Itinerario Segreti dei Prepirenei

I Prepirenei aragonesi fanno innamorare chiunque li visiti e grazie a questo itinerario potremo scoprire alcuni dei loro segreti. Questa fascia montuosa non è solo l’anticamera delle mitiche cime pirenaiche, ma anche una zona di grande valore paesaggistico e culturale in sé, che non ha niente da invidiare ai Pirenei: qui la bellezza del paesaggio si somma a un grande patrimonio storico, culturale e artistico.

La storia ha lasciato la sua impronta in borghi medievali, chiese romaniche, mura, torrioni… e la natura ha fatto il resto, disseminando gole e fiumi impetuosi e creando paesaggi molto vari per gli amanti dell’aria aperta. Lungo il percorso spiccano tesori ambientali come il Parque Cultural del río Vero o il Parque Natural de la Sierra y Cañones de Guara ed è possibile fare una piccola inclursione nel Geoparco Mondiale UNESCO di Sobrarbe. Un ambiente naturale di grande bellezza e varietà, che ospita storia e cultura in parti uguali, con tesori come l’arte rupestre del fiume Vero, dichiarata Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Dati interessanti

  • Distanza:
    242 km

    Tempo stimato senza fermate:5 h 46 min

    Tappe consigliate: 3-4

Tappe consigliate

    1. Rasal – Ligüerre de Cinca – Abizanda
    2. Abizanda – Alquezar
    3. Alquezar – Huesca
    1. Huesca – Alquezar
    2. Alquezar – Abizanda
    3. Abizanda – Ligüerre de Cinca – Rasal

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Itinerario Segreti dei Prepirenei".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!

Punti del percorso "Itinerario Segreti dei Prepirenei"

INIZIO

Rasal si trova nella comarca Hoya de Huesca e appartiene al comune di Las Peñas de Riglos, nella Provincia di Huesca, a 39 km dalla città. In questa località comincia l’Itinerario “Segreti dei Prepirenei”. Puoi accedervi anche dall’Itinerario “Re d’Aragona”, da Anzánigo o Triste.

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Rasal si trova nella comarca Hoya de Huesca e appartiene al comune di Las Peñas de Riglos, nella Provincia di Huesca, a 39 km dalla città. In questa località comincia l’Itinerario “Segreti dei Prepirenei”. Puoi accedervi anche dall’Itinerario “Re d’Aragona”, da Anzánigo o Triste.

Rasal local_hotel

Rasal è una bella località situata tra le sierras di Javierre, Loarre e Caballera, nella splendida valle in cui scorrono le acque cristalline del fiume Garonna. In quanto agli edifici, si conservano ancora molte case caratteristiche con facciate in pietra a vista e alcuni monumentali camini tipici della zona, anch’essi in pietra.

La Iglesia de San Vicente Mártir è un edificio del XVIII secolo che conserva una scultura lignea romanica della Madonna Nera del XII secolo. È possibile visitare anche la Ermita de la Trinidad, ai piedi del fiume Garonna, con un piacevole e tranquillo chiosco e una sorgente che rifornisce una splendida fontana a quattro cannelli con testa di leone. Il gioiello del luogo è la Ermita de San Juan Bautista, a pochi chilometri dal paese. Anche se la navata rettangolare è moderna, conserva un’abside che presenta le caratteristiche del romanico mozárabe di Serrablo (un gruppo di chiese che si trova un po’ più a nord) con listelli o tamburo, archi ciechi e lesene. È l’esempio di romanico del Gállego più distante dal nucleo di San Pedro de Lárrede, luogo in cui nacque questo peculiare stile artistico.

Punto 1

A Rasal prendi Calle Mayor in direzione ovest per 90 metri, poi gira a sinistra e prosegui fino a Bentué de Rasal. Sono 8,4 km.

near_me Punto 1

A Rasal prendi Calle Mayor in direzione ovest per 90 metri, poi gira a sinistra e prosegui fino a Bentué de Rasal. Sono 8,4 km.

Bentué de Rasal local_hotel

Il piccolo borgo di Bentué de Rasal sorge nella valle della Garonna. Il fiume forma una valle tranquilla e bellissima che comincia ad Arguis, ai piedi del monte Peiró, e, dopo aver attraversato le località di Bentué e Rasal, sfocia nel fiume Gállego, poco oltre Anzánigo. La valle è chiusa tra il monte Peiró o Ralla Espada a est, i contrafforti meridionali della Sierra de Javierre a nord e le sierras di Caballera e Loarre a sud. Oltre queste ultime si estendono le pianure della Sotonera, con i borghi del percorso turistico formato da Bolea, Aniés e Loarre, famoso per il suo straordinario castello medievale.

Le tipiche case di alta montagna presentano grandi caminetti cilindrici e tetti con copertura in lose. La chiesa, di origine romanica ma molto rimaneggiata nei secoli XVI e XVII, è dedicata a San Cristoforo. Nei pressi del borgo sorge la Ermita de la Virgen de la Corona, del XVIII secolo. Dalla località è possibile partire per magnifiche escursioni a piedi o in mountain bike nella massima tranquillità.

Punto 2

Da Bentué de Rasal continua lungo la HU-V-3001 fino alla biforcazione con la vecchia N-240; imbocca la strada a destra e prosegui fino ad Arguis. Avrai percorso 9,1 km.

near_me Punto 2

Da Bentué de Rasal continua lungo la HU-V-3001 fino alla biforcazione con la vecchia N-240; imbocca la strada a destra e prosegui fino ad Arguis. Avrai percorso 9,1 km.

