Il Percoso degli Angoli Magici di Teruel

Lungo questo itinerario, che ci porta attraverso diverse regioni della provincia di Teruel, potremo scoprire angoli incantevoli, bellissimi paesaggi naturali, edifici monumentali… Ad Alcañíz saremo sorpresi dallo splendido castello dell’Ordine di Calatrava e a Calanda seguiremo le orme del brillante regista Luis Buñuel.  Anche qui troviamo le tipiche neveras o ghiacciaie (edifici dove una volta la neve veniva immagazzinata e trasformata in ghiaccio) del “Percorso delle Volte del Freddo” e potremo anche visitare le cittadine comprese nella spettacolare Settimana Santa del Bajo Aragón. Nella località di Molinos potremo fare una bella passeggiata nel sottosuolo per ammirare la bellezza delle Grutas de Cristal (grotte di cristallo) e a Escucha, anch’essa a 200 metri di profondità, sperimentare la dura vita dei minatori. Questo itinerario ci conduce attraverso alcuni tratti del Parco Culturale del Río Martín e ci permette di scoprire i veri tesori del patrimonio mudéjar nelle chiese di Montalbán o Olalla. E, quasi al termine del percorso, potremo goderci il meritato relax nella città termale di Segura de Baños.

Dati interessanti

  • Distanza:
    242 km

    Tempo stimato senza fermate:5 h 13 min

    Tappe consigliate: 4

Tappe consigliate

    1. Alcañíz-Castellote
    2. Castellote – Aliaga
    3. Aliaga – Montalbán
    4. Montalbán-Olalla
    1. Olalla – Montalbán
    2. Montalbán – Aliaga
    3. Aliaga – Castellote
    4. Castellote – Alcañíz

Mappa dell'itinerario

Indicazioni e punti di interesse

Congratulazioni, stai per assaporare l'itinerario Slow Driving "Il Percoso degli Angoli Magici di Teruel".
Segui le indicazioni che ti proponiamo di seguito e non perdere nemmeno un dettaglio di questi luoghi meravigliosi. Andiamo!

Punti del percorso "Il Percoso degli Angoli Magici di Teruel"

INIZIO

Alcañiz è una città e un comune della regione di Bajo Aragón, nella provincia di Teruel, in Aragona.

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Alcañiz è una città e un comune della regione di Bajo Aragón, nella provincia di Teruel, in Aragona.

Alcañiz local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La località è descritta da molti come la Monaco spagnola, poiché le sue vie costituirono per 20 anni un circuito pionieristico, sul quale si sono disputati la vittoria i migliori piloti del tempo, e dove lo spirito sportivo persiste tutt’oggi, grazie al circuito di Motorland.

La capitale della regione del Bajo Aragón, inoltre, è anche una bella città, piena di piacevoli sorprese per il viaggiatore. I due monumenti più importanti di Alcañiz sono, senza dubbio, la Plaza Mayor, dove si trovano gli imponenti edifici del Municipio, la Lonja e la vecchia collegiata di Santa María, nonché il magnifico complesso architettonico, scultoreo e pittorico medievale del Castello dell’Ordine di Calatrava, che oggi ospita il Parador de Turismo. È anche altamente consigliabile una visita ai camminamenti medievali, ai quali si accede dall’ufficio turistico. Luoghi piacevoli per gustare la cucina regionale o semplicemente una tazza di caffè, che permettono al viaggiatore di godersi un soggiorno indimenticabile.

Alcañiz fa parte del Percorso dei Tamburi e Timpani nella regione del Bajo Aragón, una festa dichiarata di Interesse Turistico Internazionale.

Da non perdere

Motorland
Punto 1

Ad Alcañiz prendere la N-211/N-420 in direzione Calanda. Dopo 17,3 km avete raggiunto la vostra destinazione.

near_me Punto 1

Ad Alcañiz prendere la N-211/N-420 in direzione Calanda. Dopo 17,3 km avete raggiunto la vostra destinazione.

Calanda local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Calanda ha dato i natali al geniale regista Luis Buñuel e i suoi film rispecchiano l’essenza della località: il suono dei tamburi e dei timpani, che ha reso universali tanto il paese come Don Luis. Il visitatore, perciò, non può perdersi l’incredibile Centro Buñuel Calanda, uno spazio che riproduce l’universo surreale del regista e che lascerà un ricordo indelebile.

