo, risalente alla fine del XVII secolo, e al municipio, costruito nel 1885 in stile neomudéjar. Unici sono anche i peirones o piloni, tra i quali si distingue per la sua bellezza quello di San Antón, la Casa de los Recaudos (oggi trasformata in un appartamento turistico rurale) o gli esempi di architettura popolare, che sono diffusi in tutto il comune, come porte, balconi, inferriate, stemmi… Nei dintorni di Alborge, un bel percorso lungo la riva del fiume ci conduce fino al vecchio traghetto per Cinco Olivas (che un tempo era in uso). Da lì possiamo godere dei suoi verdi boschi, che conducono attraverso un piccolo ponte ad una mejana (isola). Dal belvedere de las Tres Aguas si può godere una fantastica panoramica del fiume con la ruota idraulica del mulino.

Punto 7

Da Alborge prendere la A-221 per raggiungere il monastero dopo 10 km.

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Da Alborge prendere la A-221 per raggiungere il monastero dopo 10 km.

Real Monasterio de Nuestra Señora de Rueda (Sástago) local_hotelrestaurant

Il Monastero de Rueda fu costruito all’inizio del XIII secolo dall’ordine cistercense e, dopo la sua recente riapertura, è uno dei più grandi monasteri cistercensi dell’Aragona.

Costruito al riparo delle acque del fiume Ebro e dichiarato Monumento Nazionale nel 1924, il monastero ospita un impressionante gruppo di edifici di epoche e funzioni diverse. Fu costruito per rafforzare lo spirito dell’Ordine di San Benedetto: “Ora et Labora”, e fu per secoli il motore economico della regione, dal quale dipendevano svariati comuni.

La chiesa a tre navate, con torre ottagonale in stile mudájar, è particolarmente degna di nota per le sue dimensioni. Il chiostro cistercense, grazie alla decorazione delle sue gallerie, è l’elemento più bello, attorno al quale sono raggruppati tutti gli altri annessi. Un mulino per il grano ed altri edifici, come il vecchio frantoio o il pozzo ghiacciaia, sono parte integrante della vita del monastero. L’alienazione di Mendizábal, nel 1836, segnò la fine dell’uso sacro del complesso, che fu utilizzato come edificio agricolo fino al 1988, anno in cui divenne proprietà della Diputación General de Aragón.

Punto 8

Dal Monasterio de Rueda, andare a nord-ovest sull’A-221, e dopo soli 3 km si raggiunge Escatrón.

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Dal Monasterio de Rueda, andare a nord-ovest sull’A-221, e dopo soli 3 km si raggiunge Escatrón.

Escatrón local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La località si trova di fronte al monastero di Rueda, sul lato opposto del fiume. La storia del luogo è strettamente legata al fiume e alla sua tradizionale funzione di via di comunicazione, in quanto, a valle, le sue acque si calmano fino a fondersi con l’acqua del bacino di Mequinenza.

Dopo gli iberici e i romani, sono i mori a trasformare Escatrón in un giardino fertile, grazie ai canali di irrigazione e alle norie. Dalla fondazione del monastero di Rueda e fino all’alienazione di Mendizábal, nel 1836, il borgo entrò a far parte del suo governo ecclesiastico.

Nel nucleo urbano si può visitare la monumentale chiesa barocca della Asunción de Nuestra Señora, che ospita la pala dell’altare maggiore del monastero di Rueda, realizzata in alabastro dal Maestro Esteban, nel XVII secolo.

 

Altri edifici da vedere sono l’Eremo di Santa Águeda e il Monastero di San Javier. Passeggiando per le sue vie, scopriremo bellissimi esempi di architettura civile, come la Casa de los Abades, la prigione, il palazzo rinascimentale e l’Arco di Santa Águeda. Nei suoi dintorni, verso Chiprana, oltre il fiume Martín, troviamo il ponte vecchio (noto come ponte romano) e, poco più avanti, il Forte del Mocatero, risalente al XIX secolo.

Punto 9

Lasciare Escatrón sulla A-221 per percorrere i 20 km fino a Chiprana.

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Lasciare Escatrón sulla A-221 per percorrere i 20 km fino a Chiprana.