Arguís y Túnel de Manzanera local_hotellocal_hotelrestaurantrestaurant

A nove chilometri da Bentué in direzione est, all’inizio della valle e ai piedi della sierra di Gratal, il bel borgo tipicamente montano di Arguis sorge intorno alla Iglesia de San Miguel. Nelle vicinanze del paese, il bacino di Arguis (creato nel 1704 e quindi il più antico dell’Aragona), è un paradiso per i pescatori. Nei pressi si trova anche il Centro de Interpretación “Pascual Garrido”, dov’è possibile conoscere meglio i boschi e le campagne del vicino Parque natural de la Sierra y Cañones de Guara.

Tornando al paese, l’antica strada alta di Monrepós N-240 conduce all’ingresso sud del tunnel della Manzanera, dove si possono scegliere due itinerari consigliati: la salita alla Sierra de Bonés, attraverso un lungo percorso che permette di addentrarsi nel magnifico ambiente naturale, con prati verdi e splendide radure, oppure l’accesso alle valli di Belsué e Nocito. Alla prima si arriva da una piccola strada asfaltata in forte discesa e alla seconda da una strada asfaltata che si addentra nel Parque de Guara dal versante nord, il meno conosciuto.

Punto 3

Per raggiungere il Tunnel della Manzanera e poi Belsúe, riprendi la vecchia N-240 in direzione nordovest, seguendo le indicazioni per la Sierra de Guara. (Poco dopo Arguis lasciati sulla sinistra lo svincolo verso la valle della Garonna). Arriverai al Tunnel della Manzanera, che troverai sulla tua sinistra. Da lì prosegui verso Belsué. A partire da qui prendi una pista asfaltata, che presenta alcuni tratti in condizioni non ottimali nella zona tra Nocito e Lasaosa. In genere vi circolano escursionisti a piedi, in bicicletta e diversi veicoli senza difficoltà, ma controlla lo stato della strada e, se non ti senti sicuro, prendi il percorso alternativo sulla strada nazionale. Attraversa la galleria del Monrepós e prima di arrivare a Lanave alla fine del passo, svolta a destra verso Boltaña e raggiungi Laguarta, da cui potrai proseguire lungo questo meraviglioso itinerario. Il tragitto totale da Arguis a Belsué è di 8,1km.  

near_me Punto 3

Per raggiungere il Tunnel della Manzanera e poi Belsúe, riprendi la vecchia N-240 in direzione nordovest, seguendo le indicazioni per la Sierra de Guara. (Poco dopo Arguis lasciati sulla sinistra lo svincolo verso la valle della Garonna). Arriverai al Tunnel della Manzanera, che troverai sulla tua sinistra. Da lì prosegui verso Belsué. A partire da qui prendi una pista asfaltata, che presenta alcuni tratti in condizioni non ottimali nella zona tra Nocito e Lasaosa. In genere vi circolano escursionisti a piedi, in bicicletta e diversi veicoli senza difficoltà, ma controlla lo stato della strada e, se non ti senti sicuro, prendi il percorso alternativo sulla strada nazionale. Attraversa la galleria del Monrepós e prima di arrivare a Lanave alla fine del passo, svolta a destra verso Boltaña e raggiungi Laguarta, da cui potrai proseguire lungo questo meraviglioso itinerario. Il tragitto totale da Arguis a Belsué è di 8,1km.  

Belsué local_hotel

La valle di Belsué consiste in un avvallamento stretto e sviluppato in lunghezza. Il suo tracciato corre parallelo all’asse delle Sierras Exteriores, un corridoio naturale compreso tra il Pico del Águila a ovest e il Cabezo de Guara a est. Qui la doppia sorgente del fiume Flumen scende attraverso un letto tortuoso per sfociare nella palude di Santa María de Belsué, dove confluiscono le notevoli sorgenti di Cienfuéns.

Belsué, la cui struttura urbana compie vere e proprie acrobazie sui ripidi pendii della sierra, fa parte del comune di Nueno. Questa località, che raggiunge quasi i mille metri di altitudine, ospita nel suo punto più elevato una chiesa di tradizione ispano-visigota, un vero e proprio anello mancante tra quel periodo e l’arte lombarda, da cui deriva la decorazione ad archetti ciechi che impreziosiscono l’abside retta.

Punto 4

Da Belsué scendi lungo la tortuosa strada asfaltata per 8,1 km. Attraverserai un grande pioppeto, vicino al bacino di Belsué.

near_me Punto 4

Da Belsué scendi lungo la tortuosa strada asfaltata per 8,1 km. Attraverserai un grande pioppeto, vicino al bacino di Belsué.

Bacino di Santa María de Belsué

A pochi metri dal pioppeto, sulle sponde del fiume Flumen (su cui spicca la scultura dal titolo Gli alberi fioriscono a Huesca) sorge il bacino di Belsué. Da qui si può prendere un sentiero che gira intorno al bacino, sotto le silenziose e agresti falesie di Cienfuens. È un percorso piacevole, con panorami affascinanti, che non richiede un grande sforzo fisico e che permette di ammirare il paesaggio della valle di Belsué.