Una passeggiata per le sue vie vi permetterà di scoprire gli angoli che hanno ispirato alcune delle scene cinematografiche e gli edifici in stile rinascimentale, come la Casa de la Villa, la cui facciata laterale è decorata con affreschi in stile rococò, risalenti al 1704. A Calanda si può visitare anche la ghiacciaia, inserita nel “Percorso delle Volte del Freddo”.

Calanda fa parte del Percorso dei Tamburi e Timpani della regione del Bajo Aragón, una festa dichiarata di Interesse Turistico Internazionale.

Punto 2

Lasciare Calanda a nord-ovest su Calle Lepanto verso Calle Catorce de Marzo. Seguire la A-226 per 19 km fino a Mas de las Matas.

near_me Punto 2

Lasciare Calanda a nord-ovest su Calle Lepanto verso Calle Catorce de Marzo. Seguire la A-226 per 19 km fino a Mas de las Matas.

Mas de las Matas local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Il campanile della chiesa di Mas de las Matas può essere visto molti chilometri prima di raggiungere la cittadina, giacché è uno dei più alti della provincia. La torre invita da lontano a fermarsi e a passeggiare per le sue vie e piazze, per visitare la chiesa parrocchiale o il meraviglioso Municipio.  Ma la cosa più sorprendente, forse, è lasciarsi trasportare dal suono dell’acqua che percorre tutto il centro storico, sotto forma di fontane, lavatoi e canali di irrigazione sparsi per le vie della località.

Dal 2006, inoltre, è possibile visitare un centro collegato a Dinópolis. Il piano terra della vecchia fabbrica di farina, o Casa Feliu, è stato predisposto per essere utilizzato come mostra paleontologica, che comprende anche fossili provenienti dalla collezione paleontologica del Grupo de Estudios Masinos. Il titolo di questa mostra è “Acqua, tempo e terra” e il suo tema principale mira a spiegare come i fossili e le rocce che li contengono ci permettano di interpretare i vari e profondi cambiamenti geologici della regione durante il periodo giurassico e cretaceo.

Punto 3

Lasciare Mas de las Matas in direzione di Calle Carretera Aguaviva e prendere la A-225, dopo 4 km si raggiunge Aguaviva

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Lasciare Mas de las Matas in direzione di Calle Carretera Aguaviva e prendere la A-225, dopo 4 km si raggiunge Aguaviva

Aguaviva local_hotelrestaurantlocal_gas_station

In questa località si può visitare il centro storico, dove merita una menzione particolare la bella Plaza de España. Si tratta di una piazza con portici, disposta su due livelli collegati da una scalinata.

Ad Aguaviva si raccomanda anche di godersi lo straordinario ambiente naturale. Molto vicino al paese, a soli quattro chilometri in direzione di Morella, troviamo uno di quegli scorci che il viaggiatore non dimenticherà mai: il Puente de Cananillas, costruito nel Medioevo, per attraversare il fiume Bergantes. Oggi, i ciottoli rotondi, erosi nel corso dei secoli, e le pinete che li circondano costituiscono una delle piscine naturali più belle della provincia.

Nel paese troviamo anche un’altra ghiacciaia del “Percorso delle Volte del Freddo“. Se il viaggiatore ha la fortuna di visitare la città il 28 agosto, infine, può assistere alla festa del Santísimo Misterio, che riempie le sue strade di sorprendenti e coloratissimi tappeti di segatura e che è stata dichiarata Festa di Interesse Turistico dell’Aragona, giacché costituisce un grande esempio di arte effimera

Punto 4

Da Aguaviva prendere la A-225 per prendere l’uscita per la A-226. Dopo 12,3 km si raggiunge Castellote.

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Da Aguaviva prendere la A-225 per prendere l’uscita per la A-226. Dopo 12,3 km si raggiunge Castellote.

Castellote local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Questa località, dichiarata Complesso Storico, si trova ai piedi di un’alta catena montuosa, disposta su un terreno aspro e pittoresco. Il borgo è protetto da questo massiccio pietroso, sul quale troneggia l’emblematico castello, la cui impressionante edificazione è attribuibile all’Ordine dei Templari. Nel XIX secolo fu occupato dai Carlisti (i tradizionalisti che difendevano il diritto al trono di Carlos María Isidro di Borbone), che lo difesero fino alla capitolazione, assediati dell’esercito del Generale Espatero.

