Percorso del deserto e delle certose

Questo percorso attraversa per lo più il cuore della regione di Monegros. Trovare una delle steppe più grandi d’Europa in un’area verde come Huesca significa presenziare una delle meraviglie della natura: la diversità. Un paesaggio impressionante, che si trasforma in una varietà di forme e colori davanti ai nostri occhi. La steppa Los Monegros ha uno dei suoi simboli principali nei “torrollones“, che sono fantasiose formazioni geologiche create dall’erosione dei secoli su sedimenti che milioni di anni fa furono fondali marini.

Los Monegros sono una meta ideale per osservare la fauna e la flora della steppa, ma anche per gli amanti della storia, delle tradizioni, della gastronomia, della pace e dell’avventura. Enclavi come il Monastero di Sijena, la Certosa de las Fuentes, il Cammino di Orwell ad Alcubierre, i Monoliti o Torrollones di Piracés o la laguna di Sariñena sono essenziali per scoprire questa sorprendente zona.

Dati interessanti

  • Distanza:
    324 km

    Tempo stimato senza fermate:5h 45 min

    Tappe consigliate: 3

Tappe consigliate

    1. San Mateo de Gállego-Ruta Orwell-Grañén
    2. Grañén-Villanueva de Sijena-Sariñena
    3. Sariñena-Cartuja Aula Dei
    1. Cartuja Aula Dei – Sariñena
    2. Sariñena – Villanueva de Sijena – Grañén
    3. Grañén – Ruta Orwell – San Mateo de Gállego

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Percorso del deserto e delle certose".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!

Punti del percorso "Percorso del deserto e delle certose"

INIZIO

San Mateo de Gállego è un piccolo villaggio del comune di Zuera nella provincia di Saragozza in Spagna. Si trova a 22 km da Saragozza.

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San Mateo de Gállego è un piccolo villaggio del comune di Zuera nella provincia di Saragozza in Spagna. Si trova a 22 km da Saragozza.

San Mateo de Gállego local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La località si trova nelle immediate vicinanze della capitale aragonese, sulle rive del fiume Gállego. Il monumento più importante è la chiesa, della quale spicca la torre. Si trova ad un’estremità del centro storico, dove una profonda spelonca, sita sopra il letto del fiume, delimita e comprime il borgo e serve da belvedere naturale sull’ampia valle. Il suo stile è mudéjar e, insieme agli altri edifici in stile mudéjar aragonese, è patrimonio mondiale dell’UNESCO. La su decorazione sobria, senza grandi aperture, ci fa pensare che nel passato potesse essere una torre fortificata del castello che ancor oggi dà il nome alla piazza in cui si trova la chiesa.

Gli abitanti di San Mateo de Gállego hanno due passeggiate preferite: una lungo il canale di irrigazione Camarera, che adorna tutta la località da un’estremità all’altra, e l’altra fino all’eremo di Santa Engracia, da dove si può vedere tutto il borgo.

Il Laboratorio-Museo di Fernando Malo è un centro di interpretazione della ceramica mudéjar del XXI secolo, dove è possibile scoprire il valore della lavorazione artigianale della ceramica nel corso della storia.

Punto 1

Provenendo da San Mateo sulla A-123, prendere la A-1106 in direzione Leciñena. Dopo 16 km arriviamo a Leciñena

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Provenendo da San Mateo sulla A-123, prendere la A-1106 in direzione Leciñena. Dopo 16 km arriviamo a Leciñena

Leciñena local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Nella piana di Los Monegros, ai piedi dei Monti Alcubierre, si estende il centro del paese, nel quale spicca la chiesa rinascimentale Nuestra Señora de la Asunción, che possiede una pianta longitudinale e un solido volume. Il santuario di Nuestra Señora de Magallón si trova su una collina e per secoli è stato testimone dell’andirivieni della storia. Nello stesso edificio, il viaggiatore troverà un servizio ristorante e un ostello.

Fuori dal centro urbano, nel punto più alto della catena montuosa dell’Alcubierre e al confine con le province di Huesca e Saragozza, la postazione militare di Tres Huegas offre un restauro completo di un bivacco o luogo di riposo delle truppe nazionali o franchiste durante la Guerra Civile spagnola, oltre a splendide viste sulle sue colline, sui resti della foresta di ginepri che copre la collina e sulla pianura di Los Monegros e la Hoya de Huesca.