Lungo il percorso è possibile visitare la Grotta Artica, il Dolmen di Belsué (megalitico), ammirare i panorami mozzafiato del Salto de Roldán e del Pico del Águila sul versante est, gallerie nella roccia e alte pareti calcaree tipiche dellaSierra de Guara. Qui nidificano gli avvoltoi, che si possono persino osservare in pieno volo, insieme a qualche gipeto; un piacere senza fine per tutti gli amanti della natura.

Inoltre, vale la pena visitare i vicini borghi disabitati di Santa María de Belsué (chiesa romanica dell’XI secolo) e Lúsera.

Punto 5

Poco dopo il bacino vedrai a sinistra l’incrocio per salire verso il borgo abbandonato di Lúsera.

near_me Punto 5

Poco dopo il bacino vedrai a sinistra l’incrocio per salire verso il borgo abbandonato di Lúsera.

Lúsera

Prendendo un sentiero dalla strada che unisce Belsué e Bara, si arriva al borgo disabitato di Lúsera. Appollaiato su una rupe sopra la valle e la palude di Belsué, a un’altitudine di 1.035 metri, il suo reticolo stradale e i suoi edifici ricordano l’urbanistica difensiva dei borghi medievali.

Nell’abitato sono visibili alcuni passaggi coperti; tra gli edifici spicca la Iglesia de San Miguel, una costruzione in stile barocco eretta proprio sull’orlo di un precipizio. Qui si trova anche un interessante pozzo-fontana giù usato in epoca musulmana, uno dei pochi rimasti nella comarca.

Punto 6

Da Lúsera percorri 16,2 km fino a Nocito in direzione est sulla stessa strada da cui sei venuto.

near_me Punto 6

Da Lúsera percorri 16,2 km fino a Nocito in direzione est sulla stessa strada da cui sei venuto.

Nocito local_hotellocal_hotelrestaurantrestaurant

All’inizio di una valle di incomparabile bellezza e situato sul versante nord della Sierra de Guara, ai piedi del Tozal de Guara, Nocito è un tipico paesino di montagna. Il silenzio, la tranquillità e la pace sono le caratteristiche principali di questa deliziosa località circondata da splendidi paesaggi di boschi e rocce, che consentono di dimenticare il mondo e il tempo.

Il centro storico del borgo è diviso in due quartieri (barrios). Uno è quello di San Juan, che ospita tre case e la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni, del XVIII secolo. Tramite un ponte medievale sul corso del Guatizalema si accede al barrio de San Pedro o de Santa Marina, dove si può visitare un eremo dedicato alla santa costruito su resti romanici.

Dal paese, con una semplice passeggiata lungo un piacevole sentiero, si arriva al santuario di San Úrbez. Un’altra facile escursione da Nocito conduce all’agreste e boscoso Barranco de la Pillera.

Punto 7

Percorri 10,8 km in direzione nord. Per una parte del percorso procederai lungo la sponda del fiume Guatizalema.

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Percorri 10,8 km in direzione nord. Per una parte del percorso procederai lungo la sponda del fiume Guatizalema.

Lasaosa local_hotel

Lasaosa sorge nella Valle de la Guarguera. Una cornice di serena bellezza molto adatta agli amanti delle passeggiate a piedi o in bicicletta e dei tramonti poetici. Il paese è abbandonato da oltre cinquant’anni, ma attualmente si trova in fase di ripopolamento: si stanno costruendo nuove case e riattivando le infrastrutture. Possiede una chiesa in rovina e una vecchia abbazia, anch’essa diroccata, risalente al XVI secolo. Rimangono alcuni edifici interessanti, come l’antica fucina o il forno per il pane. Questo forno, situato nel cuore del paese, è una costruzione molto particolare con un deposito per il grano, un accesso in legno, un mulino con il relativo setaccio e un magnifico forno a legna in pietra con copertura a volta all’interno.

Nelle vicinanze si trova il Dolmen di Lasaosa o di Ibirque, noto anche come caseta d’as bruxas (casa delle streghe). Dalla cima si scorge il valico di Bail, divisione naturale tra la Sierra de Guara e la Valle de la Guarguera, nella spettacolare cornice del versante nord del Tozal de Guara. È un sepolcro di notevoli dimensioni (1,57 metri per 1,75 di larghezza) nel quale sono stati trovati diversi resti umani e alcuni utensili. Scoperto nel 1949 e scavato nel 1953, è un ottimo esempio di monumento neolitico altoaragonese.

Punto 8

Da Lasaosa prosegui verso nord attraversando il fiume Guarga e prendi la A-1604. Gira a destra in direzione Laguarta. Una volta imboccata la strada avrai il fiume sulla destra per buona parte del percorso. Il tragitto è di 18,3 km.

near_me Punto 8

Da Lasaosa prosegui verso nord attraversando il fiume Guarga e prendi la A-1604. Gira a destra in direzione Laguarta. Una volta imboccata la strada avrai il fiume sulla destra per buona parte del percorso. Il tragitto è di 18,3 km.

Laguarta

Il capoluogo della Valle de la Guarguera è Laguarta, un villaggio spopolato che sta tornando in vita grazie all’impegno delle persone che oggi vi abitano. Si divide in due quartieri dove è possibile ammirare i portoni decorati, i grandi balconi con ricche lavorazioni in ferro, tetti spioventi ecc., secondo le caratteristiche costruttive della zona. La chiesa parrocchiale è stata eretta nel XVII secolo ed è composta da una navata che si conclude con un’abside piatta coperta da una volta a lunetta.