Chiprana local_hotelrestaurant

Chiprana si trova su un pendio ai piedi del quale si estende il “Mar de Aragón“, e per questo motivo è conosciuta anche come la “Sposa del fiume Ebro“.

Nel centro del paese troviamo scorci ben conservati, con pitture murali e sculture che sono un vero e proprio museo all’aperto. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, è in stile gotico e possiede una monumentale facciata barocca. L’interno ci riserva alcune sorprese: il soffitto rivestito di legno, il dipinto mudéjar del XVI secolo e un gruppo di stemmi del XIV secolo. Possiamo anche ammirare i resti di un mausoleo romano, trasformati nell’eremo della Consolación.

A circa 10 km dal centro del paese si trova il Complesso Lagunare di Saladas de Chiprana, dichiarato Riserva Naturale per la particolarità degli ecosistemi di queste acque saline endoriche (laghi senza drenaggio). Nelle vicinanze si trova l’area di sosta di San Marcos per i visitatori del Complesso Lagunare. Nel comune si trova il Centro di Interpretazione delle Saladas de Chiprana.

È anche un luogo ideale per la pesca, specialmente per i siluri e le carpe.

Punto 10

Imboccare Chiprana de Avenida Juan Carlos I direzione A-221. Dopo 9 km si raggiunge Caspe.

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Imboccare Chiprana de Avenida Juan Carlos I direzione A-221. Dopo 9 km si raggiunge Caspe.

Caspe local_hotellocal_gas_station

Caspe, sulle rive del bacino di Mequinenza (il “Mare d’Aragona”), unisce le attrattive turistiche della pesca sportiva e delle attività nautiche con un importante patrimonio culturale, radicato nella preistoria e nella storia.

Nel centro storico, i nomi delle vie e dei quartieri raccontano di aljamas e juderías (i quartieri dei mori e degli ebrei) e di vassallaggi dell’Ordine di San Juan. Il monumento più importante è il complesso formato dalla Collegiata di Santa María la Mayor del Pilar (XIV secolo) e dai resti del Castello del Bailio, recentemente restaurato. All’interno della Collegiata ci sono due importanti reliquie: la Vera Cruz (Vera Croce) e il Cáliz del Compromiso (Calice del Compromesso).

In questa località si commemora ogni anno l’evento storico che porta il suo nome: il Compromesso di Caspe (1412), che pose fine alla guerra tra i regni di Aragona e Valencia e il Principato di Catalogna. Si tratta di una festa popolare medievale, che si svolge alla fine di giugno.

Dobbiamo anche sottolineare l’importante patrimonio archeologico del comune. Risaltano i siti inclusi nell’Itinerario degli Iberici – la Tallada e la Loma de los Brunos – e le pitture rupestri del Plano del Pulido.

Caspe ha anche una vasta offerta di musei, importanti architetture civili e un rosario di eremi.

Punto 11

near_me Punto 11

Maella restaurantlocal_gas_station

L’origine del toponimo Maella risale all’espressione “Mà d’ella”: “mano di lei”, in riferimento ad una sorprendente leggenda del suo passato medievale.

In un paesaggio animato da ulivi, la snella torre dell’orologio del municipio e il castello medievale di Pérez de Almazán conferiscono al profilo di Maella un aspetto unico. Del castello sopravvivono delle solide e imponenti muraglie e una delle migliori facciate gotiche dell’Aragona. Le cantine sono state recentemente restaurate.

Nella sua borgata in pietra si trova la casa natale di Pablo Gargallo, ora adibita a museo e che ospita diverse opere dello scultore.

La chiesa parrocchiale di San Esteban, le cui origini risalgono al periodo tardo-romanico, presenta vari stili, sovrapposti durante le varie fasi della sua costruzione. All’interno c’è un piccolo museo diocesano.

Altri monumenti interessanti sono la chiesa di Santa María, in stile gotico, l’eremo di Santa Bárbara (sul Monte Calvario) e le rovine del monastero di La Trapa, vicino alla strada per Fabara, le cui origini risalgono al XIII secolo e costruito in stile cistercense.

Punto 12

Lasciare Maella sull’Avenida Caspe A-221 per prendere il bivio per la A-1411 fino a Fabara.

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Lasciare Maella sull’Avenida Caspe A-221 per prendere il bivio per la A-1411 fino a Fabara.