Punto 2

Partenza da Leciñena via Avenida Zaragoza in direzione A-129, meno di 20 minuti siamo arrivati a Alcubierre

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Partenza da Leciñena via Avenida Zaragoza in direzione A-129, meno di 20 minuti siamo arrivati a Alcubierre

Alcubierre - Il percorso di Orwell local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Poche centinaia di metri più avanti, e sul lato opposto della strada, in un altro comune e provincia, troviamo la postazione delle truppe repubblicane, battezzata con il nome del britannico Orwell. Lo scrittore, membro del POUM (Partido Obrero de Unificación Marxista), fu assegnato a questa parte del fronte aragonese nei primi giorni di gennaio del 1937 e registrò le sue esperienze in una delle sue opere più famose, “Homenaje a Cataluña” (Omaggio alla Catalogna).

Dopo aver visitato Alcubierre, il luogo di nascita del mitico bandito Cucaracha, e aver passeggiato per il centro urbano, dominato dalla torre mudéjar di Santa Ana, raggiungiamo la nostra prossima destinazione.

Punto 3

Da Alcubierre, prendere Blasa Street fino a raggiungere la A-1211. In soli 13 km siamo arrivati a Robres.

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Da Alcubierre, prendere Blasa Street fino a raggiungere la A-1211. In soli 13 km siamo arrivati a Robres.

Robres restaurantlocal_gas_station

Nel centro di Robres spicca la chiesa di Nuestra Señora de la Asunción. Il tempio, di stile barocco neoclassico, fu costruito nella seconda metà del XVIII secolo sopra un’antica chiesa medievale. È un grande edificio in mattoni che poggia su uno zoccolo di pietra. Il capitello ottagonale è rivestito di ceramica verde. All’interno ci sono resti ornamentali di foglie e fiori. Le decorazioni combinano stucchi e dipinti murali. In seguito alla distruzione del soffitto a cassettoni, durante la Guerra Civile, spicca ora il baldacchino settecentesco, costituito da quattro colonne di marmo con bellissimi bassorilievi. Nelle vicinanze si trova l’antico “Granero de las Primicias” (Granaio delle Primizie), che ospita l’attuale Municipio. Si tratta di una semplice ed elegante dimora aragonese, costruita quasi interamente in mattoni, con un’ampia balconata ad angolo.

Il Centro di Interpretazione e Documentazione della Guerra Civile in Aragona, situato nel vecchio edificio delle scuole, completa la visita ai vestigi-militari, che ripercorre gran parte del XX secolo spagnolo per comprendere meglio il conflitto, le sue cause e le sue conseguenze.

Punto 4

A Robres prendere il Camino de los Barrancos in direzione Torralba de Aragón lungo la strada regionale A-1211 e dopo 9,3 km si raggiunge Torralba de Aragón.

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A Robres prendere il Camino de los Barrancos in direzione Torralba de Aragón lungo la strada regionale A-1211 e dopo 9,3 km si raggiunge Torralba de Aragón.

Torralba de Aragón local_hotelrestaurant

Il borgo è situato su una piccola collina nella pianura di Violada. Il luogo presenta un piccolo centro urbano, sito in un bellissimo ambiente, nel quale sono conservati buoni esempi di architettura popolare aragonese. Tuttavia, ciò che più risalta è la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Pedro, costituita da un’unica navata divisa in tre sezioni, ciascuna delle quali possiede una volta gotica a stella con nervature. All’esterno spiccano una galleria con archi ciechi e la decorazione mudéjar del campanile con dettagli smaltati (uno dei pochi nella provincia di Huesca).

Accanto alla chiesa, un punto panoramico ci aiuta ad identificare le cime della vicina catena montuosa. Un altro punto interessante è l’Eremo di Santa Ana, costruito negli anni ’60 sopra un edificio del XVI secolo.

Torralba de Aragón è anche un luogo ideale per escursioni a piedi o in bicicletta, ad esempio alla gola di Escarigüela o attraverso le montagne della Sierra de Alcubierre.

Punto 5

In Calle Joaquín Orus prendere la A-1211, girare due volte a sinistra e alla rotonda prendere la prima uscita verso la A-1210.

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In Calle Joaquín Orus prendere la A-1211, girare due volte a sinistra e alla rotonda prendere la prima uscita verso la A-1210.

Grañén local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Il centro di Grañén è diviso in due quartieri: uno più moderno, situato vicino alla strada, e uno vecchio, situato su una leggera collina e dominato dalla chiesa parrocchiale. Sulla stessa cima si trovano i resti di un castello del 1105, del quale è rimasta in piedi solo una torre a ridosso della chiesa.