Tuttavia, ciò che rende speciale quest’angolo dei Pirenei è il suo cielo. La posizione, a 1.200 metri di altitudine, e le condizioni di visibilità notturna, senza inquinamento luminoso né atmosferico, rendono il borgo un luogo privilegiato per l’osservazione astronomica. Il fatto di avere un cielo buio e terso oltre 200 giorni l’anno ha favorito l’avvio del percorso per ottenere il certificato internazionale di Zona Star Light. Il progetto Laguarta, ciudad de las estrellas (Laguarta, città delle stelle), prevede la costruzione di un centro di osservazione astronomica di eccellenza a livello internazionale, per approfittare delle condizioni privilegiate dell’ambiente.

Punto 9

Questo tratto è di 19,1 km in totale. Da Laguarta imbocca la A-1604 e percorrila per 12,1 km. Poi gira a destra all’incrocio per Las Bellostas e prosegui passando per El Pueyo de Morcat fino a Las Bellostas.

near_me Punto 9

Questo tratto è di 19,1 km in totale. Da Laguarta imbocca la A-1604 e percorrila per 12,1 km. Poi gira a destra all’incrocio per Las Bellostas e prosegui passando per El Pueyo de Morcat fino a Las Bellostas.

Las Bellostas

Tra il fiume Vero e il dirupo di Balcés, nel Parque Natural de la Sierra y Cañones de Guara, sorge, a 1.110 metri di altezza, il piccolo e incantevole abitato di Las Bellostas. Le case, sparse tra i campi di cereali, mostrano alcuni esempi architettonici notevoli, come Casa Tejedor, La Abadía o Casa Molinero, un edificio turrito e isolato eretto nel XVI secolo e un ottimo esempio di architettura popolare, dichiarato Bene di interesse culturale (BIC).

È possibile ammirare anche un bell’esempio di romanico (XII secolo), sebbene molto rimaneggiato nei secoli XVII e XVIII: la Iglesia de San Ramón Nonato o de la Asunción de Nuestra Señora. Vicino al paese si parte per la discesa nella gola del fiume Balcés. Gli amanti del trekking possono prendere la Geo Ruta 14 “Secretos de la Sierra de Guara”, itinerario geologico incluso nella Rete dei percorsi geologici del Geoparco Mondiale dell’UNESCO di Sobrarbe, che parte da Las Bellostas e raggiunge la Ermita de Santa Marina en Bagüeste, per una durata di circa cinque ore e mezza.

Punto 10

Da Las Bellostas prosegui lungo la strada (in direzione Espluguiacha) e all’incrocio svolta a destra per Sarsa de Surta. Sono 5,7 km.

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Da Las Bellostas prosegui lungo la strada (in direzione Espluguiacha) e all’incrocio svolta a destra per Sarsa de Surta. Sono 5,7 km.

Sarsa de Surta local_hotel

Sarsa de Surta sorge in un’ampia valle sulla sponda destra del fiume Vero, a un’altitudine di 884 metri, nella zona meridionale del Geoparco Mondiale dell’UNESCO di Sobrarbe. Su questa piccola località svetta il Tozal de Surta (1.348 m.). La salita sulla cima è una breve escursione con viste eccezionali sulle vette dei Pirenei. L’abitato è strutturato in quattro raggruppamenti che circondando la chiesa e formano un interessante complesso di costruzioni popolari. Tra gli edifici del paese spicca la chiesa parrocchiale, esemplare di romanico rurale dell’XI o XII secolo con un campanile slanciato. Si distingue per una splendida bifora con colonnino cilindrico che termina in un capitello. L’insieme formato dal Museo y Paraje Etnológico de Pedro Buil (mulino, arnie e fornace), avvicina il visitatore alla vita di un tempo. Si trova tra Sarsa de Surta e Paules de Sarsa.

Vicino alla strada sorge un quartiere separato dal centro storico e collegato con uno splendido ponte con ampio arco e doppio viale. Nei pressi dell’abitato sono visibili i resti di una torre difensiva adiacente a una chiesa romanica, in cui si dice abbia vissuto re Ramiro II, detto il Monaco, nel 1137. Nelle vicinanze si trova la grotta chiamata Cueva Drólica, ideale per gli amanti della speleologia.

Punto 11

Il tragitto è di soli 3 km. Dall’incrocio di Sarsa de Surta prosegui lungo la strada (in direzione Espluguiacha) fino a Paúles de Sarsa.

near_me Punto 11

Il tragitto è di soli 3 km. Dall’incrocio di Sarsa de Surta prosegui lungo la strada (in direzione Espluguiacha) fino a Paúles de Sarsa.

Paules de Sarsa local_hotel

Un bell’ambiente naturale in fondo alla valle del fiume Vero fa da cornice a questa piccola località del Geoparco Mondiale UNESCO di Sobrarbe, in una posizione privilegiata proprio alle porte del Parque Natural de la Sierra y Cañones de Guara e del Parque Cultural del Río Vero.