Fabara restaurant

Fabara, nel cui nome troviamo radici arabe, si trova tra due fiumi: l’Algars e il Matarraña. L’insediamento risale a tempi antichi, come dimostrano i siti archeologici, tra cui quello di Roquissal del Rullo, considerato il più importante dell’Età del Ferro in Aragona. Vale la pena perdersi per le sue vie, dove troverete angoli affascinanti.

Tra i resti storici si trova il famoso Mausoleo romano (il meglio conservato in Spagna) del II secolo d.C., conosciuto anche come “La Casa de los Moros” (La Casa dei Mori). Fu dichiarato Monumento Nazionale nel 1931.

La chiesa parrocchiale, fortificata e dedicata a San Juan Bautista, è un solido esempio del gotico mediterraneo. Nei pressi della stessa si trova il palazzo-torre medievale, ristrutturato come municipio, che ospita il Museo di Pittura di Virgilio Albiac (famoso figlio della cittadina) e il Museo dell’Artigianato di José Vals, sempre di Fabara.

Come elementi peculiari di Fabara, possiamo segnalare il suo Depuratore Ecologico, che impiega le piante, e l’Osservatorio Ornitologico degli Uccelli Necrofagi, sito a circa 8 km dal centro urbano.

Punto 13

Lasciamo Fabara sulla Carretera del Puente A-2411 e proseguiamo sulla A-1411 per 32 km fino a Fayón.

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Lasciamo Fabara sulla Carretera del Puente A-2411 e proseguiamo sulla A-1411 per 32 km fino a Fayón.

Fayón local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Il nuovo paese di Fayón fu costruito negli anni ’60 per ospitare gli abitanti del vecchio Fayón, che furono costretti a lasciare le loro case quando il vecchio borgo, sito sulle rive del fiume Ebro, fu inondato dalla costruzione del bacino artificiale di Ribarroja.

Dal belvedere che si trova vicino all’eremo della Virgen del Pilar, si gode di una vista impressionante dello sbocco del fiume Matarraña nell’Ebro e delle scogliere e pendii che circondano la conca. Da qui si possono vedere anche due testimoni silenziosi del vecchio paese: i resti del castello medievale e il campanile che emerge dall’acqua.

Nei dintorni del paese ci sono numerosi luoghi emblematici e pittoreschi da visitare: la Peña de Bugarrech, resti, vestigi e fossati della Guerra Civile, l’eremo di San Jorge… il tutto immerso tra verdi pinete e colline montuose. La località ha anche un eccezionale Museo della Battaglia dell’Ebro, della quale fu scenario nel 1938.

Fayón è un vero e proprio “paradiso della pesca” e offre la cornice ideale per gli sport acquatici.

Fine itinerario

Prendere da Fayón de CV-103 per raggiungere più avanti sulla A-1411 dopo 20 km Mequinenza.

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Prendere da Fayón de CV-103 per raggiungere più avanti sulla A-1411 dopo 20 km Mequinenza.

Mequinenza local_hotelrestaurant

Mequinenza si trova alla confluenza dei fiumi Ebro, Segre e Cinca. La località è compresa tra due grandi masse d’acqua: il bacino di Mequinenza (conosciuto come il Mare di Aragona) e il bacino di Ribarroja. Entrambi sono un vero paradiso per gli amanti della pesca e degli sport acquatici. Mequinenza possiede anche un campo di regata, considerato uno dei migliori della Spagna.

L’unica riserva naturale, che si chiama “Aiguabarreig”, ha una grande ricchezza ornitologica (dichiarata Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli), si trova a circa 2 km dal centro urbano e si estende a monte fino alla confluenza dei fiumi Segre e Cinca.

Il castello si erge maestoso sulla cima della montagna, una torre di vedetta perfetta per osservare come il Segre si congiunge all’Ebro. Il castello è uno dei più notevoli e grandiosi edifici gotici in Aragona. Attualmente è sede della Fondazione Endesa ed è visitabile su richiesta. La cittadina vecchia fu inondata dal fiume Ebro quando fu costruita la diga di Mequinenza. La cittadina nuova, situata ai piedi dell’imponente fortezza, possiede due interessanti musei: il Museo di Storia e Preistoria e il Museo della Miniera, che svela i segreti di una miniera di carbone e della dura vita dei minatori.