Il luogo è strettamente legato all’astronomia e alla fortuna. Ospita una delle più grandi meridiane d’Europa, da dove si può ammirare anche una vista sulle formazioni geologiche di Gabarda. Nelle strade e sulle facciate si possono ammirare i murales urbani, creati negli ultimi anni da importanti artisti come Paula Bonet, Eduardo Burton, Boamistura o Isaac Mahow. Una scusa perfetta per visitare la località, che, nella chiesa di Santiago, ospita una bella pala d’altare gotica. Indubbiamente, la caratteristica più notevole della chiesa è il suo campanile, costruito a ridosso dell’attuale facciata principale. La torre corrisponde alla tipologia tardo-mudéjar della metà del XVI secolo, è costruita in mattoni, ha una pianta quadrata e i mattoni decorativi sono disposti a fasce di sbieco, a zig-zag o a forma di rombo e croci a più bracci.

Punto 6

Da Calle Joaquín Costa de Grañén prendere la A-1213 e in soli 15 minuti e 10 km siamo a Piracés.

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Da Calle Joaquín Costa de Grañén prendere la A-1213 e in soli 15 minuti e 10 km siamo a Piracés.

Piracés

Il borgo è situato tra i fiumi Flumen e Guatizalema e si adagia su un pendio. Tra gli edifici religiosi spiccano la chiesa parrocchiale gotica e, nei pressi del paese, l’eremo della Corona, risalente al XII secolo. Vicino all’eremo troviamo “Árboles como arqueología” (Alberi come Archeologia), una scultura contemporanea composta da 8 monoliti di granito alti più di 5 metri e due ulivi.

A circa 2 km di distanza si trova il pozzo di origine musulmana, scavato nella roccia per accedere ad una sorgente situata sul fondo e coperta da una volta a botte a punta, alla quale si accede mediante una scala.

Secoli di erosione hanno creato un paesaggio quasi irreale, con formazioni geologiche uniche di arenaria, che sembrano giganti in piedi nel mezzo del paesaggio lunare della steppa. I monoliti o Torrollones sono testimoni della piattaforma strutturale: rimasti isolati dall’erosione, in alcuni casi, arrivano a un’altezza di diverse decine di metri. Sagome rocciose in un paesaggio impressionante, attraversato da un’acqua invisibile e da un vento impercettibile. Tra tutte queste formazioni, la più spettacolare è la Peña Mediodía. Questa fantastica formazione geologica è un enorme banco di arenaria, lungo 80 metri e alto 25 metri. Una scala scavata nella roccia conduce alla piattaforma superiore, dove sono sopravvissuti gli scavi rettangolari dell’antico castello.

Punto 7

Da Piracés, prendere la strada regionale A-1213 e poi la A-1210 e la A-1223 in quest‘ordine.

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Da Piracés, prendere la strada regionale A-1213 e poi la A-1210 e la A-1223 in quest‘ordine.

Alberuela de Tubo-Parque de la Gabarda local_hotelrestaurant

In mezzo alla natura, tra torrollones e uliveti centenari, circondato da resti archeologici musulmani e medievali, si trova il parco avventura La Gabarda. Un luogo perfetto per godere con la famiglia o con gli amici di attività come il tiro con l’arco, escursioni, teleferiche o ponti tibetani, in uno degli angoli più belli del Monegros, che vanta bellissimi tramonti.

La Gabarda è il risultato di una forte erosione di materiali sensibili, tra i quali spiccano i “Torrollones”, testimoni del passare del tempo, la cui bellezza e interesse scientifico hanno valso loro la classificazione di Sito di Interesse Geologico dell’Aragona.

Nei dintorni, il sito musulmano del villaggio di Las Cías costituisce uno dei migliori esempi del limitare superiore dell’impero musulmano di Al-Andalus nella penisola spagnola.

Punto 8

Ad Alberuela de Tubo prendere la strada che da Alberuela porta alla Peralta A-1223 e in 15 minuti raggiungiamo la Peralta de Alcofea.

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Ad Alberuela de Tubo prendere la strada che da Alberuela porta alla Peralta A-1223 e in 15 minuti raggiungiamo la Peralta de Alcofea.