Nei pressi del castello si trovano i resti dell’acquedotto più rappresentativo della provincia. La cittadina è dominata dalla chiesa gotica di San Miguel Arcángel, che si trova all’interno della prima cinta muraria della città, alla quale si può accedere tramite la lonja (sottoportico) del Palazzo Municipale o tramite un’altra piccola porta delle mura. Quest’ultima si trova di fronte alla chiesa della Virgen del Agua (1718), utilizzata nel dopoguerra come chiesa parrocchiale. Accanto a questo tempio si trovano diversi palazzi e la vecchia prigione, conosciuta come Torreón (torrione). Il centro urbano è completato da un altro portale, in questo caso appartenente alla seconda cinta di mura, da diversi palazzi risalenti all’Età Moderna e dalla fontana, che presenta interessanti decorazioni scultoree riutilizzate. Degno di nota è anche l’Eremo di Llovedor, che si trova in uno spettacolare sito vicino al paese.

Punto 5

Lasciare Castellote per Calle Marqués de Lema /A-226 e girare a destra in direzione TE-8101 fino a raggiungere il bacino artificiale.

near_me Punto 5

Lasciare Castellote per Calle Marqués de Lema /A-226 e girare a destra in direzione TE-8101 fino a raggiungere il bacino artificiale.

Diga di Santolea

La diga del bacino idrico di Santolera si trova a meno di 2 km a sud di Castellote, vicino alla strada per Bordón. Le sue acque inondano quelli che un tempo furono i fertili campi del piccolo borgo di Santolea, dal quale prendono il nome. La costruzione del bacino iniziò nel 1927 e già nel 1932 furono arginate le acque. All’uscita di Castellote, prendendo la deviazione per Ladruñán, si può arrivare in auto fino alla sommità della diga, dove passava la vecchia strada che conduceva da Castellote a Bordón, e al campeggio della località.

Il bacino serve principalmente per l’irrigazione, ma in estate è utilizzato per attività ricreative come escursioni in piroga, paddle surf, mosconi ed altre piccole imbarcazioni, pesca e nuoto.

Nei dintorni del bacino, al margine della strada che lo circonda, ci sono diversi punti panoramici, che permettono di osservare la bellezza di questa grande massa d’acqua, attorniata da eleganti rocce calcaree e pinete. La trota è la più numerosa tra le specie ittiche che popolano il bacino.

Punto 6

Dal bacino della Santolea, dirigersi verso sud sulla TE-8101 e continuare sulla TE-V-8215 fino a Cuevas de Cañart.

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Dal bacino della Santolea, dirigersi verso sud sulla TE-8101 e continuare sulla TE-V-8215 fino a Cuevas de Cañart.

Las Cuevas de Cañart local_hotelrestaurant

In questo piccolo borgo, dichiarato Complesso Storico, scopriamo un ricco patrimonio che contrasta con le dimensioni di un villaggio di soli 40 abitanti. È circondato, su un lato, da numerosi campi, mentre sull’altro, dall’eremo dei Poyos, che sovrasta il villaggio come una vedetta. Passeggiando per il paese troviamo un monastero e un convento: quello dei monaci Serviti e quello delle suore Concezioniste, emblemi del luogo. Ma non lasciano indifferenti nemmeno altri monumenti, come la chiesa di San Pedro Apóstol, gli eremi di San Blas e Los Poyos, il Portal de Marzo, il vecchio forno o case come Casa Arellano e Casa Moliner. Nei dintorni sono da segnalare la cascata di San Juan e le particolari tombe medievali scavate nella roccia, così come il sito dell’Estrecho.

Punto 7

Da Cuevas de Cañart andare a Calle Mayor per prendere la TE-V-8215 fino a Molinos.

near_me Punto 7

Da Cuevas de Cañart andare a Calle Mayor per prendere la TE-V-8215 fino a Molinos.

Molinos e Cave Grutas de Cristal local_hotelrestaurant

Molinos si trova ai piedi del Poyo Ambasagua, il luogo dove fu costruita l’antica fortezza di Calatrava e dove oggi si trovano il campanile o torre dell’orologio, l’eremo di Soledad e un piccolo portale collegato all’antica fortezza. All’ingresso del paese sorprende la cascata del Salto de Altaoya, che può essere attraversata solo grazie ad un bel ponte di conci, sospeso tra due dirupi.