L’abitato è strutturato in modo quasi lineare ai lati di un’unica via, in fondo alla quale troviamo la chiesa parrocchiale di San Michele del XVII secolo. La copertura del campanile è uno degli elementi architettonici più notevoli dell’edificio. Tra le altre costruzioni spiccano alcuni esempi interessanti, come Casa Rufas, datata 1786. Nelle vicinanze si può visitare la Ermita de San Isidro, del 1768. Il paesaggio si caratterizza per la grande quantità di grotte e cavità. In alcune di queste grotte sono stati scoperti resti preistorici, come le pitture rupestri di Peña Miel o le vestigia visigote di Cueva Foradada.

Punto 12

Esci da Calle Mayor de Paúles de Sarsa in direzione est e prosegui dritto fino ad arrivare alla A-2205. Imboccala girando a sinistra e dopo 400 metri gira a destra all’incrocio in direzione Olsón. In totale da Paúles de Sarsa sono 10,3 km e dal punto precedente 6,9 km.

near_me Punto 12

Esci da Calle Mayor de Paúles de Sarsa in direzione est e prosegui dritto fino ad arrivare alla A-2205. Imboccala girando a sinistra e dopo 400 metri gira a destra all’incrocio in direzione Olsón. In totale da Paúles de Sarsa sono 10,3 km e dal punto precedente 6,9 km.

Olsón local_hotel

Tra le conche del Cinca e del Vero, in una valle molto scoscesa, questo piccolo borgo rurale sorge in una posizione ideale per contemplare i Pirenei centrali. Olsón, come tutte le località e i territori della comarca di Sobrarbe, fa parte del Geoparco di Sobrarbe, incluso nella lista dei Geoparchi Mondiali dell’UNESCO.

L’abitato si stringe intorno a un pronunciato promontorio, che nell’XI secolo era dominato dal castello, del quale rimangono pochi resti. Al suo posto sono stati costruiti la chiesa, il cimitero e l’abbazia. La monumentale Iglesia de Santa Eulalia (Bene di Interesse Culturale), è nota come la Cattedrale di Sobrarbe per le sue grandi dimensioni ed è considerata il miglior esempio di architettura religiosa del XVI secolo della comarca. Spiccano il grande portale d’ingresso concepito come una pala d’altare rinascimentale e lo snello campanile in pietra con una notevole scala a chiocciola. La Ermita de San Benito, raggiungibile a piedi, risale al XVII secolo e conserva interessanti pitture murarie coeve. Tra gli edifici civili, meritano una visita Casa Abadía, con un portone ad arco a tutto sesto su cui è inciso il cognome Broto, Casa Alejandro, con il forno per il pane e lo stemma, Casa de la Peña e Casa Pardina, magnifici esempi di architettura tradizionale locale.

Punto 13

Esci da Olsón dalla strada da cui sei venuto e prosegui passando per Javierre de Olsón e Lamata (tappa obbligata per visitare il Museo Paleontologico di Sobrarbe) fino alla A-138. Una volta arrivato gira a sinistra e dopo pochi metri prendi l’uscita a destra (Mesón de Ligüerre) in direzione di Valle de La Fueva. Prosegui fino alla svolta che ti porterà al bel borgo recuperato di Ligüerre de Cinca. Sono 8,7 km.

near_me Punto 13

Esci da Olsón dalla strada da cui sei venuto e prosegui passando per Javierre de Olsón e Lamata (tappa obbligata per visitare il Museo Paleontologico di Sobrarbe) fino alla A-138. Una volta arrivato gira a sinistra e dopo pochi metri prendi l’uscita a destra (Mesón de Ligüerre) in direzione di Valle de La Fueva. Prosegui fino alla svolta che ti porterà al bel borgo recuperato di Ligüerre de Cinca. Sono 8,7 km.

Ligüerre de Cinca local_hotelrestaurant

Il borgo di Ligüerre de Cinca, spopolato a causa della costruzione del bacino di El Grado (o Lo Grau), è tornato in vita per scopi turistici, sociali e agricoli. Ligüerre è un paese tranquillo sulle rive del bacino, dove assaporare il ritorno alla vita rurale in un ambiente circondato da olivi e pini. In tutta la località predomina l’aspetto rustico delle case in pietra e delle finestre di legno. La nuova Ligüerre gira in torno al vino, alla cultura, al benessere, alla gastronomia, e offre numerose attività per grandi e bambini, come visite a cantine o campagne. Sia il borgo recuperato di Ligüerre sia il vino che vi si produce sono partner del Geoparco Mondiale UNESCO di Sobrarbe.

Punto 14

Da Ligüerre de Cinca torna sulla A-138 fino al Mesón de Ligüerre e da lì gira a sinistra proseguendo lungo la strada; poi gira a destra in direzione Abizanda. Il tratto è di 8 km.

near_me Punto 14

Da Ligüerre de Cinca torna sulla A-138 fino al Mesón de Ligüerre e da lì gira a sinistra proseguendo lungo la strada; poi gira a destra in direzione Abizanda. Il tratto è di 8 km.

Abizanda local_hotelrestaurant

Abizanda è una piccola località all’ingresso del Geoparco Mondiale UNESCO di Sobrarbe, antico abitato musulmano, raccolto ai piedi di una fortezza medievale che conserva una parte della cinta muraria. Dalla strada si notano due torri sulla collina: il campanile della chiesa e la superba e spettacolare torre di 24 metri di altezza, una delle vestigia medievali di carattere difensivo più importanti dell’Aragona.