Peralta de Alcofea restaurant

Peralta de Alcofea si trova al confine meridionale della regione di Somontano de Barbastro, in una zona collinare che si affaccia sul fiume Alcanadre.

Tra i vestigi romani, la località conserva una diga e le cosiddette Cías, che venivano utilizzate come granai. Conserva anche i resti del villaggio iberico di Peralta La Vieja, che servì come accampamento per il Cid Campeador e le sue truppe quando fu espulso dalla Castiglia. Una passeggiata per le sue strade ci consente di ammirare buoni esempi di architettura tradizionale di Somontano, in case come Casa Polo o Casa del Abogado, retaggio di antiche famiglie nobiliari.

Tra gli edifici sacri, spicca la chiesa parrocchiale di origine romanica (XII e XIII secolo), dichiarata Monumento Storico e Bene di Interesse Culturale. La chiesa è uno degli ultimi templi romanici in Aragona e fu successivamente ampliata in stile gotico. Il portale strombato con sei archivolti offre un eccezionale gruppo di sculture romaniche. Il percorso Saso Alto è un itinerario ornitologico, nel quale si possono osservare specie di uccelli molto apprezzate dagli ornitologi. Si tratta di un itinerario lungo 11 km che inizia in questa località. Si può anche realizzare un bellissimo percorso in mountain bike da Peralta de Alcofea a Torres de Alcanadre (Ruta Ribera del Alcanadre).

Punto 9

Dalla Peralta de Alcofea in Calle Mayor ci dirigiamo verso Tormillo / A-1217 e dopo 18,7 km raggiungiamo Castelflorite.

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Dalla Peralta de Alcofea in Calle Mayor ci dirigiamo verso Tormillo / A-1217 e dopo 18,7 km raggiungiamo Castelflorite.

Castelflorite

Il paese è situato tra due colline, il Cerro del Saso, ideale per le escursioni, e il Cerro del Castillo, in cima al quale si trovano i resti di vari scavi archeologici. Un luogo privilegiato per godere della vista panoramica. Proseguendo lungo la strada, ideale per un tour in moto, passiamo ai piedi del Cerro de Cajal, dove tre archi, come uno scheletro, segnalano il luogo in cui sorgeva l’eremo ormai sparito.

Il monumento più importante è la chiesa di San Miguel Arcángel, di origine romanica, che fu completamente riformata e ampliata nel XVI secolo. Sebbene sia stata smantellata durante la Guerra Civile spagnola, durante un restauro negli anni ’90 sono stati scoperti resti antropologici, risalenti all’epoca in cui le sepolture si effettuavano all’interno del tempio.

Punto 10

Da Castelflorite prendiamo la Travesía Joaquín Costa / A-1217 e seguiamo questa strada fino a girare a sinistra sulla A-131 in direzione Monasterio.

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Da Castelflorite prendiamo la Travesía Joaquín Costa / A-1217 e seguiamo questa strada fino a girare a sinistra sulla A-131 in direzione Monasterio.

Real Monasterio de Santa María de Sijena - Villanueva de Sijena local_hotelrestaurant

Il paesaggio della Sierra de Villanueva, irrigato dalle acque del fiume Alcanadre, è rappresentativo di ciò che la zona di Los Monegros ha da offrire: toanlità ocra, argilla e pinete battute dal vento e da un sole costante. Questa storica e importante cittadina aragonese ospita nelle sue strade la casa natale di Miguel Servet, ora dedicata allo studio e alla diffusione della storia del medico, umanista e pensatore universale rinascimentale, bruciato sul rogo a Ginevra per aver difeso la libertà di pensiero.

Il luogo di nascita di Miguel Servet è noto anche per il suo imponente monastero, dichiarato Monumento Nazionale. Si tratta di una fondazione reale, volere della regina Doña Sancha, moglie del monarca aragonese Alfonso II, intorno al 1188. Situato sulle rive dell’Alcanadre, ospitò tra le sue mura un gran numero di regine, principesse e figlie di famiglie nobili. Servì come rimessa per una parte del tesoro reale e come archivio del monastero nel XIII e XIV secolo. Fu anche un pantheon reale e il suo chiostro servì come luogo di riposo per re, regine e infanti d’Aragona, tra cui spiccano la tomba della regina Doña Sancha o di Pedro II. Grazie ad importanti donazioni, divenne uno dei monasteri più ricchi e più belli d’Aragona.