Il centro monumentale della città ruota attorno a due belle piazze adiacenti con portici: la Plaza Mayor e la piazza del Municipio, dove si trova la chiesa di Nuestra Señora de las Nieves, una delle più peculiari costruite nel XV secolo a Teruel. Il Municipio, annesso ad un antico torrione, ospita la “Sala de Eleuterio Blasco Ferrer” (dove sono esposti dipinti, sculture e disegni che questo artista lasciò in eredità a Molinos). Nelle sue vie si trovano anche il Portal de San Roque, l’Eremo di San Nicolás, del XVIII secolo, e diversi palazzi.

Il museo del Centro di Interpretazione del Parco Culturale di Molinos ospita il più antico fossile ominide trovato in Aragona: la mandibola di un rappresentante primitivo dell’Homo Sapiens, conosciuto come “El hombre de Molinos” (l’uomo di Molinos).

Ciò che più si conosce di Molinos è senza dubbio il Monumento Naturale delle Grutas de Cristal (Grotte di Cristallo), un gioiello prezioso, creato dalla natura nel sottosuolo. È formato da due cavità principali, collegate tra loro e con l’esterno da canali e passaggi che colmano un dislivello complessivo di circa 12 metri. Nella parte superiore si apre la Sala di Cristallo, con preziose formazioni di stalattiti, stalagmiti, colonne eccentriche, colate e bandiere. Più in basso si trova la Sala Marina, dove cristallizzazioni di calcite dall’aspetto corallino formano una singolare decorazione subacquea.

Le grotte sono forme carsiche interne, scavate dalla lenta dissoluzione del calcare da parte delle acque sotterranee. Successivamente, l’effetto opposto, cioè la ricristallizzazione del carbonato di calcio disciolto, porta alla formazione di nuove masse di calcite, sotto forma di stalattiti e stalagmiti.

Punto 8

Da Molinos prendere la TE-41 e la A-1702 per raggiungere Ejulve dopo 20,5 km.

near_me Punto 8

Da Molinos prendere la TE-41 e la A-1702 per raggiungere Ejulve dopo 20,5 km.

Ejulve local_hotelrestaurant

In piena transizione verso i Monti del Maestrazgo, Ejulve si erge su una collina ai piedi della Sierra Majalinos, vicino al fiume Guadalopillo. La località è caratterizzata da una natura paradisiaca: ripidi pendii e rocce scoscese, paesaggi sotterranei con grotte e forre, numerose fontane o imponenti alberi monumentali che popolano il territorio comunale.

Le strade tortuose portano su e giù per il pendio, coronato dalla chiesa di Santa María la Mayor. L’edificio fu costruito nel XVI secolo e rispecchia il periodo di passaggio dal gotico al rinascimentale. Altro edificio emblematico è il Municipio, un bellissimo immobile cinquecentesco, sostenuto dal sottoportico a quattro archi. Ci sono anche buoni esempi di architettura popolare e di edifici civili sobri ed eleganti, come la Casa Felicitas, l’Ospedale Vecchio o la vecchia Posada (Locanda) de la Plaza.

 

 

La zona conosciuta come “Masías de Ejulve“, a sud del territorio municipale, permette di conoscere l’habitat sparso delle masserie di Teruel e di accedere ad un prezioso patrimonio naturale, culturale e storico mediante antichi sentieri, perfettamente segnalati.

Grazie alla bellezza del suo centro urbano, al suo ambiente naturale e, soprattutto, alle sue caratteristiche masserie, Ejulve è uno dei comuni che fanno parte del Parco Culturale del Maestrazgo.

Punto 9

Lasciare Ejulve via Calle Carretera/A-1702 per prendere la A-1403 per Aliaga.

near_me Punto 9

Lasciare Ejulve via Calle Carretera/A-1702 per prendere la A-1403 per Aliaga.