La chiesa presenta un’abside poligonale, in stile gotico aragonese del XVI secolo, ed è composta da una sola navata coperta da una volta a crociera. La torre medievale venne costruita da maestri lombardi nell’XI secolo, sui resti di un’antica torre araba. É una costruzione enorme divisa in cinque piani che si concludono con un ballatoio di legno intorno a tutto il perimetro. L’ingresso si trova al primo piano, al quale si accede tramite una scala di legno. Questa grande edificazione difensiva è, insieme alla torre di Biel, la più completa di epoca romanica che sia giunta fino a noi e si conserva praticamente intatta dall’XI secolo. Oggi la torre ospita mostre temporanee e nell’antica abbazia si può visitare un Museo dedicato alla religiosità e alle credenze popolari nei Pirenei centrali. Ad Abizanda si trova anche la Casa Pirenaica de los Títeres, che ospita una mostra di burattini da tutto il mondo e un teatro dove si svolgono spettacoli. Inoltre è possibile visitare il pozzo arabo, restaurato di recente.

Punto 15

Esci da Abizanda per Calle Mayor e continua sulla tortuosa A-2210. Arrivato a Naval, esci dalla A-2208 per raggiungere il paese e le saline del Naval, il Mar Morto aragonese. Il tratto è di 12,8 km.

Punto 16

Continua lungo la A-2208 da Naval in direzione sudest per 19,1 km fino a Salas Altas. A metà del percorso lasciati sulla destra Salinas de Hoz. Arrivato a Salas Altas, prosegui in direzione sud sulla A-2208; dopo 2,4 km arriverai a Salas Bajas. Questi due borghi sorgono in una zona di cantine e vigneti immersa in un ambiente unico per il turismo enologico, terra della Denominazione di Origine Vinos Somontano.

near_me Punto 16

Continua lungo la A-2208 da Naval in direzione sudest per 19,1 km fino a Salas Altas. A metà del percorso lasciati sulla destra Salinas de Hoz. Arrivato a Salas Altas, prosegui in direzione sud sulla A-2208; dopo 2,4 km arriverai a Salas Bajas. Questi due borghi sorgono in una zona di cantine e vigneti immersa in un ambiente unico per il turismo enologico, terra della Denominazione di Origine Vinos Somontano.

Salas Altas y Salas Bajas local_hotelrestaurant

La località di Salas Altas sorge ai piedi della Sierra de la Candelera, circondata da un territorio prevalentemente vitivinicolo. Il ripido rilievo ha condizionato lo sviluppo urbano dell’abitato, in cui le case si sono adattate al terreno scosceso. La sua architettura popolare comprende grandi tenute di campagna con eleganti facciate, come Casa Mur e Casa Pueyo, del XVIII secolo, e Casa Mateu, del XVI. Accanto a queste case ne sorgono altre più piccole, di origine medievale e abbarbicate sul fianco della montagna, che conferiscono al borgo un aspetto unico e incantevole. La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Anna, risale al XVI secolo ed è in stile gotico tardivo. In cima alla sierra sorge laErmita de la Candelera, una vera e propria terrazza naturale affacciata sul Somontano.

Salas Bajas sorge a sud della Sierra de Salinas, uno dei monti pirenaici esterni, alla confluenza tra i fiumi Vero e Cinca. Una passeggiata nel centro storico del borgo permette di ammirare case costruite tra i secoli XVI e XVIII. Alcune hanno facciate in mattoni e un aspetto popolare; altre sono palazzi di campagna con grandi archi in pietra e scudi araldici che ricordano la nobiltà dei proprietari. Al centro del borgo spicca la grande Iglesia de San Vicente Mártir, costruita nel XVIII secolo in stile barocco tardivo.

In questa zona è possibile ammirare diversi borghi, picchi e monti, nonché gli estesi vigneti e alcune delle cantine più caratteristiche della Denominazione di Origine Somontano.  http://www.rutadelvinosomontano.com/

Punto 17

Da Salas Bajas percorri la A-2208 in direzione sud per 5 km fino all’incrocio con la A-1232. Prendi la direzione Castillazuelo – Alquézar per 5,7 km fino a Pozán de Vero. In paese troverai indicazioni per arrivare alla Senda de los azudes di Pozán del Vero.

near_me Punto 17

Da Salas Bajas percorri la A-2208 in direzione sud per 5 km fino all’incrocio con la A-1232. Prendi la direzione Castillazuelo – Alquézar per 5,7 km fino a Pozán de Vero. In paese troverai indicazioni per arrivare alla Senda de los azudes di Pozán del Vero.

Pozán de Vero local_hotelrestaurant

Il borgo sorge in posizione privilegiata sulla sponda sinistra del fiume del Vero e nelle immediate vicinanze del Parco Culturale, dove si può ammirare il ricco tesoro di pitture rupestri Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Una passeggiata tra le sue vie ci permette di scoprire affascinanti case costruite con muri a secco, pietre e mattoni. Alcune conservano belle facciate, altre celano cantine secolari con archi in pietra. La Iglesia de La Asunción, in stile barocco e di enormi dimensioni, è stata eretta nel XVIII secolo.