Del vecchio monastero si conservano solo il tempio e una piccola parte del chiostro. Addossati alla crociera del tempio si trovano il summenzionato pantheon reale e una massiccia torre quadrata. La porta d’ingresso si apre tramite quattordici archivolti semicircolari con una profonda svasatura.

Punto 11

Dal monastero si guida in direzione della A-131 e dopo 17,7 km si raggiunge Sariñena.

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Dal monastero si guida in direzione della A-131 e dopo 17,7 km si raggiunge Sariñena.

Sariñena local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La capitale di Los Monegros si trova tra il fiume Alcanadre e la Laguna, la seconda zona umida più importante dell’Aragona. È anche il fulcro dei servizi e del commercio, il che lo rende il luogo ideale per una breve vacanza. Nella sua area urbana, la Plaza de El Salvador si distingue per la facciata monumentale della chiesa neoclassica, il casinò degli anni ’20 e il palazzo signorile Paraled o Penén del XIX secolo.

Fuori dal centro della cittadina, dall’altra parte dell’Alcanadre, l’eremo romanico di Santiago è uno dei monumenti più importanti del comune, insieme al transetto, alla ghiacciaia e al parco botanico circostante, nonché una buona vista panoramica della città.

Da non perdere

La laguna de Sariñena
Punto 12

A Sariñena prendiamo l‘Avenida Monegros / A-230 e in 17 minuti raggiungiamo la Cartuja de Nuestra Señora de las Fuentes.

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A Sariñena prendiamo l‘Avenida Monegros / A-230 e in 17 minuti raggiungiamo la Cartuja de Nuestra Señora de las Fuentes.

Cartuja de Nuestra Señora de las Fuentes

La Certosa di Nuestra Señora de las Fuentes fu la prima Certosa fondata nel Regno d’Aragona, nell’ex eremo di Nuestra Señora de las Fuentes; ampliata dieci anni dopo e ristrutturata nel XVII secolo.

La Certosa è fatta principalmente di mattoni, sebbene sia stata usata anche la muratura a secco. La costruzione si caratterizza per la semplicità, la mancanza di ornamenti e la purezza dei volumi esterni. È stilisticamente vincolata con il tardo barocco. L’edificio più importante del complesso è la chiesa, che possiede una pianta a croce latina a navata unica. Il tempio è decorato da più di 2000 m2 di affreschi di Fray Manuel Bayeu, cognato di Goya e monaco di questa parrocchia. Un’opera pittorica impressionante, in un recinto fortemente segnato dalla storia degli ultimi secoli. Il monastero è in fase di restauro e può essere visitato nei fine settimana, momento in cui si può godere del silenzio del suo interno.

Punto 13

Da La Cartuja, prendere la A-230 e poi la A-131 fino all‘itinerario del Jubierre

near_me Punto 13

Da La Cartuja, prendere la A-230 e poi la A-131 fino all‘itinerario del Jubierre

La Ruta Jubierre

Jubierre è una delle zone più impressionanti della regione di Los Monegros. I suoi paesaggi mozzafiato sono il risultato di un’intensa erosione che ha prodotto rilievi di ogni tipo e forme uniche ed ha favorito la formazione di un’importante rete di gole.

L’itinerario del Jubierre segue un percorso centrale, che si raggiunge da due punti: la strada A-131 (Sariñena-Fraga), un itinerario segnalato di 6 chilometri da Sariñena verso Sena, o la strada di Castejón de Monegros, che da questo paese effettua una deviazione di 4 chilometri verso Valfarta.

Lungo questo percorso centrale sono stati creati diversi parcheggi per facilitare l’accesso ai cinque monumenti di pietra più emblematici di Jubierre: Tozal de la Cobeta, Tozales de los Pedregales, Tozal de Colasico, Tozal Solitario, Mirador Oriental e Peña Altar.

Da non perdere

Belvedere di Jubierre
Punto 14

Da Jubierre prendiamo la A-131 in direzione est e dopo 1 ora prendiamo la A-230, HU-831 e A-1104 fino a Monegrillo.

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Da Jubierre prendiamo la A-131 in direzione est e dopo 1 ora prendiamo la A-230, HU-831 e A-1104 fino a Monegrillo.

Monegrillo

Il “Mare di Terra”, come lo chiamava il regista Bigas Luna, è da anni scenario di riprese cinematografiche, tra le quali spicca “Jamón jamón”, un film che ha ispirato l’omonimo percorso, il quale inizia in questa località e ripercorre le enclavi più importanti della pellicola.