Aliaga local_hotelrestaurantlocal_gas_station

Il nome Aliaga deriva dall’arabo Alulgha (valle contorta). Nel Medioevo formava parte del confine orientale della Taifa de Albarracín. Nel 1163, il re Alfonso II riconquistò Aliaga, consegnandola poi all’Ordine Militare dei Cavalieri Ospitalieri, che nel 1180 fonda qui la sua Encomienda (dignità di rendita degli ordini cavallereschi). Il luogo fu importante anche per i Carlisti (i tradizionalisti che difendevano il diritto al trono di Carlos María Isidro di Borbone) e verso il 1838, il Generale Cabrera ricostruì il suo castello moresco del XII secolo.

Ad Aliaga spicca il Parco Geologico, uno spazio naturale che è anche un punto panoramico, dal quale si possono contemplare gli ultimi 200 milioni di anni di storia del nostro pianeta. Alcune delle sue magnifiche formazioni e strutture geologiche, che formano spettacolari rilievi, sono considerate dagli scienziati come esempi quasi unici al mondo.

Altre attrazioni includono il Centro di Interpretazione Mineraria di Santa Barbara, il Santuario della Virgen de la Zarza, le cascate di La Clara e La Tamborera, e le gole di Hoz Mala, Boca del Infierno e Estrechos de Valloré sul fiume Guadalope.

Punto 10

Lasciamo Aliaga attraverso la A-1403 e raggiungiamo Hinojosa de Jarque dopo 9,2 km.

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Lasciamo Aliaga attraverso la A-1403 e raggiungiamo Hinojosa de Jarque dopo 9,2 km.

Hinojosa de Jarque local_hotel

Hinojosa si trova a sud delle montagne della Sierra de San Just e a nord del fiume La Val.

L’edificio più singolare di Hinojosa è l’eremo del Pilar, che si trova nei pressi del paese ed è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale. La chiesa parrocchiale fu ricostruita nel 1960, conservando elementi della precedente struttura. Gli eremi di Santo Domingo de Guzmán e di Beato completano l’architettura sacra della località. Il Municipio possiede una particolare disposizione ad “L”, ma per lo più segue la caratteristica disposizione del sottoportico-trinchetto e della pianta. L’architettura civile mostra case di grandi dimensioni, alcune con proporzioni imponenti e con stemmi. A Hinojosa si congiunge il villaggio di Cobatillas, un piccolo borgo con un’interessante architettura popolare.

Nei dintorni si segnala in particolare il Parco delle Sculture, un museo all’aperto con le opere di molti artisti. L’insieme di queste opere rappresenta la cultura della gente, i suoi pensieri e i suoi sentimenti, le sue tradizioni e i suoi costumi.

Vicino a Hinojosa si trova la località di Cuevas de Almudén, che si erge sulle rive del fiume El Caño e lungo l’omonimo Sentiero Fluviale.

Punto 11

Lasciare Hinojosa de Jarque attraverso la A-1403 fino alla N-420 per raggiungere Escucha dopo 19,8 km.

near_me Punto 11

Lasciare Hinojosa de Jarque attraverso la A-1403 fino alla N-420 per raggiungere Escucha dopo 19,8 km.

Il Museo minerario di Escucha restaurant

Escucha si trova ai piedi della Sierra de San Just, un complesso anticlinale costruito su una base del Cretaceo inferiore, che contiene importanti depositi di lignite. La popolazione del comune è cresciuta negli anni ’60 e ’70, grazie alla costruzione di una centrale termica, nel 1970, la quale ha cessato l’attività nel 2012.

L’attività estrattiva è stato il fattore economico più importante del villaggio fin dal XVIII secolo e ha lasciato la sua eredità nella storia, nel paesaggio, nel patrimonio e nel carattere degli abitanti.

Il recupero di questo patrimonio minerario ci permette di scoprire luoghi come il Museo Minero de Escucha, dove ci si sente come un vero minatore in un parco a tema, pensato come alternativa di svago per tutta la famiglia. Nel museo si può vivere un’avventura mineraria, in una vera miniera a più di 200 metri sotto la superficie (unica in Spagna, dove i visitatori possono entrare in una vera miniera di carbone).

Una visita al Centro di Interpretazione Mineraria Pozo Pilar, a circa 5 minuti dal Museo delle Miniere, ci consente di scoprire il magazzino, gli uffici, i servizi igienici, il laboratorio, l’ospedale ed altri locali e strutture della vecchia società mineraria Minas y Ferrocarril de Utrillas (MFU), nonché la sezione inferiore del pozzo minerario, alta 52 metri.