La Senda de los Azudes è un percorso di circa 2 ore che si dipana tra orti e vegetazione fluviale e collega il cosiddetto Salto de Pozán con l’Azud de Arriba. Il salto (cascata) o azud (diga) di Pozán è una delle opere più monumentali nel suo genere, tra le meglio costruite e conservate. Consiste in un robusto muro, ben fissato sulla roccia, eretto in un punto in cui il fiume formava una grande pozza. Un ponte medievale attraversa il fiume collegando Pozán con le vicine località di Peraltilla e Azara. Oltre il fiume, i monti sono coperti da estesi vigneti della Denominazione di Origine Somontano.

Punto 18

Da Pozán de Vero prosegui sulla A-1232 in direzione nord. In questo tratto di 12,6 km segui il corso del fiume Vero fino ad Alquézar, uno dei Pesi più belli di Spagna e uno dei borghi medievali più incantevoli dell’Aragona.

near_me Punto 18

Da Pozán de Vero prosegui sulla A-1232 in direzione nord. In questo tratto di 12,6 km segui il corso del fiume Vero fino ad Alquézar, uno dei Pesi più belli di Spagna e uno dei borghi medievali più incantevoli dell’Aragona.

Alquézar local_hotellocal_gas_stationrestaurant

Il monumentale borgo medievale di Alquézar sorge tra i profondi dirupi scavati pazientemente dalle acque del fiume Vero, in un ambiente straordinario all’interno del Parque Natural de la Sierra y Cañones de Guara e del Parque Cultural del Río Vero. Visitarlo è quasi come viaggiare nel tempo. Dall’alto di una rupe, l’inespugnabile castello-collegiata di Santa María la Mayor domina il labirintico abitato medievale. Nella magnifica collegiata spiccano il bel claustro di origine romanica e le pitture murarie.

La deliziosa e raccolta Plaza Mayor, circondata da portici, è il centro nevralgico del borgo e ospita le case più nobili. Roccia, acqua, storia, arte e leggenda si fondono in questa località dichiarata Conjunto Histórico (Bene storico) e inclusa nella lista dei paesi più belli di Spagna. Oltre a praticare il torrentismo, nei suoi dintorni si possono realizzare diversi percorsi di trekking, tra i quali si segnala la Ruta de las Pasarelas del Vero, sentiero sospeso che percorre parte del fiume. Da Alquézar inoltre è possibile visitare le pitture rupestri di Quizans e Chimiachas, all’interno del Parque Cultural del Río Vero.

Da non perdere

Passerelle del Vero
Punto 19

Uscendo da Alquézar arriverai a una rotonda; prendi la seconda uscita imboccando così la HU-352. Dopo un chilometro prendi la A-1233 per arrivare a Radiquero. Il tragitto è di circa 3,3 km .

near_me Punto 19

Uscendo da Alquézar arriverai a una rotonda; prendi la seconda uscita imboccando così la HU-352. Dopo un chilometro prendi la A-1233 per arrivare a Radiquero. Il tragitto è di circa 3,3 km .

Radiquero

Radiquero sorge nei pressi del delizioso borgo medievale di Alquézar , alle porte del Parque natural de la Sierra y Cañones de Guara. La località fa parte del Parque Cultural del Río Vero, una zona di grande importanza por la sua bellezza e per l’arte rupestre che ospita, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Le acque del Vero contribuiscono all’ampia offerta sportiva della zona. Ai piedi della Sierra de Sevil, l’abitato si estende su un dolce pendio rivolto verso il Somontano.

Una tranquilla passeggiata tra le sue vie rivela portoni con archi in pietra, scudi araldici, sporti… Ma sono i suoi portici gli elementi più interessanti. Nel centro si può ammirare la Iglesia de Nuestra Señora de Bastarillas, opera del XVII secolo che conserva alcune vestigia romaniche. Il borgo di Radiquero è molto noto per i formaggi artigianali di latte di capra e, come tutta la comarca, per i suoi deliziosi vini di qualità certificata grazie alla Denominazione di origine Somontano.

Punto 20

Da Radiquero prosegui sulla A-1233 in direzione sud. Il tratto è di 4,3 km.

near_me Punto 20

Da Radiquero prosegui sulla A-1233 in direzione sud. Il tratto è di 4,3 km.

Adahuesca local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La località di Adahuesca, situata strategicamente tra le valli dei fiumi Alcanadre e Vero, è il luogo ideale per scoprire le Sierras de Guara y Sevil. Il centro storico presenta una struttura molto compatta, con ottimi esempi di architettura popolare. L’arco a tutto sesto dei portoni è un elemento che si ripete costantemente sulle facciate. La Iglesia parroquial de San Pedro, costruita nel XVIII secolo in stile barocco classicista, è sobria, elegante e dalle agili proporzioni. La Ermita de Nuestra Señora del Treviño, dichiarata Monumento Storico Artistico, è un esemplare tardivo di transizione dal romanico al gotico databile al primo terzo del XIII secolo, nonché l’unica testimonianza di un antico monastero. Non si può lasciare il borgo senza aver assaggiato i suoi dolci artigianali tipici: le culebretas o i dineretes de Sevil. Adahuesca è il punto di partenza di diversi percorsi di trekking e cicloturismo e completa la sua offerta con un caseificio e una cantina che offrono visite personalizzate.

Punto 21

Ad Adahuesca prendi la A-1230 per 8,8 km in direzione Bierge. All’altezza di Alberuela de Laliena attraversa il fiume Isuala e prosegui in direzione Bierge.

near_me Punto 21

Ad Adahuesca prendi la A-1230 per 8,8 km in direzione Bierge. All’altezza di Alberuela de Laliena attraversa il fiume Isuala e prosegui in direzione Bierge.