Il centro storico, inoltre, è uno dei più interessanti del percorso, giacché offre un’immagine tipica dei Monegros. Vi si possono trovare edifici come il Granero de la Diezma, la chiesa barocca di Ntra. Sra. de la Asunción (XVII secolo) o le case di Rocañín e Panivino, che sono caratteristiche dell’architettura civile aragonese. Quest’ultima ospita il Centro di Interpretazione della Steppa di Monegros.

Punto 15

Da Monegrillo prendiamo la via San Roque in direzione della A-1104 e dopo soli 9 km raggiungiamo Farlete.

near_me Punto 15

Da Monegrillo prendiamo la via San Roque in direzione della A-1104 e dopo soli 9 km raggiungiamo Farlete.

Farlete

Raggiungiamo il paese percorrendo la strada più mitica e filmata della Spagna, protagonista di molti cortometraggi, spot pubblicitari e videoclip in seguito alle sue lunghe linee rette in mezzo al paesaggio steppico più genuino dell’Aragona.

Prima di entrare in paese, ai piedi della catena montuosa, spicca il Santuario della Virgen de la Sabina, un bellissimo edificio dalla facciata barocca, in perfetta armonia con il paesaggio, che segna la strada che porta alle grotte e agli eremi di San Caprasio, nel punto più alto. La chiesa di San Juan Bautista si trova nella Plaza Mayor del paese. Si tratta di un tempio di origine barocca, ricostruito nel XX secolo e distrutto durante la Guerra Civile. Ai piedi del tempio c’è una torre barocca quadrata.

Punto 16

A Farlete guidiamo verso ovest sulla Avenida Zaragoza / A-1104 e in 20 minuti e 24,4 km raggiungiamo Villamayor de Gállego.

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A Farlete guidiamo verso ovest sulla Avenida Zaragoza / A-1104 e in 20 minuti e 24,4 km raggiungiamo Villamayor de Gállego.

Villamayor de Gállego restaurantlocal_gas_station

Il villaggio è situato nella fertile pianura sulla riva sinistra del Gállego, molto vicino alla città di Saragozza.

La chiesa de La Asunción è il simbolo della località. Il tempio corrisponde alla tipologia del mudéjar, stile molto diffuso nella seconda metà del XV secolo e nella prima metà del XVI secolo, periodo al quale risale la chiesa. È costituita da un’unica navata a tre sezioni, coperte da una semplice volta a vela. Nel 1587 al coro fu aggiunto un magnifico campanile mudéjar con corpo ottagonale. Nel 1973, una ristrutturazione radicale ha cambiato l’orientamento originale del tempio, cosicché la torre si trova ora ai suoi piedi.

Il Santuario di Nuestra Señora del Pueyo è costituito da un gruppo di edifici che comprende l’eremo, la foresteria e la casa delle suore cappuccine.

Si possono ammirare diversi palazzi tipici aragonesi del XVI secolo, tra cui spicca Casa Catalán. Il Municipio è un interessante edificio barocco a tre piani, del XVIII secolo.

Sul Monte Oscuro si trova uno splendido esempio di Sabina albar (ginepro spagnolo), uno dei pochi esemplari conservati in Europa, con un’età stimata di duemila anni.

Fine itinerario

Da Villamayor prendere la A-129 e alla rotonda prendere la prima uscita verso la A-123.

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Da Villamayor prendere la A-129 e alla rotonda prendere la prima uscita verso la A-123.

Certosa di Aula Dei

Situata in una splendida posizione nel quartiere Peñaflor di Saragozza, la Cartuja de Aula Dei (Bene di Interesse Culturale) è uno dei più importanti complessi monumentali dell’Aragona, sia dal punto di vista architettonico che per le splendide opere d’arte che ospita.

La sua pianta, opera di due dei più famosi architetti cinquecenteschi di Saragozza, fu una vera novità nell’ambito delle certose spagnole. L’elemento più importante e cuore del complesso è la chiesa, splendido esempio di architettura gotica tradizionale del XVI secolo. Si caratterizza per la sua pala d’altare barocca e, soprattutto, per i bellissimi dipinti murali ad olio, che presentano colori ricchi e pennellate fini, dipinti da Francisco de Goya nel 1774. L’ingegnoso artista dipinse un totale di undici opere sulla vita della Vergine, sette delle quali sono sopravvissute. La chiesa e i suoi magnifici dipinti, nonché gli altri locali, si possono visitare su appuntamento.