Percorso dell’Accua e dei Mudéjar

Lungo questo percorso si scoprono zone con contrasti impressionanti, un’incomparabile varietà di paesaggi e un territorio segnato dalla presenza dell’acqua. Le alte cime che vegliano sulle montagne del Moncayo incontrano le splendide superfici d’acqua che animano le terme e il lussureggiante Monasterio de Piedra. In questa regione la natura ci regala anche paesaggi bellissimi come le forre (Hoces) dei fiumi Jalón, Piedra e Mesa o le affascinanti montagne della Sierra de Armantes. La regione nasconde decine di magnifici castelli-fortezza e muraglie. Ma l’enorme patrimonio che custodicsce non finisce qui. In questo percorso scopriremo magnifici esempi di portici, palazzi rinascimentali o i dipinti del geniale pittore Goya a Calatayud. Torri spettacolari e chiese mudéjar dichiarate Patrimonio dell’Umanità, come la Cervera de la Cañada, Torralba de Ribota o Aniñón (veri gioielli dell’arte mudéjar aragonese) brillano di luce propria. Dalle rovine della Bilbilis romana alle belle terme ottocentesche di Alhama de Aragón, le grandi enclavi che questa zona ci offre sono molteplici.

Dati interessanti

  • Distanza:
    145,2 km

    Tempo stimato senza fermate:4h 3min

    Tappe consigliate: 4

Tappe consigliate

    1. Alhama de Aragón-Cervera de la Cañada-Aniñón
    2. Aniñón-Calatayud
    3. Calatayud – Monasterio de Piedra
    4. Monasterio de Piedra-Calmarza
    1. Calmarza – Monasterio de Piedra
    2. Monasterio de Piedra – Calatayud
    3. Calatayud – Aniñón
    4. Aniñón – Cervera de la Cañada – Alhama de Aragón

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Percorso dell’Accua e dei Mudéjar".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!

Punti del percorso "Percorso dell’Accua e dei Mudéjar"

INIZIO

Alhama de Aragón è un comune della provincia di Saragozza, in Aragona.

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Alhama de Aragón è un comune della provincia di Saragozza, in Aragona.

Alhama de Aragón local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Alhama si trova sulla riva sinistra del fiume Jalón ed è circondata su tre lati da alte colline, mentre l’altro lato è aperto alla pianura del fiume. Non si può parlare di Alhama senza menzionare le sue splendide terme (vero motore dell’economia da secoli). La maggiore ricchezza della città risiede nelle sue sorgenti termali, già utilizzate da romani e arabi. Ci sono otto sorgenti, ma l’angolo più spettacolare di Alhama è un lago termale unico in Spagna, con una superficie di due ettari e un grande flusso di acqua cristallina che sgorga a 34º C.

Alhama possiede un pittoresco centro urbano, eredità del dominio musulmano. Ci sono buoni esempi di architettura popolare, come il Municipio, la Casa Palacio (splendido esempio di architettura civile aragonese, perfettamente restaurata del XVI secolo) o il Palazzo della famiglia Padilla, a pochi metri dalla precedente.

Tra i monumenti, da segnalare la chiesa della Natividad, in stile barocco e con la sua torre mudéjar. Di particolare interesse è la decorazione dell’intonaco tradizionale mudéjar che copre le volte. Sul complesso risalta anche l’ariosa torre in pietra bianca del suo castello, l’edificio più antico, probabilmente risalente al XIV secolo.

Punto 1

Uscire da Alhama de Aragón attraverso la N-II in direzione Ateca. Dopo 12,5 km si arriva a destinazione.

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Uscire da Alhama de Aragón attraverso la N-II in direzione Ateca. Dopo 12,5 km si arriva a destinazione.

Ateca local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Di origini antichissime e citata nell’epopea medievale “Cantar de Mío Cid”, la cittadina è situata in una posizione privilegiata, giacché sorge su una collina alla confluenza dei fiumi Jalón e Manubles.