Punto 12

Lasciare Escucha in direzione della N-420 (indicazioni: Utrillas / Alcañiz / Tarragona) per percorrere i 5,1 km fino a Utrillas.

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Lasciare Escucha in direzione della N-420 (indicazioni: Utrillas / Alcañiz / Tarragona) per percorrere i 5,1 km fino a Utrillas.

Utrillas local_hotellocal_gas_station

L’attività mineraria è stata essenziale per questo paese. Fin dall’XI secolo, a Utrillas si cercavano materiali come il giavazzo e nel XVIII secolo iniziò l’estrazione su grande scala.

Il patrimonio minerario è visibile nel Parco Tematico Minerario, sito nel Pozo Santa Bárbara, un complesso espositivo formato da vecchi edifici riabilitati, come il pozzo minerario, le caldaie, la sala macchine, nonché l’edificio della lampisteria e delle docce. Si possono anche vedere le vecchie scuole per i figli dei minatori, ristrutturate, una mostra di attrezzature minerarie (nella quale spicca la storia dell’evoluzione della lampisteria) e una mostra dei più importanti reperti paleontologici di Utrillas.

Il treno dei minatori di Utrillas è una storica ferrovia turistica che segue parte del tracciato dell’antica linea mineraria, la quale attraversò questo paese in provincia di Teruel dal 1904 al 1969.

Il Centro Visitatori della Scienza e dell’Archeologia Minerarie si trova nell’ex ospedale della M.F.U. ed è una visita imprescindibile per gli appassionati di miniere e ferrovie.

Nei pressi di Utrillas, dal paese di Las Parras de Martín, si può effettuare una meravigliosa escursione lungo il sentiero che collegava Las Parras de Martín con Martín del Río: il Percorso Hocino del Pajazo (PR-TE 41). Questo itinerario va da Las Parras ai due stretti che si formano lungo il Río de las Parras. Un’altra possibilità è quella di visitare queste gole da Martín del Río, seguendo sino alla fine la strada che porta alla diga de Las Parras. Da qui un sentiero conduce alla cascata del Pajazo. La prima opzione è un po’ più lunga, la seconda è solo una passeggiata.

Lungo questo percorso potrete ammirare uno dei paesaggi naturali più spettacolari della regione: la cascata e la grotta di Las Palomas, la cascata del Pajazo e un’interessante architettura popolare nella frazione di El Pajazo.

Punto 13

Lasciare Utrillas via Avenida Valencia / N-420 e camminare per 6,3 km fino a Montalbán.

near_me Punto 13

Lasciare Utrillas via Avenida Valencia / N-420 e camminare per 6,3 km fino a Montalbán.

Montalbán local_hotelrestaurantlocal_gas_station

La cittadina si trova sulle rive del fiume Martín, sul versante settentrionale della Sierra de San Just. Il centro del paese si trova ai piedi del monte Albano, da cui prende il nome. Sulla cima di questa montagna c’era un grande complesso di edifici, formato da un castello e un monastero, che furono distrutti durante la Prima Guerra Carlista.  Ma l’imponente chiesa, costruita sul pendio di questa montagna come estensione del monastero, è sopravvissuta fino ai nostri giorni.  L’imponente Tempio di Santiago, che possiede le sembianze di una fortezza, è un bellissimo edificio in stile gotico mudéjar, dichiarato Monumento Storico. Fu edificato con conci e mattoni mudéjar e la sua mole impressiona per le grandi dimensioni.

Gli elementi di spicco dell’esterno sono i contrafforti che si innalzano sopra il tetto delle cappelle: hanno forma di prisma nella navata e ottagonale in testa e sono decorati con mattoni e ceramiche verdi, che riproducono le croci dell’Ordine di Santiago.

La località è uno dei comuni compresi nel Parco Culturale del Fiume Martín, ed è un’enclave privilegiata per l’osservazione astronomica, in quanto dotata di Osservatorio-Planetario Astronomico. Il Centro di Interpretazione di Geologia e Speleologia completa le informazioni sui Siti di Interesse Geologico che si possono trovare nel suo territorio municipale.

Punto 14

A Montalbán, dirigersi a nord verso Peñarroyas.

near_me Punto 14

A Montalbán, dirigersi a nord verso Peñarroyas.