Bierge local_hotelrestaurant

La località di Bierge sorge a 598 metri di altitudine, tra i fiumi Alcanadre, Formiga e Isuala, nel Parque Natural de la Sierra y Cañones de Guara. L’abitato si è sviluppato su una collina nota come Monte Cascallo, sulla quale si dice sorgesse un castello. La chiesa dedicata a Santiago è un rimaneggiamento del XVI secolo su una costruzione più antica; la facciata con decorazioni rinascimentali e la galleria ad archi in mattoni sono riferimenti cronologici inequivocabili. Nel tempo, l’abitato si è esteso verso la pianura e molte case presentano scudi araldici che dimostrano l’ascesa della nobiltà della zona nel XVIII secolo. Integrata nel centro storico spicca la Ermita de San Fructuoso, celebre per le pitture murarie gotiche che decorano l’interno. La cascata di Bierge e i suoi dintorni sono considerati uno dei luoghi migliori per fare il bagno a contatto con la natura. L’accesso è regolato per preservare l’ambiente.

Bierge è la porta di accesso alla valle del Rodellar, uno degli spazi naturali più spettacolari della provincia e un luogo privilegiato per praticare sport d’avventura o birdwatching.

Punto 22

Procedi lungo la A-1227 in direzione Panzano e Morrano. A metà strada potrai vedere l’Huevo de Morrano. Il tragitto è di 18,2 km fino a Panzano.

near_me Punto 22

Procedi lungo la A-1227 in direzione Panzano e Morrano. A metà strada potrai vedere l’Huevo de Morrano. Il tragitto è di 18,2 km fino a Panzano.

Panzano local_hotelrestaurant

Ai piedi della Sierra de Guara e dei fiumi Formiga e Calcón, Panzano si arrende alla bellezza dei monti che lo circondano. Paradiso degli escursionisti e degli appassionati di mountain bike, la località è immersa in un ambiente vario che farà la gioia dei suoi visitatori. Dalla salita al Tozal de Guara, con i suoi 2077 metri di altitudine, passando per le spettacolari gole di Fabana o il dirupo di Calcón, fino al percorso circolare tra Panzano e Aguas (molto interessante per le mountain bike) o la visita alla Ermita di Fabana (XII secolo), la chiesa parrocchiale di origini romaniche (XII secolo) o il Santuario de los Santos Cosme y Damián, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Punto 23

Prosegui sulla A-1227. Dopo aver superato Aguas, continua e gira a sinistra per prendere HU-V-3311 fino a Ibieca. Sono 11,3 km in totale.

near_me Punto 23

Prosegui sulla A-1227. Dopo aver superato Aguas, continua e gira a sinistra per prendere HU-V-3311 fino a Ibieca. Sono 11,3 km in totale.

Ibieca

La località di Ibieca sorge in un ambiente ricco di piantagioni di cereali, circondata da campi di grano e oliveti. Un angolo incantevole della Comarca de la Hoya de Huesca, la cui disposizione urbana si articola intorno alla piazza e alla chiesa parrocchiale di San Clemente. Tuttavia, uno degli elementi più caratteristici del borgo si trova a circa due chilometri dal centro: la Iglesia de San Miguel de Foces, unico resto del monastero fondato dalla famiglia Foces, notevole per l’unione tra lo spirito cistercense e gli inizi del gotico e per il suo ricco tesoro di pitture murarie. Per gli amanti del trekking, Ibieca fa parte del percorso Camino Natural de la Hoya de Huesca.

Fine itinerario

Da Ibieca prendi la HU-V-3311 fino alla N-240 e prosegui fino a a Huesca. Sono 24,5 km in totale. Tornando ad Ayerbe o al Castello di Loarre potrai proseguire con l’Itinerario “Re d’Aragona” o cominciare l’Itinerario dei Castelli.

near_me Fine itinerario

Da Ibieca prendi la HU-V-3311 fino alla N-240 e prosegui fino a a Huesca. Sono 24,5 km in totale. Tornando ad Ayerbe o al Castello di Loarre potrai proseguire con l’Itinerario “Re d’Aragona” o cominciare l’Itinerario dei Castelli.

Huesca / Uesca local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Per conoscere Huesca l’ideale è cominciare dalla cattedrale, edificata sull’antica moschea musulmana in stile gotico e con una bella pala d’altare rinascimentale. Di fronte si trova l’Ayuntamiento (municipio), un palazzo in stile rinascimentale aragonese del XVI secolo. A pochi metri sorge l’interessante Museo di Huesca, che si estende al contiguo palazzo romanico dei re di Aragona. Inoltre, nel centro storico si segnalano la chiesa e il chiostro di San Pedro el Viejo, costruiti principalmente nel XII secolo, che costituiscono uno degli esempi più importanti di romanico aragonese. La Capilla de San Bartolomé, nel chiostro, è anche pantheon reale.

Per completare la visita vale la pena fare una passeggiata nel centrale Parque de Miguel Servet e percorrere Calle del Coso, dove si può ammirare un villino modernista, arrivare fino alle mura musulmane e, infine, riposare nelle zone ditapas e assaporare la famosa pasticceria locale. Nei pressi del paese spicca, a est, la sagoma tondeggiante del Castello di Montearagón.