Da lontano sono ben visibili i profili slanciati delle due torri che spiccano nel paesaggio urbano: la torre dell’orologio del XVI secolo e il campanile della chiesa di Santa María, una delle icone del Patrimonio Mondiale UNESCO del mudéjar aragonese. La Torre dell’Orologio, molto inclinata fin dalla sua costruzione, si trova ad un’estremità del castello, che è ora utilizzato come alloggio. Il monumentale tempio di Santa Maria fu costruito intorno al XIV secolo, ampliato nel XVI secolo e riformato in epoca barocca. Grazie alla sua snellezza e monumentalità, la torre è l’elemento di maggior rilievo e presenta una bella decorazione in ceramica e mattoni, di epoca precedente alla parte più antica della chiesa trecentesca.

La città medievale era circondata da una cinta muraria e si conservano tre delle quattro porte di accesso. Tra il suo patrimonio spiccano anche la chiesa di San Francisco e il Municipio (un tipico palazzo aragonese del XVIII secolo con sottoportico, balconi e galleria con archi a pilastro).

Punto 2

Lasciare l’Ateca via N-II. Prendere la A-1502 e dopo 11,0 km si raggiunge Moros.

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Lasciare l’Ateca via N-II. Prendere la A-1502 e dopo 11,0 km si raggiunge Moros.

Moros local_hotel

Moros è la prima località che incontriamo quando entriamo nella valle del fiume Manubles da Ateca. Il pittoresco borgo è situato su un promontorio roccioso, pertanto la struttura del paese è definita da stretti vicoli quasi paralleli, disposti su diversi livelli e collegati da ripidi passaggi. Il centro urbano ha conservato tutte le caratteristiche di un borgo medievale, con le rovine di un castello fortificato in cima a un colle.

Verso il centro del paese, sul costone roccioso che lo domina, sorge la chiesa di Santa Eulalia. Costruita nel XIV secolo, in stile mudéjar, il suo aspetto attuale deriva dalle ampie ristrutturazioni effettuate nel XVII e XVIII secolo.

Alla periferia si trovano altri angoli interessanti, come il bacino che scorre parallelo al fiume e l’eremo della Virgen de la Vega, del XVIII secolo. Vale la pena percorre a piedi i sentieri che solcano questa zona della valle del Manubles, per scoprire punti panoramici, come quello di San Blas, querce centanarie e impressionanti pareti verticali, come i Mallos de las Cálcamas.

Punto 3

Lasciare Moros sulla A-1502 per prendere la A-2504 più avanti e percorrere il km 14,0 fino a Cervera de la Cañada.

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Lasciare Moros sulla A-1502 per prendere la A-2504 più avanti e percorrere il km 14,0 fino a Cervera de la Cañada.

Cervera de la Cañada restaurant

Nella valle del fiume Ribota, Cervera de la Cañada si estende su un dolce pendio, vicino alla strada N-234. Nel XIV secolo, la cittadina fu lo scenario della guerra tra Aragona e Castiglia. (La guerra dei “Pedro”)

Nel punto più alto del paese e accanto ai resti di un’antica fortezza sorge la dominante chiesa di Santa Tecla. Il tempio è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità ed è una delle chiese risaltate dall’UNESCO, quando dichiarò il Mudéjar Aragonés Patrimonio dell’Umanità (il Mudéjar Aragonés figura in questa lista perché possiede uno stile unico al mondo, mantiene un buon stato di conservazione e ha una bellezza insuperabile). La chiesa è un esempio delle chiese fortificate e, grazie ad un’iscrizione conservata al suo interno, sappiamo che l’edificio fu completato nel 1426 e che il capo cantiere fu il maestro Mahoma Ramí. Il suo esterno sobrio, senza ornamenti, non suggerisce in alcun modo la ricchezza decorativa dell’interno. Dietro la porta, questa semplicità diventa un mondo riccamente decorato, che si dispiega in un’esplosione cromatica e ornamentale, basata su elementi pittorici e scultorei gotici e mudéjar.

Punto 4

Lasciare Cervera sulla strada Sagunto-Burgos/N-234 e continuare sulla A-2504 per 3,0 km fino ad Aniñón.

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Lasciare Cervera sulla strada Sagunto-Burgos/N-234 e continuare sulla A-2504 per 3,0 km fino ad Aniñón.