Peñarroyas local_hotel

Peñarroyas è una frazione di Montalbán e si trova sulla riva sinistra del fiume Martín. Questo bel posto è conosciuto con tale nome per il colore rossastro delle scoscese rupi rocciose che fanno parte delle formazioni di arenaria rossa del Buntsandstein, ai piedi delle quali è cresciuto Peñarroyas. Ci sono edifici caratterizzati dalla presenza di pietre angolari di rodio e dall’abbondanza di punti di osservazione nella parte alta, in modo che l’intera località è inglobata nel paesaggio.

Fa parte del Parco Culturale del Fiume Martín, dove si possono trovare manifestazioni artistiche di epoche diverse, con reperti preistorici come le incisioni di Pozos Boyetes.

Sulla piazza si trovano i due edifici più importanti: il vecchio Municipio e la chiesa di Santa María la Mayor. Al primo piano del Municipio sono state recuperate le vecchie scuole locali degli anni ’40 e ’50.

Peñarroyas possiede delle caratteristiche geomorfologiche, paesaggistiche e naturali di grande interesse, con diversi itinerari per gli amanti del trekking, tra i quali risalta il sentiero turistico GR-262 e vari punti di interesse geologico.

Punto 15

Guidare da Peñarroyas in direzione Montalbán. Poi prendere la N-211 e la A-2401 fino a Segura de Baños.

near_me Punto 15

Guidare da Peñarroyas in direzione Montalbán. Poi prendere la N-211 e la A-2401 fino a Segura de Baños.

Segura de Baños local_hotelrestaurant

Segura de Baños si trova a sud della Muela de Anadón, presso le sorgenti del fiume Aguas Vivas. Il paese offre un’immagine curiosa, giacché si estende tra due collinette, sulle cui rive si abbarbica. Segura conserva ancor oggi la sua struttura medievale, le sue case di mattoni crudi, alcune delle quali imbiancate a calce, e con tegole di rodio. Nel centro della città spiccano anche la chiesa di San Juan Bautista, il lavatoio e l’eremo della Virgen del Pilar.

La storia di Segura è legata all’acqua, grazie alle terme di Baños de Segura. Situato a 5 km dal comune, questo centro termale si trova in un luogo pittoresco, vicino alla sorgente del fiume. L’acqua delle sorgenti sgorga in una gola dello stesso fiume, immersa in uno spettacolare paesaggio naturale. Quest’acqua minerale medicinale era già utilizzata nel XVIII secolo. Il bagno termale ha chiuso i battenti nel 1983, per essere riaperto nel 2017 e trasformato in un alloggio di lusso. Un’oasi di pace e tranquillità in strutture imbattibili.

Come luoghi dagli scorci pittoreschi e dalle bellissime e impressionanti viste panoramiche, possiamo risaltare La Planilla, Las Coronas en la Muela de Segura, Peñadelgada (una struttura verticale monoclino, dove gli strati di roccia calcarea a forma di aghi suggeriscono una somiglianza con gli organi di Montoro, nelle stesse montagne).

Fine itinerario

A Segura de Baños seguire la A-2511 e la A-2513 fino a Olalla a 24,9 km.

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A Segura de Baños seguire la A-2511 e la A-2513 fino a Olalla a 24,9 km.

Olalla local_hotel

La cittadina si trova nel cuore della natura, ai piedi della Sierra de Pelarda, tra vaste foreste di ginepri, querce e pini. Olalla possiede una delle foreste di ginepri meglio conservate dell’Aragona, giacché comprende diversi esemplari centenari.

L’antica chiesa parrocchiale si ergeva su una piccola collina che domina la città. Apparentemente il vecchio tempio fu abbandonato quando nel XVIII secolo fu costruito quello attuale, nella parte bassa della città. Oggi rimane solo la torre di questa antica chiesa, uno degli esempi più significativi di torre mudéjar del XVI secolo, che si distingue per la bellezza della sua decorazione. Si compone di un primo corpo quadrato e di altri quattro a pianta ottagonale. Della decorazione esterna risaltano la parte alta del corpo inferiore quadrato e il primo corpo ottagonale, che presenta facciate cieche, decorate con abbondanza di rombi di grande plasticità. La torre è Monumento Storico-Artistico, Bene di Interesse Culturale e fa parte del Mudéjar d’Aragona, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.)