Aniñón local_hotelrestaurant

Aniñón si trova ai piedi della Sierra de la Virgen, vicino al fiume Ribota. Ai piedi della collina si trova la chiesa parrocchiale della Virgen del Castillo, impressionante sia all’esterno che all’interno. La chiesa è il risultato di una serie di costruzioni risalenti al XIV secolo ed è circondata da antiche merlature, un segno sicuro del fatto che la chiesa un tempo fu una fortezza o un castello. La parte più antica è in stile mudéjar: il campanile e il monumentale e potente timpano occidentale (la facciata di questa chiesa, insieme al muro della chiesa parrocchiale di La Seo, sono probabilmente i due migliori esempi di mudéjar dell’Aragona). Entrambi gli elementi, torre e facciata, hanno una bella decorazione geometrica con intarsi in ceramica e sono un gioiello del mudéjar della valle della Ribota, insieme a Santa Tecla, a Cervera de la Cañada, e San Félix, a Torralba de Ribota.

Oltre alla chiesa, Aniñón merita una tranquilla passeggiata per le sue vie imbiancate a calce, la maggior parte delle quali ha conservato il carattere medievale. La Puerta de la Villa Tor, il vecchio ospedale, oggi sede del Municipio, il Centro di Interpretazione dell’Olio e i tre eremi meritano una visita rilassata.

Punto 5

Lasciare Aniñón per Calle Mosén Jacinto Verdaguer in direzione della A-234 e dopo soli 10 minuti si raggiunge Torralba de Ribota.

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Lasciare Aniñón per Calle Mosén Jacinto Verdaguer in direzione della A-234 e dopo soli 10 minuti si raggiunge Torralba de Ribota.

Torralba de Ribota local_hotel

Torralba de Ribota si trova sulla riva destra del fiume Ribota, ai piedi della Sierra de la Virgen. Sembra che il nome derivi dalla torre in pietra bianca del XIV secolo, che si erge nei pressi del paese. Nello stesso periodo iniziò la costruzione della chiesa parrocchiale di San Félix.

San Félix è una chiesa-fortezza con elementi islamici nella testata e tardo gotici sulla base. Il tempio è un capolavoro del mudéjar aragonese, molto ben conservato e che dal XV secolo ha sofferto poche modifiche. L’altro motivo è che si tratta di un edificio voluminoso, con una magnifica testata, volte a vela, vetrate e dipinti. Gli ornamenti spettacolari sono il punto più luminoso di questo edificio, unico nel suo genere. L’interno è un quadro completo di colori, forme e motivi pittorici che decorano l’intero tempio e non lasciano nemmeno uno spazio scoperto. Il gesso traforato copre archi e oculi e simula uno squisito pizzo che filtra diffusamente la luce. La decorazione esterna è composta da fregi formati da mattoni posati ad angolo e intonaci con decorazioni di fiocchi, righe e vegetali (entrambi tipici del mudéjar). Un insieme di consistenze di colori, volumi, luci e ombre che avvolgono la chiesa come una lussuosa confezione.

Punto 6

Lasciare Torralba per Calle Moral e girare a sinistra sulla N-234, poi a destra in direzione Camino de las Pozas.

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Lasciare Torralba per Calle Moral e girare a sinistra sulla N-234, poi a destra in direzione Camino de las Pozas.

Sierra de Armantes

Situato tra i fiumi Manubles, Ribota e Jalón, è uno dei paesaggi lunari più caratteristici e difficili da trovare altrove. Un paesaggio di grande bellezza, punteggiato da gole e colline, dominato dal gesso nelle zone più basse e dall’argilla e limo nelle zone più alte, che gli conferiscono uno strano contrasto tra le tonalità rossastre e bianche. Il vento e l’acqua hanno scolpito bellissime formazioni rocciose dall’aspetto capriccioso, sottile ed elegante. Questo processo di erosione è responsabile dei cosiddetti “castillos”, fantastiche formazioni geologiche che dominano questa catena montuosa.

Per raggiungere questo luogo, il viaggiatore deve prendere la vecchia strada per Soria prima di raggiungere Calatayud. La strada è inconfondibile, grazie ai pini su entrambi i lati. Si tratta di un percorso circolare che porta al punto panoramico del Mirador de la Cruz de Armantes. La salita avviene tramite la Gola della Bartolina e la via del ritorno attraverso la bella Gola del Salto. Il punto più alto del percorso è il belvedere del Mirador de la Cruz de Armantes (presieduto da una grande croce di ferro nero). Da qui si ha una splendida vista su tutte le valli, sui paesi di Villarroya de la Sierra, Villalengua e Moros e sulle montagne della Sierra de la Virgen.

Punto 7

Lasciare la Sierra passando per il Camino de las Pozas e raggiungere Calatayud dopo 7,1 km.

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Lasciare la Sierra passando per il Camino de las Pozas e raggiungere Calatayud dopo 7,1 km.

Calatayud local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La storia di Calatayud risale alla fondazione della Bílbilis romana. Il Castello di Ayub, che dà il nome alla città, è di origine islamica. L’influenza musulmana è stata evidente per secoli in meravigliose opere d’arte del mudéjar, oggi dichiarate Patrimonio Mondiale dall’UNESCO. Buoni esempi sono: le chiese di San Andrés, San Pedro de los Francos e Nuestra Señora de la Peña, così come le collegiate di Santa María e Santo Sepulcro. La chiesa di San Juan el Real contiene ancora dei pennacchi dipinti da un giovane Goya.

È molto suggestivo passeggiare per le vie del vecchio quartiere ebraico, strette, tortuose e con tutto il loro fascino medievale.

Ma si può anche scoprire la ricchezza di Calatayud passeggiando per le altre strade. Dai palazzi del XVI secolo e precedenti, agli edifici civili, come il Municipio, il Palazzo del Barone di Warsage, Sesé, Erlueta, Pujadas o la stessa Plaza de España. Non dimentichiamo le porte della muraglia, come quelle di Terrer o di Saragozza. La regione vanta una delle quattro denominazioni d’origine del vino in Aragona: la D.O.C. Calatayud, con vini di ottima qualità e riconosciuto prestigio.

Punto 8

Prendere la Ronda Campieles da Calatayud. Alla rotonda prendete la seconda uscita e proseguite per Bilbilis.

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Prendere la Ronda Campieles da Calatayud. Alla rotonda prendete la seconda uscita e proseguite per Bilbilis.

Bilbilis

Il Municipium Augusta Bilbilis si trova a 5 km da Calatayud e ha raggiunto lo status di città romana al tempo dell’imperatore Augusto. Nel 1931 le rovine furono dichiarate Monumento Storico Artistico, nel 1985 Bene di Interesse Culturale, nella categoria della Zona, mentre nel 2002 Complesso di Interesse Culturale nella Categoria delle Zone Archeologiche.

Bilbilis fu fondato su un insediamento celtibero. L’insediamento romano comprendeva le colline di Bámbola, San Paterno e Santa Bárbara. Dalla città si potevano controllare i varchi naturali fra la valle dell’Ebro e l’altopiano, pertanto Bilbilis divenne il centro economico, politico e amministrativo di un ampio territorio, corrispondente approssimativamente all’attuale regione di Calatayud. Raggiunse il suo massimo splendore nel I secolo, quando furono eretti i suoi edifici più emblematici (il Foro, le Terme e il Teatro), e durante il regno degli imperatori Augusto, Tiberio e Calígula, Bilbilis coniava le proprie monete. La crisi raggiunse la città nel III secolo, e nel V secolo era già stata abbandonata. Nel Medioevo divenne una cava di materiale per la costruzione della Calatayud islamica e cristiana, e tale saccheggio durò fino al XX secolo.

La visita alle rovine dovrebbe concludersi nel Museo di Calatayud, che ospita i più importanti reperti archeologici recuperati durante gli scavi.

Punto 9

Da Bilbilis verso nord-est, prendere in direzione Huérmeda. Qui inizia la gola di Hoces del Jalón.

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Da Bilbilis verso nord-est, prendere in direzione Huérmeda. Qui inizia la gola di Hoces del Jalón.

Le forre delle Hoces del Río Jalón

Il fiume Jalón attraversa diverse zone montuose e massicci rocciosi, prima di arrivare a sfociare nel fiume Ebro. Questo è ciò che accade nelle forre “Hoces del Jalón”, site tra la frazione di Huérmeda e la località di Morata. Poco dopo aver lasciato alle spalle il quartiere di Huérmeda (a Calatayud), troviamo la zona di Villalbilla, un bel posto dove il fiume Ribota sfocia nel Jalón.

Qui la strada che sale al Passo Campiel inizia a farsi più stretta. Poco prima della fine della discesa, troviamo sulla sinistra la strada che porta alla piccola centrale idroelettrica, alla diga e alle vecchie polveriere dell’esercito spagnolo. Si tratta di grotte artificiali scavate nella roccia di La Mora e utilizzate fino a poco tempo fa per lo stoccaggio di materiali e munizioni. Dalla cima di questa roccia si ha una spettacolare vista panoramica sulle valli dei fiumi Jalón e Ribota. Il fiume accompagnerà il percorso dal fondo di uno splendido orrido. Il percorso si snoda per 15 km attraverso le montagne de la Virgen e di Vicor, immerso in un paesaggio bellissimo e aspro. Più avanti ci aspettano le suggestive cittadine di Embid de la Ribera, Paracuellos de la Ribera e Saviñán, dove potremo fare una pausa.

Punto 10

Lasciare Huérmedes per prendere la N-234. Prendere la E-90/A-2 e la N-234 in direzione Paracuellos del Jiloca. Dopo 12,0 km si arriva a destinazione.

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Lasciare Huérmedes per prendere la N-234. Prendere la E-90/A-2 e la N-234 in direzione Paracuellos del Jiloca. Dopo 12,0 km si arriva a destinazione.

Paracuellos de Jiloca restaurant

Il paese si trova sulla riva sinistra del fiume Jiloca. Nell’XI secolo i musulmani costruirono il castello di Xiloca, sito su un promontorio roccioso che domina la valle del fiume e del quale rimangono solo pochi resti. In questo stesso luogo, sulla cornice di un masso e sopra le fondamenta del castello, nel XVI secolo fu eretta la chiesa di San Miguel. Si tratta di un tempio in stile mudéjar ad una sola navata, del quale spiccano le dimensioni monumentali e la torre mudéjar.

Particolarmente degne di nota sono le terme del luogo. Paracuellos è nota per le acque sulfuree delle sue due sorgenti, che ospitano un bagno termale fin dal XIX secolo. Nel 2008 si inaugurò una delle più grandi e moderne aree termali dalle acque sulfuree di tutta Europa (2.500 m2 di circuiti termali, trattamenti di bellezza e relax). Il complesso dispone di zone per passeggiate e giardini, circondati da una vegetazione lussureggiante che, in combinazione con temperature miti in inverno ed estati fresche, esercita un effetto calmante e rinvigorente.

Punto 11

Lasciare Paracuellos per Avenida Valencia/N-234 e prendere la A-202 di fronte per raggiungere Munébrega dopo 15,4 km.

near_me Punto 11

Lasciare Paracuellos per Avenida Valencia/N-234 e prendere la A-202 di fronte per raggiungere Munébrega dopo 15,4 km.

Munébrega local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La località si trova tra le gole di Rambla del Molino e Olivo. In questa zona sono stati trovati i resti di un insediamento celtibero.

Nel XIV secolo fu eretta la chiesa di Nuestra Señora de la Asunción, di stile mudéjar, anche se la costruzione fu modificata in stile gotico nel XVI e XVII secolo. Due alte torri gemelle in mattoni e a pianta quadrata fiancheggiano il corpo della facciata. L’edificio si distingue per le sue dimensioni, se comparate con il centro urbano. Nelle dipendenze parrocchiali si trova un museo, che si divide in due sale: la prima è ubicata in un antico coro del XVII secolo, e la seconda nella canonica del XVI secolo.

La cittadina possiede cinque fontane, che i visitatori possono scoprire durante una rilassante passeggiata.

Punto 12

Lasciare Munébrega sulla A-202 fino a Nuévalos dopo 12,3 km.

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Lasciare Munébrega sulla A-202 fino a Nuévalos dopo 12,3 km.

Nuévalos local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Nuévalos si trova su una collina che domina la confluenza dei fiumi Piedra e Ortíz, vicino al bacino del Tranquera. Il castello fu costruito nel XIV secolo su uno sperone che domina la fertile pianura del fiume Piedra. La chiesa di San Julián e Santa Basilisa fu costruita nel XVI secolo su un piccolo eremo gotico e ubicata su un promontorio roccioso, vicino alle rovine del castello.

Le acque del bacino di Tranquera bagnano parte del territorio comunale, rendendolo un’attrazione turistica molto adatta per gli sport acquatici e la pesca.

Nella gola di Valdehierro, a 5 km dal paese, si trovano delle saline, che funzonarono dal XIII secolo fino al XX secolo, quando furono abbandonate in seguito alla scarsa redditività. Nel corso della loro storia, le saline furono proprietà di vari amministratori, tra cui gli abitanti di Nuévales e i monaci del Monastero di Piedra. Oggigiorno le strutture si trovano in un eccellente stato di conservazione, sia i canali di legno che trasportavano l’acqua salina, che le vasche nelle quali si immagazzinava, affinché evaporasse per ottenere il sale.

Punto 13

Lasciare Nuévalos sulla A-202 e dopo 3,2 km sarete arrivati ​​al Monasterio de Piedra.

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Lasciare Nuévalos sulla A-202 e dopo 3,2 km sarete arrivati ​​al Monasterio de Piedra.

Monasterio de Piedra local_hotelrestaurant

Se c’è un luogo dove arte, natura e acqua si fondono come una stretta di mano, è il Monasterio de Piedra.

Situato nel territorio comunale di Nuévalos, il Monasterio de Piedra è un parco naturale, all’interno del quale il fiume Piedra ha modellato, nello splendore di un frondoso giardino, una serie di imponenti e capricciose cascate, un lago dalle acque cristalline e delle grotte di impressionante bellezza. Il parco ci offre una piacevole esperienza lungo un percorso di circa due ore e mezza in un giardino insolito, dove il suono dell’acqua nelle cascate, nelle grotte e nei laghi, ci conduce attraverso un luogo da sogno. Da marzo a ottobre, inoltre, ci si può godere lo spettacolo di una stupenda esibizione di volo libero degli uccelli rapaci.

La visita è completata dal tour nel monastero cistercense del XII secolo, di cui si possono ancora visitare diverse dipendenze e che combina diversi stili artistici. Si dice che in queste sale fu prodotto il primo cioccolato del continente europeo. È anche la sede del Museo del vino di Denominazione di Origine Controllata di Calatayud, che ci svela in modo ricco e variegato tutti i segreti di questa bevanda.

Punto 14

Dal Monasterio de Piedra prendere la A-202 e dopo aver superato Nuévalos prendere la A-1501 fino a raggiungere Ibdes dopo 11,1 km.

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Dal Monasterio de Piedra prendere la A-202 e dopo aver superato Nuévalos prendere la A-1501 fino a raggiungere Ibdes dopo 11,1 km.

Ibdes local_hotelrestaurant

Il villaggio si trova su una collina, sulla riva sinistra del fiume Mesa. La chiesa di San Miguel Arcángel è un tempio tardogotico con conci di arenaria rossastra, costruito nel XVI secolo su un altro tempio del XIV secolo. Nel centro urbano si possono ammirare diverse mansioni padronali, tra cui risaltano il Municipio (edificio rinascimentale del XVI secolo), la casa palazzo della calle Rúa n. 5 o la casa palazzo della calle Monreales.

La Gruta de las Maravillas (Grotta delle Meraviglie) si trova nella frazione di San Juan. Questa grotta, che contiene stalattiti e stalagmiti di circa 50.000 anni, è composta da due gallerie lunghe 15 e 46 metri. Nelle vicinanze si trova la cascata Paradera, una bella cascata del fiume Mesa in una zona pittoresca.

Punto 15

Da Ibdes prendere la direzione A-1501 e continuare fino a raggiungere Jaraba dopo 7,5 km.

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Da Ibdes prendere la direzione A-1501 e continuare fino a raggiungere Jaraba dopo 7,5 km.

Jaraba local_hotelrestaurant

Jaraba si trova sulle rive del fiume Mesa e l’area circostante spicca per la grande gola formata dal fiume in direzione di Calmarza, con imponenti pareti di calcare rossastro.

Tra gli elementi del patrimonio risalta il Santuario de la Virgen de Jaraba, sito all’inizio della gola de la Hoz Seca, uno degli scorci naturali più affascinanti della conca del Jalón. Interessante è anche la visita alla chiesa della Trasfigurazione, nel centro urbano. Per quel che riguarda l’architettura civile, bisogna menzionare il Municipio o la fontana “Monumento all’acqua”, di recente costruzione e dalle grandi dimensioni.

Il villaggio di Jaraba vive di e per le sue acque termali. Grazie ai suoi tre bagni termali, Jaraba è una grande potenza termale. A metà del XIX secolo furono costruite le odierne terme, che recentemente sono state dichiarate Bene di Interesse Turistico dell’Aragona.

La gola de la Hoz Seca è un sentiero lungo 3 km, che parte dalla strada che da Jaraba va a Calmarza. All’ingresso della gola, la vista del suddetto santuario è sorprendente. In questo paesaggio carsico troviamo numerosi stabbi, ovili per l’allevamento e vecchie fornaci da calce recentemente ristrutturate, utilizzate in passato dagli abitanti. Proseguiamo lungo la deviazione di destra, che sale fino alle pitture rupestri, gli esempi più occidentali dell’arte del levante della penisola, site in un riparo formato dal masso Benedí, vicino alla gola.

Punto 16

Da Jaraba prendere la direzione A-1501 fino a raggiungere la gola di Hoces del Río Mesa dopo 2,6 km.

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Da Jaraba prendere la direzione A-1501 fino a raggiungere la gola di Hoces del Río Mesa dopo 2,6 km.

Gola di Hoces del Río Mesa

Il fiume Mesa nasce nella provincia di Guadalajara ed entra in Aragona, scolpendo le rocce fino a formare una gola lunga 5 km tra Calmarza e Jaraba. Sono le cosiddette Hoces del Río Mesa (dichiarate “Spazio di Interesse Turistico dell’Aragona”). Passeggiando al loro interno, le spettacolari pareti verticali su entrambe le sponde del fiume, alte fino a 100 metri, sono impressionanti.

La gola è molto apprezzata dagli scalatori e ospita una delle più grandi colonie di grifoni della penisola. È anche una Zona di Protezione Speciale degli Uccelli e Luogo di Interesse Comunitario. Nelle acque limpide e pulite del fiume Mesa vivono numerose specie di pesci, ed è in parte aperto alla pesca libera. In fondo alla valle, sulle rive del fiume, apaiono i boschi, nei quali predominano i pioppi bianchi, i pioppi e i salici. Le caratteristiche geologiche del territorio lo rendono adatto alla pratica di attività sportive come l’arrampicata, il ciclismo turistico… Ci sono anche sentieridi bassa difficoltà, tutti dovutamente segnalati: Sendero de la Pedriza, Los Miradores, GR-24…

Fine itinerario

Dal fiume Mesa dirigersi a sud sulla A-1501 verso la Z-453 e dopo 4,5 km raggiungere Calmarza

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Dal fiume Mesa dirigersi a sud sulla A-1501 verso la Z-453 e dopo 4,5 km raggiungere Calmarza

Calmarza

A sei chilometri da Jaraba, Calmarza si trova su un promontorio nelle forre di “Hoces del Río Mesa”. La natura ben conservata che circonda la località rende questo comune un paradiso ideale per il relax, dove l’impressionante gola formata dal fiume domina il paesaggio. Qui i contrasti sono spettacolari, giacché si alternano tratti rocciosi aridi e splendidi campi irrigati dalle acque del fiume Mesa.

Nel suo patrimonio spicca la chiesa de la Asunción. Si tratta di un edificio seicentesco costruito su una chiesa precedente, di cui si è conservata la porta d’ingresso con arco a tutto sesto. La Torre del Señorío o Torre dei Palafox è un edificio civile che si trova sul bordo del pendio. Si tratta di un edificio in muratura a secco, rinforzata con conci agli angoli e costruito intorno al 1500.

L’abbondanza d’acqua del fiume Mesa ci permette di trovare una piccola cascata a ridosso del comune, nota come Pozo Redondo (fontana rotonda). Per poterla osservare, davanti alla stessa è stato posizionato un belvedere, che può essere raggiunto salendo una scala di legno.

Le attrazioni naturali nei pressi di Calmarza hanno permesso di preparare diversi sentieri segnalati per il trekking.